ospedale Monaldi di Napoli
Ospedale Monaldi di Napoli

14 Febbraio 2026

Cristina Siciliano

Bimbo con il cuore “bruciato”, l’ospedale Monaldi: “Resta in lista per il trapianto”

Dopo il parere negativo del Bambino Gesù sulla trapiantabilità, il Monaldi di Napoli conferma che il piccolo paziente rimane nel registro di attesa per un nuovo cuore

La direzione sanitaria dell’azienda Ospedaliera dei Colli e in particolare dell’ospedale Monaldi di Napoli, ha confermato nella mattinata di oggi che il bambino di circa due anni e quattro mesi, ricoverato nel reparto di cardiologia pediatrica dopo un primo trapianto lo scorso 23 dicembre 2025, resta inserito nella lista nazionale di attesa per un trapianto di cuore. Inoltre, la decisione è stata resa nota dall’Azienda. Quest’ultima ha ribadito come le condizioni cliniche del piccolo, pur gravi, siano considerate tali da giustificarne la permanenza nella lista trapianti.

La conferma arriva in un quadro in cui, nei giorni scorsi, la famiglia del bambino aveva richiesto una seconda opinione specialistica all’Ospedale Bambino Gesù. Si tratta del centro pediatrico di riferimento di Roma. Inoltre, il parere ricevuto dall’ospedale romano è stato riportato dal legale della famiglia, Francesco Petruzzi. Secondo cui il Bambino Gesù avrebbe espresso la valutazione che il bambino «non è più trapiantabile».

Pareri divergenti tra strutture

Secondo le ultime ricostruzioni, il responso dell’ospedale Bambino Gesù si basa su una valutazione critica delle condizioni cliniche del piccolo. Queste ultime sono ritenute incompatibili con un nuovo intervento. Tuttavia, l’Azienda Ospedaliera dei Colli ha fatto sapere che il team medico che ha in cura il bambino presso il Monaldi ritiene invece che il piccolo possa ancora essere considerato candidato a un trapianto. Per questo motivo, rimane nella lista nazionale di attesa. Il legale della famiglia aveva chiesto un ulteriore parere terzo sulla trapiantabilità del bambino. Infine, ha sottolineato la necessità di considerare tutte le opzioni possibili in una situazione così complessa.

mani bambino
mani bambino

La gestione clinica e legale della vicenda

Il caso del bambino di Napoli ha attirato l’attenzione mediatica e istituzionale anche per l’eccezionalità delle circostanze. Al piccolo, infatti, era stato impiantato un cuore definito «bruciato» già durante il trasporto tra il centro di espianto e l’ospedale Monaldi. Il danno era stato subito nella fase di conservazione. In questa fase di attesa, le condizioni del bambino vengono descritte come molto gravi ma stabili: resta ricoverato e assistito. Tuttavia, il tempo a disposizione per un possibile nuovo trapianto è limitato.

La permanenza nella lista di attesa, secondo l’ospedale di Napoli, riflette la valutazione del team medico che segue il piccolo. Al contempo, la famiglia ha espresso preoccupazione per la disparità di giudizio tra le strutture. Il suo legale ha annunciato che intende presentare ulteriori richieste di valutazione indipendente per chiarire meglio la possibilità di un nuovo intervento chirurgico.

Il ruolo delle istituzioni e delle indagini

La vicenda, oltre a coinvolgere aspetti clinici e medici, si è intrecciata anche con percorsi legali e investigativi. Alcune fonti di cronaca riportano che sei sanitari, tra medici e paramedici coinvolti nell’espianto e nel trapianto originario, siano stati iscritti nel registro degli indagati nell’ambito di accertamenti condotti dalla Procura di Napoli per lesioni colpose. Per ora, però, la decisione dell’ospedale Monaldi resta ferma: il bambino non è stato rimosso dalla lista di attesa per un nuovo trapianto. Inoltre, la ricerca di un cuore compatibile prosegue.

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