Fico e il caso gozzo: il candidato del centrosinistra ribatte agli attacchi del centrodestra mentre Fratelli d’Italia rilancia interrogazioni e richieste di chiarimento
La campagna elettorale campana entra in una nuova fase di scontro diretto. Il centrodestra continua a insistere sul cosiddetto “gozzo gate”, mentre Roberto Fico liquida la questione come un attacco strumentale privo di fondamento. Le accuse riguardano l’acquisto, la proprietà e presunti ormeggi irregolari di un’imbarcazione, ma il candidato del centrosinistra ribadisce di essere in regola e definisce la vicenda un diversivo per distogliere l’attenzione dai temi centrali del voto del 23 e 24 novembre. A rilanciare la polemica sono diversi esponenti di Fratelli d’Italia con interrogazioni e richieste di chiarimento, mentre dal governo arriva una voce fuori dal coro: quella del ministro Daniela Santanchè, che si smarca dal caso giudicandolo irrilevante.
Fico: «Barca perfettamente in regola, polemica ridicola»
Intervistato da Prima Tivvù, Fico affronta direttamente la questione del “gozzo”, respingendo ogni accusa. «Ho un gozzo perfettamente in regola — dichiara — quindi è una polemica ridicola di persone che stanno affondando in campagna elettorale, hanno pochi argomenti e la vogliono buttare in rissa». L’ex presidente della Camera ricorda inoltre la sua storia di restituzioni durante l’attività istituzionale: «Tra quello che non ho preso a livello economico e quel che ho restituito, parliamo di circa 700mila euro. Quindi non possono venire qui a farmi la morale».

La replica sull’interrogazione di Rastrelli
Una parte del caso riguarda l’interrogazione parlamentare presentata dal senatore di Fratelli d’Italia Sergio Rastrelli al ministro della Difesa Guido Crosetto. Fico liquida la questione con toni netti: «Le interrogazioni spesso sono strumentali per attaccare le persone».
Rastrelli, dal canto suo, prosegue nel chiedere chiarimenti sulla proprietà dell’imbarcazione e sugli ormeggi: secondo il senatore, sarebbe necessario conoscere la data esatta dell’acquisto e i precedenti proprietari, per verificare se nel 2018 l’ormeggio a Nisida sarebbe stato concesso quando Fico non risultava ancora proprietario. «Fico continua a non rispondere — afferma Rastrelli — e si rifugia, lui sì, dietro la scusa della delegittimazione. Il suo atteggiamento è ambiguo e per questo insistiamo nel chiedere chiarezza».
Il pressing del centrodestra a Montecitorio
La polemica non si ferma al Senato. Il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Caiata, intervenendo alla Camera, ha chiesto un’informativa urgente del ministro Crosetto. La sua dichiarazione punta il dito contro quella che definisce una presunta “doppia morale” del Movimento 5 Stelle: «Fa sorridere un atteggiamento così inopportuno da parte di chi ha sempre fatto il moralizzatore e oggi è chiamato a rispondere di un privilegio per la sua barca».
Alla richiesta si sono uniti anche Luca Toccalini della Lega e Annarita Patriarca di Forza Italia, segno che il caso è diventato un argomento di battaglia elettorale condiviso da tutto il centrodestra.

La voce fuori dal coro: Santanchè smonta il caso
La sorpresa arriva dal ministro del Turismo Daniela Santanchè, a Napoli insieme al candidato del centrodestra Edmondo Cirielli. A differenza di altri esponenti della coalizione, prende le distanze dalla polemica: «La questione della barca di Roberto Fico assolutamente non mi interessa. Non scendo in questa cosa, lo trovo poco influente ai fini della campagna elettorale».
Santanchè insiste invece sulla necessità di concentrarsi sui programmi: «Mi interessa la profonda diversità di visione che abbiamo. Non sono mai contro qualcuno cercando di colpirlo, preferisco stare sui temi». Una posizione che sposta temporaneamente l’asse del dibattito fuori dall’arena personale per riportarlo sul piano politico.
Un caso politico che segna la campagna elettorale
Il “gozzo gate”, al di là degli aspetti tecnici sulle dichiarazioni patrimoniali e sull’eventuale irregolarità degli ormeggi, è diventato uno dei capitoli simbolici dello scontro tra le coalizioni. Il centrodestra lo considera un punto critico per minare la credibilità del candidato progressista; Fico, al contrario, vede nella vicenda un tentativo di distogliere l’attenzione dalle questioni di sostanza come sanità, trasporti, lavoro e diritti.
La distanza di vedute evidenzia l’intensità della competizione elettorale in Campania, dove ogni dettaglio viene trasformato in terreno di confronto pubblico. E dove, in un clima sempre più teso, la gestione della comunicazione politica diventa parte integrante della strategia dei candidati.


