Ospedale del Mare
Ospedale del Mare
📍 Napoli

15 Giugno 2026

Martina Sarracino

Ospedale del Mare, devastato il pronto soccorso: infermiere colpito a testate, provano a sfilare la pistola al vigilante

Ospedale del Mare, nuova aggressione al Pronto Soccorso: infermieri feriti e Triage devastato

Momenti di forte tensione si sono verificati nel pomeriggio di domenica 14 giugno all’Ospedale del Mare di Napoli, dove un episodio di estrema violenza ha coinvolto personale sanitario, addetti alla sicurezza e utenti presenti nell’area del Pronto Soccorso. L’accaduto ha provocato il temporaneo blocco dell’accettazione per i pazienti non urgenti e ha richiesto interventi immediati per ristabilire le condizioni di sicurezza all’interno della struttura.

L’aggressione scaturita da una richiesta di informazioni

Secondo le ricostruzioni diffuse dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, tutto sarebbe nato da una semplice richiesta di chiarimenti avanzata da un utente al personale sanitario. La situazione, tuttavia, sarebbe degenerata rapidamente. Il Pronto Soccorso dell’Ospedale del Mare si trasforma nel palcoscenico di “Un’escalation di violenza inaudita che ha trasformato un luogo di cura in un campo di battaglia, costringendo la struttura a chiudere le porte a tutti i codici non rossi e paralizzando di fatto l’assistenza sanitaria. Tutto è iniziato con una banale richiesta di informazioni da parte di un utente che, di fronte alle risposte ricevute, ha reagito sferrando un violento colpo di testa al volto di un infermiere”.

Coinvolti anche altri operatori sanitari

L’aggressione non si sarebbe fermata al primo episodio. Altri operatori sarebbero intervenuti nel tentativo di riportare la calma, rimanendo però a loro volta coinvolti nella furia degli aggressori. L’associazione, infatti, racconta: “La situazione è degenerata in pochi secondi. Anche un familiare dell’aggressore si è scagliato contro gli operatori e un secondo infermiere, accorso per tentare una disperata mediazione, è stato colpito da ripetuti schiaffi. L’orrore ha superato ogni limite quando, secondo le prime ricostruzioni, uno degli aggressori ha tentato di sfilare la pistola di ordinanza alla guardia giurata presente, con l’evidente intenzione di utilizzarla contro il personale. Prima di terminare l’assalto, i responsabili hanno devastato l’area Triage, distruggendo arredi e strumentazioni. La direzione ha sospeso l’accettazione per i pazienti non critici dalle ore 15:00″.

Danni alla struttura e servizi rallentati

L’episodio ha causato danni significativi all’area del Triage, con arredi e attrezzature danneggiati durante l’assalto. La direzione sanitaria ha quindi deciso di limitare temporaneamente l’accesso ai pazienti non in condizioni critiche per consentire il ripristino della sicurezza e garantire la continuità dell’assistenza ai casi più urgenti. L’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate ha inoltre evidenziato come questo rappresenti il nono episodio di aggressione registrato nel 2026 all’interno dell’Asl Napoli 1 Centro, un dato che conferma una crescente preoccupazione per la sicurezza degli operatori sanitari.

Dopo quanto accaduto, Giuseppe Alviti, presidente dell’Associazione Nazionale Guardie Particolari Giurate (ANGPG), ha avanzato una proposta radicale per aumentare la sicurezza all’interno della struttura. Alviti propone di “militarizzare l’Ospedale del Mare di Napoli”. “La richiesta è scaturita a seguito di ripetuti e gravi episodi di microcriminalità e aggressioni all’interno della struttura sanitaria di Ponticelli. Il caso emblematico è stato un violento raid in pieno giorno nel quale sono stati forzati e svaligiati gli armadietti personali di medici e infermieri”.

Secondo il presidente dell’ANGPG, sarebbe necessario affiancare personale dell’Esercito alle guardie giurate, istituire presidi di polizia permanenti nei pronto soccorso e attribuire maggiori tutele giuridiche agli operatori della vigilanza privata impegnati negli ospedali. L’ennesima aggressione avvenuta in un presidio sanitario riporta al centro un tema sempre più urgente: la tutela di chi lavora quotidianamente in prima linea. Medici, infermieri e operatori sanitari rappresentano un presidio essenziale per la collettività, ma troppo spesso diventano bersaglio di rabbia, tensioni e comportamenti violenti. Chi lavora non dovrebbe mai preoccuparsi di rischiare di perdere la vita.

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