L’ospedale Cotugno allerta i consumatori: l’abbattitore non distrugge il virus. Intanto al nosocomio partenopeo la situazione contagi resta dinamica.
L’ Epatite A a continua a scuotere Napoli: l’ospedale Cotugno ospita 60 ricoverati su 89 contagi totali. Gli esperti avvertono che l’abbattitore non elimina il virus dal sushi, rendendo pericoloso il pesce crudo. Il CSI Gaiola segnala inoltre esondazioni fognarie critiche. Questi scarichi contaminano gli allevamenti di mitili, aumentando il rischio infezione. I medici raccomandano massima cautela nel consumo di frutti di mare e prodotti ittici non cotti.
Salgono a 60 i ricoverati al Cotugno
L’ospedale Cotugno di Napoli affronta il virus: i medici assistono attualmente 60 ricoverati per Epatite A, mentre il bilancio totale dei contagiati sale a 89 casi nel solo mese di marzo. La struttura, centro di eccellenza per le malattie infettive, monitora con attenzione anche tre pazienti stazionari al Pronto Soccorso.
Attenzione al sushi
L’infettivologa Novella Carannante lancia un monito decisivo sul consumo di sushi e pesce crudo. La specialista chiarisce un pericoloso malinteso tecnico: l’abbattitore di temperatura, pur essendo efficace contro i parassiti come l’Anisakis, non distrugge affatto il virus dell’epatite. Il freddo intenso non neutralizza l’agente patogeno, che sopravvive alle basse temperature.
“Non è un periodo adatto per consumarlo – spiega l’infettivologa Novella Carannante – l’abbattitore non serve a distruggere il virus dell’epatite A”.
Parallelamente, il CSI Gaiola Onlus punta il dito sulle recenti esondazioni fognarie. Gli scarichi contaminati raggiungono gli allevamenti di mitili, infettando cozze e vongole. Le autorità raccomandano dunque di evitare cibi crudi e di garantire sempre una cottura completa degli alimenti.

Preoccupazione per le imminenti festività pasquali
L’infettivologa Novella Carannante segnala una situazione dinamica al Cotugno: nonostante le dimissioni, il personale medico ha accolto sette nuovi ricoverati. L’esperta avverte: “Non si è fermato il contagio”, esprimendo forte preoccupazione per le festività pasquali. Il monitoraggio si concentra sulla tradizionale zuppa di cozze del Giovedì Santo.
La dottoressa sottolinea che “i frutti di mare vanno mangiati ben cotti”, poiché il calore rappresenta l’unica difesa efficace. Sebbene i pazienti attuali abbiano consumato esclusivamente mitili, Carannante ricorda che “frutta e verdura vanno lavate bene” per evitare ulteriori veicoli d’infezione durante il picco epidemico.
Un contagio a Padova dopo aver mangiato frutti di mare a Napoli
L’azienda Ulss 6 Euganea conferma il contagio da Epatite A di un turista padovano. L’uomo ha contratto l’infezione dopo aver consumato frutti di mare durante un recente viaggio a Napoli. Questo episodio estende i confini del focolaio campano, evidenziando la pericolosità dei mitili contaminati per i viaggiatori.
Le autorità sanitarie monitorano con attenzione il territorio veneto: i dati ufficiali riportano complessivamente 38 casi registrati negli ultimi sei anni nella provincia di Padova. Il nuovo contagio riaccende il dibattito sulla sicurezza alimentare, spingendo i medici a ribadire l’importanza della cottura profonda dei prodotti ittici.

Il rischio delle esondazioni fognarie
Le istituzioni analizzano con preoccupazione le esondazioni fognarie causate dalle intense piogge invernali, che minacciano gli allevamenti di mitili nel Golfo di Pozzuoli. Il Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus esprime solidarietà ai mitilicoltori campani, definendoli vittime di una gestione inefficiente delle acque reflue.
L’associazione spiega che la rete fognaria mista cittadina scarica direttamente in mare le acque nere insieme a quelle di dilavamento durante i temporali. Gli scarichi di Bypass situati a Coroglio e Cala Badessa riversano nell’ecosistema marino portate massicce, capaci di raggiungere i 100 metri cubi al secondo.
Questi enormi volumi di contaminanti si propagano lungo la costa flegrea, spostandosi verso est o ovest in base ai venti e alle correnti superficiali. Tale fenomeno tecnico favorisce la diffusione del virus dell’Epatite A, colpendo duramente l’economia locale e la salute pubblica a causa della contaminazione dei frutti di mare.
Il cambiamento climatico aggrava il pericolo sanitario
Il CSI Gaiola denuncia l’aggravarsi del rischio sanitario dovuto al cambiamento climatico: l’aumento delle piogge causa sversamenti fognari record, con 75 scarichi in mare solo quest’inverno. Questa “problematica già estremamente grave” minaccia la biodiversità e la salute pubblica, poiché contamina le risorse ittiche locali, pilastro dei mercati e della piccola pesca costiera.
“Come si vede dal trend registrato negli ultimi 4 anni – prosegue il CSI – questa problematica, già estremamente grave, si sta acuendo a causa del cambiamento climatico e aumento della frequenza ed intensità delle piogge che si traduce in sfioramenti in mare sempre più frequenti. Naturalmente le stagioni più piovose sono quelle che fanno registrare il maggior numero di sversamenti in mare. Solo quest’inverno, da novembre ad oggi siamo a quota 75.Sono anni che denunciamo questa problematica sottolineando che non è solo un problema ambientale legato alla tutela degli habitat e della biodiversità marina presente nell’area marina protetta e nel resto della nostra splendida costa, ma è anche un problema sanitario, perché da quel mare provengono le risorse ittiche portate nei nostri mercati dagli allevamenti e dalla piccola pesca costiera”.

Richiesti interventi urgenti
Il CSI Gaiola definisce il Mytilus galloprovincialis un organismo filtratore che trattiene nutrienti, ma anche pericolosi batteri e virus presenti nell’acqua contaminata. L’associazione sollecita interventi strutturali definitivi al sistema fognario per interrompere lo sversamento sistematico delle acque reflue nel mare di Napoli.
La critica al PRARU di Bagnoli: prevede il raddoppio degli scarichi
Gli esperti criticano duramente il progetto del PRARU di Bagnoli, che prevede il raddoppio degli scarichi nella Zona Speciale di Conservazione. Il documento ribadisce che la tutela della salute pubblica dipende strettamente dalla salvaguardia ambientale e dalla protezione della biodiversità marina costiera.
“Oggi ancor più di prima appare quanto mai anacronistico e irresponsabile il progetto approvato nel PRARU di Bagnoli che prevede il raddoppio degli scarichi in mare all’interno della Zona speciale di Conservazione Gaiola-Nisida.La tutela della Natura e dell’Ambiente non è qualcosa di avulso dalla tutela della salute di chi in quell’ambiente ci vive”, conclude il CSI Gaiola.
La situazione continua ad essere delicata e rischia di mettere a rischio, oltre la salute pubblica, anche le imprese operanti nel settore ittico.


