L’epatite A continua a diffondersi in Campania, con oltre 70 ricoveri accertati al Cotugno di Napoli. Il focolaio ha coinvolto anche Caserta, Salerno e altre province
A marzo 2026, la situazione relativa al focolaio di epatite A che sta colpendo la Campania appare stazionaria, ma i numeri continuano a crescere. Secondo quanto comunicato dalle autorità sanitarie, l’ospedale Cotugno di Napoli, struttura di riferimento per le malattie infettive, ha registrato ben 73 ricoveri. Di questi, cinque pazienti sono stati accolti nel pronto soccorso, a testimonianza di una pressione crescente sulle strutture sanitarie.
Epidemia in crescita: le zone più colpite
Oltre al capoluogo campano, il contagio ha interessato anche altre province della regione. A Caserta, il focolaio ha raggiunto circa 50 casi, con il picco di contagi registrato a Sessa Aurunca. Nella provincia di Salerno, invece, sono stati circa 25 i contagiati, con alcune misure restrittive adottate, come il divieto di consumo di frutta fresca nelle mense scolastiche di Sala Consilina. Anche Avellino e il Sannio non sono immuni dal virus, con una decina di casi segnalati in entrambe le aree.
Il quadro epidemiologico, pur essendo stazionario, desta comunque preoccupazione, e il monitoraggio resta costante. I Nas (Nuclei Antisofisticazione e Sanità) sono ancora impegnati in una serie di campionamenti per individuare le origini del focolaio e verificare eventuali altri focolai. A tal proposito, sono in corso anche attività di controllo sui luoghi di consumo alimentare, nei mercati e lungo tutta la filiera distributiva per garantire il rispetto delle normative igienico-sanitarie.
La risposta delle istituzioni e le misure di contrasto
In risposta all’emergenza, il Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha convocato un incontro del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, insieme al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico. La riunione, alla quale hanno preso parte le forze dell’ordine, la ASL, e il Dipartimento della Salute, ha posto le basi per una strategia integrata mirata al contenimento del virus.
In particolare, è stato deciso di rafforzare il monitoraggio epidemiologico su tutto il territorio, in particolare nelle aree dove i contagi sono più concentrati. La Regione Campania ha anche avviato un’intensificazione della campagna vaccinale, con un’attenzione particolare agli operatori sanitari e alle persone che vivono in condizioni di maggiore vulnerabilità.
In parallelo, il sistema sanitario sta potenziando la disponibilità di posti letto nelle strutture ospedaliere, con particolare riferimento alle malattie infettive, per gestire in modo tempestivo ogni nuovo caso.

Controlli rafforzati sulla filiera alimentare
Non solo a livello sanitario, ma anche a livello di sicurezza alimentare, la Regione Campania ha disposto l’attivazione di una task force dedicata ai controlli nei locali pubblici, nei mercati e lungo tutta la filiera alimentare. L’obiettivo è contrastare l’abusivismo e garantire il rispetto delle normative igieniche, che sono essenziali per evitare il diffondersi dell’epatite A, un’infezione virale che si trasmette principalmente tramite il consumo di acqua o cibi contaminati. Le autorità invitano la cittadinanza a seguire le indicazioni ufficiali in materia di igiene e sicurezza alimentare, e a monitorare eventuali sintomi di contagio. L’epatite A, infatti, è facilmente prevenibile tramite vaccinazione e una corretta gestione delle pratiche igieniche.
Il quadro sanitario in Campania continua a evolversi, ma le autorità competenti restano vigili e coordinate nel contrastare il focolaio. Sebbene il numero di ricoveri sia relativamente alto, la risposta istituzionale sembra essere allineata e pronta a gestire la situazione. Gli sforzi per rafforzare la sorveglianza, migliorare la capacità ospedaliera e promuovere la vaccinazione sono passi fondamentali per ridurre la diffusione del virus e proteggere la salute pubblica.


