Articoli per tag: primo piano

Roberto Fico in Regione Campania

Gestione dell’acqua, la Campania rivede il modello: fermata la procedura per il socio privato

Pecoraro: «L’acqua è un bene comune da tutelare». Avviato un approfondimento sul modello gestionale La Regione Campania fa un passo indietro sulla procedura per l’ingresso di un socio privato nella gestione della risorsa idrica e apre una nuova fase di valutazione sul modello organizzativo. La giunta regionale ha infatti deciso di ritirare in autotutela la procedura per la selezione del socio privato della costituenda Gric S.p.A., avviando un percorso di approfondimento volto a individuare una gestione che valorizzi il ruolo pubblico. A comunicarlo è stata l’assessora regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro, che ha sottolineato come la decisione rappresenti una scelta politica

Ospedale Monaldi di Napoli

Monaldi, il caso Domenico travolge l’ospedale: calano le prenotazioni e manca il personale nella cardiochirurgia pediatrica

Dopo la morte del piccolo Caliendo calano le prenotazioni e si fermano gli interventi. La direzione cerca specialisti anche fuori dall’Italia per riavviare il reparto Il caso Domenico Caliendo non pesa soltanto sul piano giudiziario e mediatico. A distanza di giorni dalla morte del bambino, l’onda d’urto investe ora direttamente l’assetto organizzativo del Monaldi, con effetti che si riflettono sull’attività clinica e sul rapporto di fiducia con i pazienti. La struttura si trova infatti a fronteggiare una doppia emergenza: da un lato la crescita delle rinunce a visite, ricoveri e interventi già programmati; dall’altro la difficoltà di ricostruire l’organico della

Guido Oppido

Caso Domenico, la lettera degli operatori contro Oppido: “Clima tossico e paura in sala operatoria”

Il documento del personale sanitario letto dal legale della famiglia: segnalate urla, aggressività verbale e tensioni in sala operatoria Una lettera interna firmata dal personale della sala operatoria dell’ospedale Monaldi di Napoli torna al centro del caso legato alla morte del piccolo Domenico Caliendo. Il bambino di due anni è deceduto il 21 febbraio dopo un trapianto di cuore. Il documento, datato 27 gennaio, è stato letto ai cronisti all’esterno del Duomo di Nola dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori del bambino. La missiva era stata inviata ai vertici dell’Azienda ospedaliera dei Colli, a cui fa capo il Monaldi. Segnalava

Altarino per il piccolo Domenico Caliendo

Duomo di Nola gremito per Domenico: lungo applauso all’arrivo del feretro, attesa per i funerali

Camera ardente in Duomo, nel pomeriggio i funerali. Presenti i sindaci di Nola e Taurano, si attende la premier Meloni Un applauso lungo e composto ha accompagnato, poco dopo le 11, l’arrivo del feretro di Domenico Caliendo nel Duomo di Nola. In piazza, già gremita prima dell’apertura della camera ardente, centinaia di persone hanno atteso l’ingresso della piccola bara bianca nella cattedrale. Il bambino di due anni era deceduto il 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli, dove era stato sottoposto a un trapianto di cuore. La vicenda è al centro di un’inchiesta giudiziaria che prosegue in queste settimane. L’accoglienza in

4 Marzo 2026

Angela Capasso

All'esterno dell'Ospedale Monaldi un altarino per il piccolo Domenico

Caso Domenico, dall’autopsia nessuna lesione evidente al cuore espiantato. Oggi l’ultimo saluto a Nola

I primi riscontri smentirebbero l’ipotesi del taglio al ventricolo. Oggi i funerali a Nola, attesa la premier Meloni Dal primo esame autoptico sul corpo del piccolo Domenico non sarebbero emerse lesioni evidenti al cuore espiantato a Bolzano e destinato al trapianto. È questo il primo dato che filtra dall’incidente probatorio concluso oggi al Secondo Policlinico di Napoli. Secondo quanto riferito dal medico legale della famiglia, Luca Scognamiglio, “non sembrano esserci lesioni al cuore, in particolare non risulta il taglio al ventricolo di cui si era parlato nei giorni scorsi”. Un elemento che, se confermato dagli approfondimenti successivi, ridimensionerebbe una delle

Ospedale Monaldi di Napoli

Caso Domenico, il gip accoglie la ricusazione: cambia il perito alla vigilia dell’autopsia

Fuori Rinaldi, entra Ugolino Livi nel collegio peritale. Domani l’incidente probatorio. La famiglia: “Autopsia decisiva per capire cosa si poteva fare dal 23 dicembre” Alla vigilia dell’autopsia sul corpo del piccolo Domenico, arriva una svolta giudiziaria significativa: il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Mariano Sorrentino, ha accolto l’istanza di ricusazione presentata dalla famiglia e ha disposto la sostituzione di uno dei periti nominati nel collegio incaricato dell’incidente probatorio. Al posto di Maurizio Rinaldi, professore ordinario di Cardiochirurgia dell’Università di Torino, entra Ugolino Livi, cardiochirurgo di Udine. Una decisione che segna un passaggio cruciale in un’inchiesta già

2 Marzo 2026

Angela Capasso

La mamma Patrizia con il bambino.

La morte di Domenico, scontro sulla perizia: “Nuove prove di parzialità su Rinaldi”

La ricusazione può cambiare i tempi dell’autopsia. La mamma: “Sconcertata, si difendevano prima ancora della verità” La battaglia attorno alla morte del piccolo Domenico entra in una fase decisiva. Non solo sul piano medico-legale, ma su quello della credibilità del collegio peritale chiamato a fare chiarezza. Domani, al più tardi martedì mattina, il gip deciderà sull’istanza di ricusazione presentata dal legale della famiglia nei confronti del professor Mauro Rinaldi, uno dei tre periti nominati per l’incidente probatorio. Una decisione che potrebbe incidere direttamente sui tempi dell’autopsia e sull’intero impianto dell’accertamento tecnico. Ricusazione del perito Rinaldi: il nodo dell’imparzialità Il cuore

27 Febbraio 2026

Chiara Imbimbo

laboratorio clandestino carne Napoli

Caserta, camorra e appalti: svelato un sistema di riciclaggio e false fatturazioni. Sequestro da 2,2 milioni

Sigilli a quindici immobili e intere quote societarie: svelato il sistema di riciclaggio e false fatturazioni che legava il settore del calcestruzzo ai vertici del clan dei Casalesi. Le autorità hanno eseguito un maxi sequestro di beni dal valore di 2,2 milioni di euro contro un imprenditore casertano, già condannato e ora di nuovo sotto processo. Gli inquirenti ipotizzano che l’uomo abbia ottenuto numerosi appalti pubblici sfruttando la propria vicinanza al clan dei Casalesi. Il provvedimento colpisce società, immobili e conti correnti, poiché lo Stato sospetta che il sodalizio criminale abbia favorito l’ascesa economica del professionista nel settore edile della