L’ultimo saluto a Lorenzo Spasiano, il 21enne ucciso a Miano: i funerali a Napoli tra dolore, commozione e appelli alla giustizia
Una folla silenziosa e profondamente commossa ha partecipato ai funerali di Lorenzo Spasiano, il 21enne incensurato ucciso davanti alla propria abitazione nel quartiere Miano, a Napoli, con un colpo di pistola al petto. Nella chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo, familiari, amici, colleghi e cittadini hanno accompagnato il giovane nell’ultimo viaggio, condividendo un dolore che ha coinvolto l’intera comunità. All’ingresso della bara bianca, un lungo applauso ha accolto Lorenzo, mentre molti presenti indossavano magliette con la sua fotografia e la scritta “L.S 19, per sempre con noi”.
Il richiamo del parroco contro la violenza
Durante l’omelia, il parroco don Salvatore Cinque ha rivolto un appello diretto all’autore dell’omicidio pronunciando parole destinate a lasciare il segno: “Pentiti e costituisciti”. Il sacerdote ha ricordato Lorenzo come “un ragazzo di pace, come tanti ragazzi onesti e lavoratori cresciuti in un rione popolare dove il sangue ha bagnato tante volte le strade. Questa volta si è trattato di sangue innocente”. Ha poi aggiunto: “Se volete onorare Lorenzo non bastano gli striscioni e le magliette, bisogna cambiare mentalità. Chi lo ha ucciso deve pagare e pentirsi”. Alla parola “basta!”, pronunciata con forza dal parroco, l’intera assemblea ha risposto con un lungo applauso.

Il ricordo di un giovane lavoratore
Nei giorni successivi al delitto, la famiglia ha dovuto affrontare anche il peso dei pregiudizi. L’ipotesi di un regolamento di conti legato alla criminalità è stata infatti subito smentita dai fratelli Francesco e Silvano, che hanno mostrato gli attrezzi da lavoro utilizzati quotidianamente da Lorenzo come carpentiere. Ai funerali erano presenti anche i colleghi muratori, riconoscibili dalle tute arancioni da lavoro, a testimonianza della vita semplice e onesta del giovane. All’esterno della chiesa uno striscione riportava la frase: “Ci hai lasciato un dolore che non passerà mai del tutto, perché eri una parte importante delle nostre vite e dei nostri cuori”.
Le indagini proseguono
Gli investigatori della Direzione distrettuale antimafia di Napoli continuano a lavorare per fare piena luce sull’omicidio. Secondo gli accertamenti, Lorenzo sarebbe stato attirato fuori casa con una telefonata mentre si stava recando al lavoro. Dopo il delitto, il cellulare del ragazzo sarebbe stato sottratto, probabilmente per eliminare eventuali prove. Tra le piste al vaglio resta quella di una vendetta personale maturata dopo una lite durante una partita di calcetto avvenuta nei mesi scorsi. Gli inquirenti ritengono inoltre possibile il coinvolgimento di più persone nell’agguato.
Il dolore delle vittime innocenti
Nel corso della cerimonia è stato letto anche il messaggio dell’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia: “Avrei voluto essere lì, è un’assenza che vivo con sofferenza. Ogni volta che muore un giovane in modo violento, muore una speranza per il futuro. Questa città continua a piangere i suoi figli. Dobbiamo diventare una comunità capace di generare speranza e futuro”. Presente anche Daniela Di Maggio, madre di Giovanbattista Cutolo, che ha dichiarato: “È un loop pazzesco. Io oggi non dovrei essere qui. Dovrei continuare a portare avanti le battaglie che sto facendo nel ricordo di mio figlio e di tutte le altre vittime. Invece sono di nuovo davanti a una bara bianca a piangere un’altra vittima innocente”. E ancora: “Sono passati quasi tre anni, ma per me sono sempre tre secondi”.
La morte di Lorenzo Spasiano riporta ancora una volta al centro il tema della violenza in Campania che continua a colpire giovani innocenti. Le parole pronunciate durante il funerale ricordano che il cambiamento non può limitarsi alla commozione del momento, ma richiede un impegno concreto da parte delle istituzioni, della scuola, delle famiglie e dell’intera società. Solo promuovendo legalità, educazione e opportunità per i più giovani sarà possibile spezzare un ciclo che continua a lasciare ferite profonde nelle comunità e nelle famiglie.


