Ospedale Monaldi
Ospedale Monaldi
📍 Napoli

19 Febbraio 2026

Chiara Imbimbo

Monaldi, doppio fronte d’indagine tra Napoli e Bolzano: aperto fascicolo contro ignoti

L’inchiesta sul caso “cuore bruciato” si allarga mentre il Monaldi consegna la documentazione medica ai legali.

L’inchiesta della Procura di Napoli sull’errore nel trapianto di cuore al piccolo di Nola si allarga. Il focus degli inquirenti riguarda l’utilizzo del ghiaccio durante il trasporto dell’organo da Bolzano al Monaldi. Il cuore, arrivato danneggiato, sarebbe stato compromesso da un congelamento improprio. I magistrati cercano ora di individuare le responsabilità specifiche nella catena di custodia per garantire giustizia alla giovanissima vittima.

A Bolzano aperto fascicolo contro ignoti

Dopo la decisione dell’Heart Team dell’Azienda ospedaliera dei Colli, che ha dichiarato il piccolo di Nola non più idoneo a un nuovo trapianto, l’attenzione giudiziaria si sposta sugli esiti delle indagini coordinate tra Nord e Sud. A Napoli sono attese le prime risultanze del fascicolo “parallelo” aperto dalla Procura di Bolzano.

L’inchiesta altoatesina è scaturita da un esposto presentato il 13 febbraio da Federconsumatori Campania, che ha sollecitato verifiche in entrambe le città. Attualmente, i magistrati di Bolzano procedono contro ignoti per l’ipotesi di responsabilità colposa per lesioni personali in ambito sanitario.

Il nodo centrale resta la gestione della catena del freddo durante il trasferimento del cuore. Si ipotizza che un errore nelle procedure di conservazione abbia causato il congelamento e il conseguente danneggiamento irreversibile del tessuto miocardico. Gli inquirenti cercano ora di chiarire se il danno sia avvenuto durante il prelievo o nel tragitto verso il Monaldi.

A Napoli sei le persone indagate

La Procura di Napoli ha iscritto nel registro degli indagati sei persone, tra medici e paramedici, con l’ipotesi di reato di lesioni colpose gravissime. I magistrati puntano i riflettori sull’intera équipe sanitaria che ha gestito le fasi critiche dell’intervento: dall’espianto del cuore a Bolzano fino al trapianto eseguito al Monaldi di Napoli.

L’inchiesta ricostruisce una catena di potenziali errori che ha portato all’impianto di un organo ormai irrimediabilmente compromesso. Nonostante l’evidente danneggiamento subito durante il trasporto, i chirurghi hanno proceduto con l’operazione sul piccolo paziente di Nola. Gli inquirenti analizzano ora con estrema precisione ogni passaggio della catena di custodia per individuare il momento esatto in cui il tessuto miocardico ha subìto il danno fatale, probabilmente a causa di un contatto diretto con il ghiaccio.

Attraverso perizie tecniche e l’analisi dei protocolli, la magistratura cerca di stabilire chi sia il materiale responsabile dell’accaduto. Il focus si concentra sulla gestione della conservazione termica, un passaggio dove la minima negligenza può trasformare una speranza di vita in un dramma sanitario. Le autorità intendono chiarire perché l’équipe non abbia rilevato l’inidoneità del cuore prima di iniziare l’intervento chirurgico a Napoli.

Corsia ospedale Monaldi
Corsia dell’Ospedale Monaldi

La testimonianza chiave dell’ex direttore del follow up Monaldi

Le nuove testimonianze del cardiologo Giuseppe Limongellini, ex direttore del follow up del Monaldi dimesso sei giorni dopo il trapianto fallito e ascoltato quattro giorni fa dai pm di Napoli. Quest’ultimo pare chiarire la dinamica del tragico errore del 23 dicembre. Secondo le ricostruzioni, i medici del Monaldi giunti a Bolzano avrebbero notato una carenza di refrigerante dopo aver riposto il cuore nel contenitore termico.

L’équipe avrebbe quindi chiesto al personale di sala di integrare il ghiaccio mancante nel secchiello. In questa fase cruciale, gli operatori avrebbero però utilizzato ghiaccio secco (anidride carbonica solida) invece del comune ghiaccio d’acqua. Questo scambio fatale ha causato il congelamento diretto e il danneggiamento irreversibile dei tessuti cardiaci, rendendo l’organo inutilizzabile per il trapianto. I magistrati di Napoli, dopo aver ascoltato Limongelli, analizzano ora questa specifica negligenza procedurale per definire le responsabilità individuali tra il personale di Bolzano e i chirurghi trasferisti.

Il Monaldi ha consegnato la documentazione medica richiesta dai legali

L’ospedale Monaldi di Napoli ha intanto consegnato alla madre del piccolo di due anni la documentazione medica completa relativa al ricovero, alle terapie e al drammatico intervento di trapianto. Il bambino, che ha ricevuto un cuore irrimediabilmente danneggiato durante il trasporto, resta purtroppo collegato a un macchinario cuore-polmone da ormai 57 giorni.

L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, ha confermato il ritiro della cartella clinica da parte della signora Patrizia. Questo passaggio rappresenta una fase cruciale per la ricerca della verità: il team legale e un medico legale di fiducia analizzeranno ora minuziosamente ogni referto per individuare eventuali discrepanze o omissioni. L’avvocato sta verificando in queste ore se il materiale fornito dalla struttura sanitaria risponda effettivamente a tutte le istanze presentate nei giorni scorsi.

Il monitoraggio costante delle condizioni del bimbo prosegue mentre i consulenti della famiglia cercano risposte tecniche sull’accaduto. La perizia medico-legale sulla documentazione permetterà di incrociare i dati clinici con le testimonianze emerse sull’errore del ghiaccio secco.

L’obiettivo primario resta quello di accertare le colpe specifiche che hanno trasformato un’operazione salvavita in una tragedia sanitaria.

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