Caso gozzo Fico
Fico sul suo gozzo

12 Novembre 2025

Redazione Il Campano

Caso gozzo, Iannone torna sulle accuse a Fico: «Non ha dichiarato l’acquisto nel 2022»

Fico sotto accusa per la mancata dichiarazione del gozzo: Iannone solleva dubbi sulla trasparenza patrimoniale dell’ex presidente della Camera dei Deputati.

Nuovo capitolo nella polemica che coinvolge Roberto Fico, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Campania ed ex presidente della Camera dei Deputati.
Il deputato di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, torna ad attaccarlo, sostenendo che Fico non avrebbe dichiarato l’acquisto di un gozzo avvenuto nel 2022, come previsto dalla normativa sulla trasparenza patrimoniale dei parlamentari.

L’accusa di Iannone: “Violato l’obbligo di legge”

Con un post pubblicato sui propri canali ufficiali, Antonio Iannone ha puntato il dito contro l’ex presidente della Camera:

«Fico dice che è tutto perfetto, ma è sicuro di aver dichiarato alla Camera di aver acquistato un gozzo nel 2022?»

Il deputato richiama l’articolo 4 della legge 5 luglio 1982 n. 441, che impone a deputati e senatori di comunicare ogni variazione patrimoniale, anche successiva al mandato.

«Ogni anno – ha ricordato Iannone – i parlamentari sono obbligati a dichiarare il proprio stato patrimoniale. Se Fico non lo ha fatto entro tre mesi dalla cessazione del suo incarico, si tratta di un’omissione grave».

Antonio Iannone
Antonio Iannone

“Un fatto grave per chi ha ricoperto la terza carica dello Stato”

Iannone definisce la vicenda «una questione di indegnità istituzionale».

«Dalla documentazione pubblicata dalla Camera dei Deputati non vi è traccia – ha affermato –. Fico continua a fare lo gnorri, ma questo è un fatto molto grave. Se davvero ha omesso di comunicare la mutazione del suo stato patrimoniale, saremmo al cospetto di una violazione istituzionale anche pregressa».

Secondo il parlamentare di Fratelli d’Italia, la presunta omissione metterebbe in discussione la credibilità e la trasparenza di Fico, che in passato aveva fatto della legalità e dell’etica pubblica uno dei punti centrali del proprio percorso politico.

Il riferimento alla legge sulla trasparenza

L’accusa di Iannone si fonda sull’articolo 4 della legge 441/1982, che prevede l’obbligo per i titolari di cariche pubbliche di dichiarare entro tre mesi dalla cessazione dell’incarico qualsiasi variazione del patrimonio personale o familiare, incluse proprietà mobiliari e immobiliari di valore significativo.
La mancata comunicazione può configurare un’omissione rilevante ai fini della trasparenza, con possibili conseguenze di carattere politico e disciplinare.

Fico sul suo gozzo
Fico sul suo gozzo

Il silenzio di Fico sulla vicenda

Al momento Roberto Fico non ha rilasciato dichiarazioni dirette in risposta al nuovo attacco del deputato Iannone.
Nei giorni scorsi, in riferimento a un’altra polemica legata alla stessa imbarcazione, l’ex presidente della Camera aveva già chiarito di essere proprietario di un gozzo usato, smentendo però ogni ipotesi di ormeggio abusivo o irregolarità.
Ora, la questione si sposta dal piano amministrativo a quello della trasparenza istituzionale.

Un caso che pesa sulla campagna elettorale

L’attacco arriva nel pieno della campagna per le Regionali Campania 2025, dove Fico guida la coalizione progressista contro il candidato del centrodestra Edmondo Cirielli.
L’accusa di Iannone rischia di alimentare ulteriormente la tensione politica, già accesa dopo i recenti scontri mediatici sul cosiddetto “caso gozzo”.
Per il centrodestra, la presunta omissione rappresenterebbe un simbolo di incoerenza tra i valori proclamati e i comportamenti effettivi del candidato avversario.

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