Eugenio Bennato in concerto
Eugenio Bennato in concerto
📍 Ercolano

3 Giugno 2026

Paolo Marsico

Il concerto di Eugenio Bennato chiude la quarta edizione dell’Open Festival di Ercolano

Ultima tappa di una manifestazione che ha regalato emozioni, curiosità e senso di appartenenza



Quattordici eventi in dodici diversi luoghi della città. Il punto estremo della produzione artistica abbinata al contesto architettonico, naturale, puramente fisico di un territorio. Una manifestazione che ha letteralmente travolto cittadini e visitatori nel corso di più giorni, a suon di teatro, musica, performance di ogni genere e grandi momenti di coesione sociale. Il massimo, insomma, che questo genere di iniziative possa produrre. Un successo clamoroso.

Il gran finale

L’ultimo evento dell’Open Festival 2026 non poteva che rappresentare la classica ciliegina sulla torta di una manifestazione capace di rapire, letteralmente, il pubblico a suon di arte e cultura, nel corso di questa sua quarta edizione. Il gran finale, l’evento degli eventi, ha avuto luogo presso il Parco Urbano del Miglio d’Oro di Ercolano, nella giornata di ieri, 2 giugno. Protagonista assoluto, sul palco, Eugenio Bennato e la sua musica popolare, di protesta, di profonda denuncia sociale.

Eugenio Bennato Open Festival
Eugenio Bennato Open Festival

Briganti del presente“, il tour che lo stesso Eugenio Bennato offre al suo pubblico, come un intenso viaggio tra i drammi e le bellezze di una società troppo spesso profondamente ingiusta. Un percorso musicale tra passato e presente con al centro la figura degli ultimi, di quelli che subiscono le decisioni dei potenti e che troppo spesso non dispongono di alcuna arma in propria difesa.

Nella suggestiva cornice del Parco Urbano del Miglio d’Oro di Ercolano, dove il profumo del mare evoca antichi legami territoriali, Eugenio Bennato ed i suoi compagni di viaggio, Ezio Lambiase, chitarra classica ed elettrica
Mujura, chitarra acustica e basso, Sonia Totaro voce e danza e Walter Vivarelli, percussioni e voce, accompagnano il pubblico in un incredibile viaggio tra sonorità lontane e parole più che mai attuali.

Anima popolare

Il repertorio di Bennato, è di quelli che toccano l’anima e la fanno vibrare. Il sound popolare, di quelli che conciliano a suon di emozioni con le proprie origini, i racconti di denuncia, Mongiana e la sua eccellente fabbrica, la più grande d’Italia, e fiore all’occhiello di Calabria, i racconti epici di Ninco Nanco e del brigantaggio meridionale, le politiche di sottomissione di una terra, il sud, tutto, sempre poco considerata come vera risorsa strategica da una politica troppo distante.

La musica unisce le persone, i gruppi, i popoli. La musica è linguaggio universale, messaggio netto e puro senza alcun bisogno di adattamenti o traduzioni. La musica fa vibrare l’anima di chi ha voglia di farsi trascinare, di ha voglia di starci a pensare, di sentire il trasporto di qualcosa che non può essere esclusivamente legato all’ascolto.

Temi sociali ma anche le tradizionali e indimenticabili ballate a suon di cuore e tammorra. In quel momento, quando tutto sembra stia per finire, la magia prende forma. In modo naturale, spontaneo, guidati da un istinto forse primordiale, dalla platea arrivano gruppi di spettatori, lì, proprio lì davanti al palco. Il resto è solo anima, travestita da movimenti travolgenti del corpo e del cuore.

L’esperienza

Pezzi importanti di vita. Momenti che forse non si dimenticheranno mai. L’esperienza, dal vivo, di un simile spettacolo è di quelle cose che sembrano sfiorarti, e invece ti entrano dentro. La sensazione di un ricordo, di una emozione provata che man mano si trasforma in una quasi obbligatoria conversazione con se stessi. Gli ultimi, le ingiustizie, le discriminazioni. Allora a quel punto la musica, l’esperienza diventa qualcos’altro.

In quel momento ciò che hai vissuto resta sospeso, qualcosa di troppo grande e troppo intenso da poter contenere in un semplice ricordo. La risposta è nella vita, nel voler condividere quell’anima brigante, quella necessità di origini e tradizioni. Quel brivido che senti, e man mano ti prende, per farci comprendere altro, per guidarti altrove. La musica vince, vince sempre. Ieri, proprio lì, ad Ercolano, l’ennesima, travolgente dimostrazione di forza di un armionia d’anime che passa e ti porta via con se.


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