Un’artista che ha fatto della musica uno strumento di protesta partendo dalle radici dell’arte e dell’animo umano
Raccontare Eugenio Bennato è qualcosa di profondamente complesso. Un’artista eccellente, musicista, paroliere, pioniere di quella rinascita della musica popolare napoletana che ha fatto storia. La vicinanza alle radici della propria terra e agli ultimi, nel corso dei decenni, sempre protagonisti, loro malgrado, di un sistema che non ammette emozioni, che fa del denaro l’unico elemento globale di accettazione dell’uomo.
L’artista
Napoletano di nascita, gli studi in fisica e la laurea conseguita presso l’Università Federico II di Napoli, cantautore e polistrumentista, riferimento assoluto della musica etnica e popolare, Eugenio Bennato ha fatto della sua storia artistica il punto di partenza per un percorso lanciato verso il tentativo di umanizzazione di specifici contesti storici e geografici. Fondatore della “Nuova Compagnia di Canto Popolare”, formazione che ha segnato la rinascita di uno specifico genere musicale. Negli anni novanta, inoltre, lancia il movimento “Taranta Power”, che, di fatto segna l’approdo della musica tradizionale partenopea nel circuito internazionale della World Music.

Di poche settimane fa, la notizia della partecipazione di Eugenio Bennato all’Open Festival di Ercolano, manifestazione che unisce arte e contesto storico cittadino, attraverso concerti, spettacoli teatrali e performance di vario genere. L’appuntamento con il cantautore e musicista è in programma per martedi 2 giugno presso il Parco Urbano del Miglio d’Oro a Ercolano. Bennato, porterà sul palco tutta la sua visione artistica e l’energia di Briganti del Presente, un percorso musicale intenso, un appello alle coscienze di donne e uomini, un grido d’allarme che non può restare inascoltato.
L’evento
“Mi preme ringraziare innanzitutto Gigi Di Luca – spiega Eugenio Bennato – per l’invito all’Open Festival di Ercolano, e per tutto quello che ha fatto in questi anni, offrendo spazio ad artisti internazionali ed alla World Music, un concetto di musica differente, fuori da ogni logica di mercato e che ti fa sentire orgoglioso di essere ovunque mi porti questo specifico percorso“.
“La scelta del titolo di questo nuovo evento – continua Bennato – Briganti del Presente, in qualche modo mi rassicura, ho voluto sancire in questo modo la mia presenza su quel palco, il prossimo martedi è in qualche modo un omaggio al mio pubblico, ai tanti giovani che hanno fatto una scelta identitaria precisa, accanto agli ultimi contro la globalizzazione“.
Un percorso che viene da lontano, quello di Eugenio Bennato, fatto di scelte dirette, precise, che ad un certo punto ne hanno influenzato la stessa carriera artistica. Schierarsi, sempre a comunque, dalla parte di chi soffre, dalla parte di chi non si sente difeso, rappresentato in un mondo basato esclusivamente sul denaro e sul profitto.
Le scelte
Un percorso fatto di grandi scelte, di momenti di forte riflessione, cosi come anticipato. “Ripenso al percorso fatto – racconta ancora Bennato – partendo ad esempio da una scelta forse strana, quella di fondare la Nuova Compagnia di Canto Popolare, una decisione instradata dalle tante emozioni vissuto da ragazzo, un passo quasi isterico. Pensavo alle tematiche che avevo amato, alla poetica di Viviani, a Roberto Murolo che veniva a trovarci durante le nostre prove, ad Eduardo De Fillppo che volle portarci al Festival Dei Due Mondi di Spoleto“.

Una carriera che attraversa personaggi ed eventi che hanno letteralmente fatto la storia della produzione artistica nazionale, oltre che campana e napoletana. Un percorso che nel recente periodo ha trovato la sua straordinaria collocazione del contesto della World Music, dove l’aggregazione e la voglia, la necessità profonda di comunicazione rappresentano, di fatto, nell’intimo, i punti chiave di un contesto incredibilmente complesso ed artisticamente stratificato.
Il linguaggio
“La mia esperienza, il presente della World Music ed il percorso che ancora proviamo a intraprendere rappresentano, di fatto, un linguaggio musicale e poetico alternativo, popolare, qualcosa che condiziona molto la mia carriera. Il mio primo canto allo scugnizzo nasce dai racconti di mia madre, la figura del brigante, raccontata attraverso la nostra tradizione musicale, dalla circolarità degli accordi che è nostra, della nostra terra“.
Infine, Bennato racconta dei protagonisti assoluti della sua sua produzione artistica, gli ultimi: “Oggi, gli ultimi – spiega – sono sotto gli occhi di tutti, quando eravamo ragazzi erano i prigionieri degli imperi coloniali, sono quelli che la storia la subiscono e non possono deciderla. Sono quelli che oggi rendono necessaria una ribellione, per non rischiare di restare assuefatti da un presente che va a rotoli. Gli ultimi, sono i dannati della terra“.
Una sola strada, un solo percorso, un solo linguaggio. Eugenio Bennato, artista ribelle e comunicatore intenso e appassionato ripercorre il suo cammino, ed oggi, in vista del suo prossimo concerto, con voce sempre più convinta sancisce l’opportunità della sua scelta. Un grido quasi disperato che cerca le altrui sensibilità, proiettandole in altrettanto intesi momenti di dovuta, necessaria, presa di coscienza.


