La 16enne ferita dal padre nella strage familiare di Paupisi mostra segni di miglioramento. Secondo l’ultimo bollettino del Neuromed, la ragazza respira autonomamente e presenta segni di risveglio.
Arrivano notizie di speranza dal Neuromed di Pozzilli, dove è ricoverata la ragazza di 16 anni rimasta gravemente ferita nella strage familiare di Paupisi, in provincia di Benevento.
Secondo il nuovo bollettino medico diffuso oggi dall’Istituto Neuromed, la giovane mostra segni di miglioramento: respira autonomamente e presenta iniziali segni di risveglio dopo oltre due settimane di coma.
Il bollettino del Neuromed: “Parametri vitali stabili”
Nel documento diffuso nella tarda mattinata di oggi, i medici del Neuromed di Pozzilli (Isernia) hanno confermato che la ragazza “allo stato attuale è tracheostomizzata, in respiro spontaneo. I parametri vitali sono stabili. Presenta iniziali segni di risveglio, permangono i deficit motori dell’emilato destro precedentemente descritti”.
Il personale sanitario resta comunque prudente e ha disposto una nuova risonanza magnetica dell’encefalo per monitorare l’evoluzione del quadro neurologico.
La 16enne era stata ricoverata al Neuromed lo scorso 30 settembre, dopo essere stata trovata agonizzante nelle campagne tra Mirabello e Ferrazzano, in provincia di Campobasso.

La strage familiare di Paupisi
L’adolescente è l’unica sopravvissuta alla tragedia di Paupisi, costata la vita alla madre Elisabetta Polcino e al fratellino Cosimo, di 15 anni.
Il padre, Salvatore Ocone, 52 anni, è accusato di duplice omicidio e di tentato omicidio della figlia.
Secondo le ricostruzioni dei carabinieri e della Procura di Benevento, l’uomo avrebbe prima ucciso la moglie e il figlio nella casa di famiglia a Paupisi, per poi tentare di togliersi la vita e ferire gravemente la figlia.
La ragazza era stata trovata dai soccorritori in un’auto abbandonata, in fin di vita, accanto ai corpi del fratellino e del padre.
Le indagini sulla dinamica
Le indagini coordinate dalla Procura di Benevento hanno confermato che l’arma del delitto era un fucile da caccia regolarmente detenuto da Ocone.
L’uomo, secondo gli inquirenti, avrebbe sparato contro i familiari al culmine di una lite.
Al momento, Ocone si trova detenuto nel carcere di Benevento, dove ha ricevuto la visita del suo avvocato difensore.
Gli inquirenti stanno ricostruendo le motivazioni del gesto e valutando la possibilità che l’uomo soffrisse di disturbi psichici o attraversasse una profonda crisi personale e familiare.
La speranza dei familiari e della comunità
La notizia dei miglioramenti clinici della 16enne è stata accolta con sollievo nella comunità di Paupisi, ancora sconvolta dalla tragedia.
Molti cittadini continuano a partecipare a momenti di preghiera organizzati in chiesa per sostenere la ragazza e la famiglia.
Il sindaco del piccolo comune beneventano ha espresso “vicinanza e speranza per una giovane vita che sta lottando con forza”, ringraziando il personale sanitario del Neuromed per la professionalità dimostrata in queste settimane.

Il dolore e il processo in arrivo
Intanto, la Procura di Benevento prosegue le attività di indagine in vista del processo che dovrà accertare le responsabilità di Salvatore Ocone.
L’uomo è accusato di omicidio plurimo aggravato e tentato omicidio, mentre si attende l’esito delle perizie psichiatriche che dovranno valutare il suo stato mentale al momento dei fatti.
L’inchiesta mira anche a chiarire eventuali segnali premonitori di disagio familiare, emersi già nelle settimane precedenti alla tragedia.
Un lento ritorno alla vita
Per la ragazza, il cammino verso la guarigione sarà lungo e complesso.
I medici del Neuromed hanno avviato un percorso di riabilitazione neurologica graduale, che prevede una fase di monitoraggio intensivo per consolidare i progressi registrati negli ultimi giorni.


