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Carabinieri - Immagine di repertorio

16 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Napoli, smantellato il clan Mazzarella: 16 arresti per truffe informatiche. Gratteri: “Siamo attrezzati”

I carabinieri hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di 16 persone accusate di frodi informatiche legate a phishing, vishing e clonazione di siti bancari

Il clan Mazzarella di Napoli è stato colpito da un’importante operazione dei carabinieri del Comando Provinciale di Napoli. Nelle prime ore di oggi, sono stati eseguiti 16 arresti, con l’accusa di associazione per delinquere, frode informatica e accesso abusivo a sistemi informatici. Le persone coinvolte sono accusate di aver gestito un giro di truffe online, che ha avuto come obiettivo cittadini e istituti bancari. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli, ha permesso di smantellare un’infrastruttura criminale capace di condurre truffe informatiche su vasta scala. I reati contestati sono aggravati dalle finalità mafiose, come stabilito dal Tribunale di Napoli, che ha emesso il provvedimento cautelare su richiesta della DDA.

Le modalità delle truffe: phishing, vishing e clonazione di siti

Secondo le indagini, i membri del clan Mazzarella utilizzavano diverse tecniche per ingannare le vittime. La truffa principale era basata sul phishing, una tecnica che prevede l’invio di email o messaggi che sembrano provenire da istituti bancari o enti affidabili, ma che in realtà hanno lo scopo di rubare informazioni sensibili. Gli hacker chiedevano alle vittime di aggiornare i propri dati bancari o di effettuare operazioni online, con la falsa promessa di risolvere presunti problemi di sicurezza.

Un’altra tecnica utilizzata era il vishing, una variante del phishing che avviene attraverso chiamate telefoniche. I truffatori si spacciavano per operatori bancari, chiedendo alle vittime di fornire informazioni riservate, come numeri di carte di credito e codici di sicurezza.

Inoltre, il clan era coinvolto nella clonazione di siti web. Utilizzando software sofisticati, i membri del clan creavano copie perfette dei portali online delle banche, per indurre le vittime a inserire dati bancari che venivano successivamente sottratti.

Le indagini e gli arresti

L’inchiesta è partita mesi fa grazie alla collaborazione tra i carabinieri e la DDA di Napoli. Le forze dell’ordine hanno monitorato una serie di transazioni sospette e attività informatiche in grado di collegare le truffe al clan Mazzarella. Gli arrestati, secondo gli investigatori, facevano parte di un’organizzazione ben strutturata che operava sia nel capoluogo partenopeo che in altre regioni italiane.

Oltre alle frodi informatiche, alcuni degli arrestati sono accusati di detenzione illegale di armi, un’aggravante che ha contribuito a definire la gravità dei crimini. La Procura di Napoli ha già avviato il processo di identificazione di altre persone coinvolte nell’attività criminale, che potrebbe estendersi anche a soggetti legati a livello internazionale.

Il ruolo della DDA e gli sviluppi futuri

L’operazione di oggi rappresenta un colpo significativo al clan Mazzarella, già noto per le sue attività illecite nel traffico di droga e altre forme di criminalità organizzata. Secondo fonti interne alla DDA, l’indagine potrebbe estendersi ad altre cellule criminali che operano nel settore delle truffe informatiche. Le forze dell’ordine hanno infatti evidenziato come il fenomeno delle truffe online stia crescendo in modo esponenziale, soprattutto tra le organizzazioni mafiose che hanno sempre più interesse ad entrare nel mondo del crimine informatico.

Con la crescente digitalizzazione delle attività bancarie e la sempre più ampia diffusione dell’uso di internet, la lotta contro le truffe informatiche diventa un terreno di confronto fondamentale per le forze dell’ordine. La crescente sofisticazione dei metodi usati dai criminali rende necessario un continuo aggiornamento delle tecnologie e delle strategie investigative. L’operazione di oggi si inserisce in un contesto di lotta più ampia contro le mafie e il crimine organizzato che, come dimostra questa indagine, si sta adattando rapidamente all’evoluzione digitale, minacciando la sicurezza e la privacy dei cittadini.

Il Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri
Il Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri

Le parole di Nicola Gratteri

Nicola Gratteri ha illustrato questa mattina, in conferenza stampa, i dettagli dell’indagine che ha portato all’esecuzione di 16 arresti per le truffe informatiche legate al clan Mazzarella. “A Napoli siamo attrezzati“, ha dichiarato il procuratore, spiegando che la DDA dispone di una sezione specializzata in reati informatici, composta da cinque magistrati dedicati esclusivamente a questo tipo di indagini. Gratteri ha poi sottolineato la crescente collaborazione con Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, anche se ha ammesso che, nonostante i progressi, “non si è mai davvero pronti”, considerando la rapidità con cui emergono nuove tecniche criminali, soprattutto nel dark web. “Siamo contenti perché siamo riusciti a dimostrare reati che fino a poco tempo fa sembravano impossibili da provare“, ha concluso.

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