Napoli 2050 proiezione cinema Plaza studenti ITI Galileo Ferraris
a prima di “Napoli 2050” al cinema Plaza con i corti degli studenti dell’ITI Galileo Ferraris
📍 napoli

3 Ottobre 2025

Redazione

Al cinema Plaza la prima di “Napoli 2050”: i corti degli studenti dell’ITI Galileo Ferraris immaginano il futuro della città

Una città che sogna sé stessa, specchiandosi nel mare per immaginare il domani. Con questa suggestione prende vita “Napoli 2050”, l’antologia di cortometraggi realizzata dagli studenti dell’ITI Galileo Ferraris di Scampia, guidati dal regista Giuseppe Carrieri e con la voce intensa dell’attore Vincenzo Nemolato. La “prima” ufficiale è in programma sabato 4 ottobre alle ore 10 al cinema Plaza di Napoli.

Il progetto nasce da un’idea di Sabrina Innocenti, presidente di Ecole Cinema, e di Monica Macchi, ed è stato realizzato con il sostegno del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola – Visioni fuori luogo, promosso da MiC e MiM. In partenariato con il Comune di Napoli – Assessorato alle Politiche Giovanili, Natia Docufilm, Associazione Ecole Cinema e Lemon Academy, ha coinvolto ragazze e ragazzi in un percorso che li ha spinti a osservare la città con occhi nuovi e a trasformarla in immaginazione visiva.

Un laboratorio tra cinema e futuro

Gli studenti hanno partecipato a un percorso formativo innovativo, partito con proiezioni di film e cortometraggi su Napoli alla Mediateca Santa Sofia, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Giovanili. Da lì si è costruito un percorso di alfabetismo visivo, in grado di unire identità, storia e possibilità future.

“Abbiamo chiesto agli studenti di esplorare ciò che li circonda e provare a riscriverlo – spiega Giuseppe Carrieri, curatore artistico e produttore per Natia Docufilm –. Napoli non è solo quella che conosciamo: può essere pensata, reinventata, sognata. È questo lo scopo del nostro laboratorio: educare all’immaginazione”.

Un viaggio visivo e narrativo

Il prologo dell’antologia si apre con l’immagine di una città che galleggia tra passerelle marine, giardini pensili, metropolitane subacquee e architetture avvolte dalla vegetazione. Un paesaggio visionario, sospeso tra sogno e realtà.

Il racconto conduce lo spettatore in un itinerario che va dall’oscurità all’alba, dal mare alla terra. L’episodio “Tutte le cose perdute” esplora il tema della memoria e della ricerca, mentre “Il mare madre” mette in scena le domande sulla vita lungo i binari veloci della quotidianità. La narrazione si conclude con “Una notte a Napoli”, dove le riflessioni degli stessi studenti immaginano una grande vela che si stacca da terra e si affida al mare del Golfo.

In ogni quadro narrativo il mare diventa simbolo eterno, elemento che non invecchia mai e che rappresenta la forza e l’identità della città.

La voce di Vincenzo Nemolato

Ad accompagnare il pubblico nel viaggio immaginifico è la voce dell’attore Vincenzo Nemolato, interprete di un monologo intenso e suggestivo. La sua narrazione dà corpo al viaggiatore, figura simbolica che attraversa tempo e spazio, raccogliendo speranze, memorie e visioni.

Scampia, da periferia a laboratorio culturale

Con la nuova dirigente Daniela Conte, l’ITI Galileo Ferraris ha rafforzato la propria vocazione all’innovazione didattica. Portare il cinema in classe è diventato strumento di crescita, di pensiero critico e di partecipazione.

Il progetto “Napoli 2050” è stato presentato anche alla Fiera Didacta, il più importante evento nazionale sulla scuola, ricevendo riconoscimenti come esempio di innovazione. L’iniziativa assume un valore ancora più forte perché nasce in un territorio complesso come Scampia, trasformando l’istituto in un presidio culturale e sociale.

Una rete di partenariati

Il progetto è stato possibile grazie a una rete di collaborazioni che ha unito enti pubblici e realtà professionali. Comune di Napoli, associazioni culturali, scuole e operatori del settore hanno lavorato insieme con un obiettivo comune: offrire ai giovani strumenti nuovi per immaginare e raccontare la città.

Questo modello di partenariato ha permesso non solo la realizzazione dell’antologia, ma anche la produzione di altri contenuti audiovisivi, tra cui uno spot dedicato alla Galleria Principe di Napoli, nato da una ricerca storica condotta sull’Archivio municipale e curato dal ricercatore Adrián Fernández Almoguera dell’Università di Madrid.

Presenze istituzionali e artistiche

Alla prima di sabato 4 ottobre parteciperanno Chiara Marciani, Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli, e Sergio Locoratolo, delegato alla Cultura. Presente anche la Film Commission Campania, che ha supportato la produzione con assistenza logistica.

Accanto agli studenti e ai docenti saranno presenti attori come Luigi Cardone, Salvatore Scala e Gaia Fiore. Previsto anche l’intervento in collegamento del professor Bruno Zambardino della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura.

Napoli immaginata dai giovani

Il progetto dimostra quanto sia importante dare voce ai ragazzi e alle loro visioni. “Napoli 2050” non è solo un esperimento cinematografico, ma un manifesto di creatività collettiva. Gli studenti hanno dimostrato di saper guardare al futuro senza dimenticare le radici, costruendo un linguaggio che unisce sogno, memoria e speranza.

In un’epoca segnata da sfide globali e locali, la capacità di immaginare diventa strumento di resilienza e di rinascita. La Napoli del 2050 raccontata dai giovani diventa simbolo di una città che cambia senza perdere la sua anima.

Una tappa fondamentale per la scuola

L’ITI Galileo Ferraris conferma con questo progetto la sua centralità nella vita culturale e sociale di Napoli. La scuola, da Scampia, diventa laboratorio di creatività e luogo di innovazione. L’esperienza di “Napoli 2050” mostra come il cinema possa diventare parte integrante della didattica e aprire nuove prospettive educative.

Napoli che sogna sé stessa

La prima di “Napoli 2050” al cinema Plaza sarà più di una proiezione. Sarà l’occasione per vedere come i giovani napoletani immaginano il domani della loro città. Un futuro che non cancella il presente, ma lo trasforma in poesia visiva.

Il progetto rappresenta un atto di fiducia nella creatività delle nuove generazioni, nella loro capacità di raccontare e reinventare Napoli. E il mare, ancora una volta, rimane l’orizzonte da cui partire e verso cui tornare.

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