In un appartamento trasformato in call center, i militari hanno documentato numerosi tentativi di frode ai danni di vittime fragili. Inoltre, si è verificata anche una truffa già consumata da 18mila euro
Una vera e propria centrale operativa delle truffe telefoniche è stata scoperta dai carabinieri a Quarto, in provincia di Napoli. Era all’interno di un appartamento trasformato in un call center clandestino. Quattro persone sono state arrestate con l’accusa di concorso in frode informatica. L’intervento è scattato dopo un’attività di osservazione da parte dei militari della tenenza di Quarto. Essi hanno circondato un edificio di via Crocillo. Per accedere all’abitazione, i carabinieri hanno prima interrotto l’erogazione dell’energia elettrica. Di conseguenza, i presenti sono rimasti al buio. Uno degli occupanti ha poi aperto la porta. Questo ha consentito l’ingresso delle forze dell’ordine.
All’interno dell’appartamento è stata immediatamente rilevata la presenza di una struttura organizzata per le truffe telefoniche. Su un tavolo erano disposti decine di telefoni cellulari e altro materiale utilizzato per le attività illecite.
Il funzionamento del call center delle truffe
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, nell’abitazione venivano messe in atto truffe telefoniche ai danni di anziani. Si utilizzavano modalità riconducibili al cosiddetto “finto carabiniere” o a tecniche di phishing telefonico. Tra le frasi registrate durante le indagini figurano espressioni come: “Clicchi sul link che le ho mandato e segua le indicazioni” e “Sono il maresciallo della caserma…”. Queste frasi erano pronunciate con un accento volutamente alterato per risultare credibile alle vittime.
L’attività era organizzata come un vero e proprio call center. Gli operatori erano impegnati a contattare o a ingannare le persone, inducendole a fornire dati sensibili. Inoltre, le persone venivano spinte a effettuare bonifici verso conti controllati dagli autori delle frodi.
Nel corso dell’operazione, uno degli indagati ha tentato di disfarsi di un telefono lanciandolo dalla finestra. Nessuno degli arrestati è riuscito a fuggire: tutti sono stati bloccati e condotti in stato di arresto.

Le truffe documentate e il bottino sottratto
Durante l’intervento, i militari hanno documentato almeno sette tentativi di truffa in corso d’esecuzione. In uno dei casi, secondo quanto riferito, la frode era già andata a segno ai danni di un’anziana residente a Roma. Da questa persona sarebbero stati sottratti circa 18mila euro. Il sistema messo in piedi nell’appartamento consentiva agli operatori di gestire contemporaneamente più comunicazioni. Essi utilizzavano una rete di dispositivi mobili e schede telefoniche per rendere difficile il tracciamento delle chiamate e dei flussi di denaro. Gli investigatori hanno sequestrato complessivamente 17 telefoni cellulari, un computer portatile e 101 schede SIM. Questi elementi confermano la natura strutturata dell’attività illecita.
Gli arresti e le accuse
I quattro uomini arrestati sono tutti originari dell’area napoletana. Secondo quanto riferito, sono già noti alle forze dell’ordine. Dopo le operazioni di identificazione e sequestro del materiale, sono stati posti agli arresti domiciliari in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. L’accusa nei loro confronti è di concorso in frode informatica. Tale reato comprende le attività di manipolazione o inganno finalizzate all’indebito accesso a sistemi informatici o al trasferimento illecito di denaro.
Le indagini proseguono per ricostruire eventuali ulteriori episodi di truffa riconducibili alla stessa centrale operativa. Inoltre, si indaga per individuare possibili collegamenti con altre reti attive sul territorio nazionale.

