Monaldi di Napoli
Ospedale Monaldi di Napoli

16 Febbraio 2026

Cristina Siciliano

Napoli, cuore danneggiato durante il trasporto: ghiaccio secco e box non conformi, indagini in corso

Un incidente nella gestione del trasporto del cuore trapiantato al bambino, proseguono le indagini sul filone del viaggio dell’organo

È un caso che scuote il mondo della medicina e solleva inquietanti domande sulla gestione dei trapianti in Italia. Il cuore destinato a un bambino di due anni e quattro mesi, trapiantato presso l’ospedale Monaldi di Napoli, è arrivato nel capoluogo campano in un contenitore di plastica “comune“. Secondo quanto emerso dalle indagini, questo contenitore era stato refrigerato con ghiaccio secco, anziché con il tradizionale ghiaccio normale. La notizia ha subito suscitato allarme, sia per le condizioni di salute del piccolo, ancora ricoverato in terapia intensiva. Inoltre, ha sollevato preoccupazioni riguardo le responsabilità che potrebbero derivare da un errore nella gestione del trasporto.

Il trasporto, infatti, avvenuto da Bolzano, ha messo il cuore in una condizione precaria. Le temperature avrebbero potuto danneggiarlo. Il ghiaccio secco, che raggiunge i -80°C, ha un potenziale di danneggiare i tessuti in modo più grave rispetto al ghiaccio normale (-4°C). Quest’ultimo sarebbe stato l’unico indicato per la conservazione degli organi trapiantabili. A darne conferma sono i primi accertamenti dei carabinieri del Nas. Questi hanno sequestrato il contenitore e hanno avviato indagini, coordinate dalla Procura di Napoli.

Le condizioni del bambino: un destino ancora incerto

Il bambino di due anni e quattro mesi, che da Natale scorso sta lottando per la sua vita, è attualmente in terapia intensiva presso l’ospedale Monaldi. Viene monitorato continuamente da un’équipe di esperti. Le sue condizioni sono definite “stabili, ma gravi“, segno che la sua lotta non è finita. Gli effetti del cuore danneggiato potrebbero manifestarsi ancora. Il piccolo rimane in lista per un nuovo trapianto. Intanto, attende una nuova valutazione medica. L’ospedale Monaldi, attraverso una nota ufficiale, ha ribadito il suo impegno per la trasparenza e la collaborazione con le autorità giudiziarie. Tuttavia, la vicenda continua a tenere sotto scacco il sistema sanitario nazionale, sollevando domande su cosa sia andato storto.

Si ritiene necessario ribadire che il Polo di Cardiochirurgia dell’Azienda dei Colli è da sempre in rete con le principali strutture mediche del Paese che si occupano della materia – viene aggiunto nella nota stampa -. La Direzione, nel ribadire il proprio impegno ad assicurare trasparenza e collaborazione con le autorità ispettive e giudiziarie, garantisce ogni supporto necessario alle determinazioni clinico – terapeutiche ed assistenziali assunte dai medici curanti nell’esclusivo interesse del paziente“.

L’incidente non riguarda solo la gestione sanitaria della struttura napoletana, ma anche il sistema di trasporto. Inoltre, interessa la custodia degli organi destinati ai trapianti. La domanda che aleggia, e che dovrà essere chiarita, è come sia stato possibile trasportare un cuore destinato a un bambino in condizioni così delicate.

medici reparto di Chirurgia
Medici durante un’operazione – Immagine di repertorio

Ghiaccio secco e container non conformi

Mentre le indagini dei Nas si concentrano sul trasporto e sulla gestione degli organi, emerge un altro aspetto cruciale: le procedure operative adottate. La conservazione degli organi destinati ai trapianti è un processo estremamente delicato. È regolato da normative precise per evitare che il tessuto si deteriori durante il viaggio tra ospedali. I contenitori speciali, progettati per mantenere la temperatura stabile e ridurre al minimo il rischio di danni, sono essenziali. Ma in questo caso, un comune box di plastica, con ghiaccio secco, ha sostituito il materiale adeguato. Questo errore potrebbe avere avuto effetti devastanti. Infatti, potrebbe aver compromesso la possibilità di un trapianto di successo.

Il ghiaccio secco, infatti, pur essendo un refrigerante potente, abbassa la temperatura a livelli che possono danneggiare gravemente le cellule dell’organo. Un cuore, come altri organi, necessita di temperature controllate che lo mantengano vitale fino all’innesto. L’uso di un contenitore non conforme, privo delle giuste precauzioni, potrebbe aver accelerato un processo di degenerazione cellulare. In effetti, questo avrebbe ridotto le probabilità di un esito positivo per il piccolo paziente.

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