Il comizio a Napoli
Il comizio a Napoli
📍 Napoli

9 Luglio 2026

Martina Sarracino

Potere al Popolo attacca il Campo Largo a Napoli: “Manifestazione flop, pochissime persone”, scatta la protesta

Potere al Popolo attacca il Campo Largo dopo la protesta di Napoli e definisce il comizio del centrosinistra un fallimento

La protesta organizzata da Potere al Popolo durante il comizio del cosiddetto Campo Largo a Napoli continua a generare polemiche. Il movimento ha contestato l’iniziativa del centrosinistra in Piazza del Gesù Nuovo, nel cuore del centro storico partenopeo. Hanno provocato, infatti, una sospensione temporanea dell’evento durata circa dieci minuti. Secondo Potere al Popolo, la partecipazione sarebbe stata molto ridotta, tanto da definire la manifestazione un fallimento politico e organizzativo.

Matteo Giardiello: “Hanno fatto tutto loro”

A commentare quanto accaduto è Matteo Giardiello, membro del comitato esecutivo di Potere al Popolo. Quest’ultimo ha respinto le accuse rivolte ai manifestanti e ha rivendicato la protesta come un atto democratico. “Il comizio di ieri non l’abbiamo fatto fallire noi, hanno fatto tutto da soli, c’erano circa 400 persone in piazza, un flop senza mezzi termini il lancio della campagna elettorale del centrosinistra. Non c’è alcun pentimento, anzi, di averne provocato la sospensione, tra l’altro abbiamo manifestato in modo pacifico. Gli spintoni casomai li abbiamo ricevuti noi. Chi si candida a governare deve ascoltare chi manifesta il dissenso, è esercizio di democrazia”.

Matteo Giardiello, dal profilo Facebook ufficiale

Le critiche alle politiche del Campo Largo a Napoli

L’esponente di Potere al Popolo ha poi spiegato le ragioni alla base della protesta, facendo riferimento alle difficoltà sociali ed economiche vissute da molti cittadini napoletani. “Cosa si aspettavano nella città in cui ci sono i disoccupati che sono lasciati a casa senza un tirocinio di formazione lavoro dopo decenni di lotta, in cui le famiglie costrette a scappare dal centro storico per la diffusione selvaggia dei B&B, in cui i servizi non funzionano?”. Le parole di Giardiello evidenziano una critica più ampia al modello di sviluppo della città, con particolare attenzione al lavoro precario, all’emergenza abitativa e alla gestione dei servizi pubblici.

Il confronto sul programma politico

La protesta non riguarda soltanto le modalità dell’evento, ma anche i contenuti politici del Campo Largo. Potere al Popolo sostiene infatti che l’alternativa alla destra debba basarsi su posizioni più nette e su un programma definito. “Non poteva esserci altra reazione, il campo largo a Napoli non funziona, se questo è il modello di governo, si facciano due domande. Alternativa alla destra deve esserci, ma con un programma chiaro: sì al salario minimo, stop alle armi, no alla Nato”.

Giardiello ha inoltre evidenziato alcune differenze tra il suo movimento e le forze che compongono la coalizione progressista. “Il salario minimo lo vogliamo anche noi, a Napoli è stato approvato il salario minimo comunale da 9 euro l’ora che non viene però applicato. Anche sulla patrimoniale, che noi vogliamo, ci sono diversi distinguo tra i partiti del campo largo. Si rischia il solito ‘mappazzone’, dentro tutti per non dire niente”.

La contestazione napoletana riporta al centro del dibattito una questione fondamentale per il centrosinistra, ossia la capacità di costruire una proposta comune senza perdere chiarezza politica. La presenza di diverse sensibilità all’interno del Campo Largo rappresenta una risorsa, ma anche una possibile difficoltà nel trovare una linea condivisa.

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