Roberto Fico Foto: social
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29 Giugno 2026

Cristina Siciliano

Campania, stop al CPR a Castel Volturno, Fico: “Siamo fermamente contrari, qui servono prospettive di sviluppo”

La maggioranza approva l’atto che impegna la Giunta a opporsi al Centro di permanenza per i rimpatri e a promuovere un piano di rigenerazione territoriale per il litorale domizio

Il Consiglio regionale della Campania ha approvato a maggioranza la mozione che esprime contrarietà alla realizzazione del Centro di permanenza per i rimpatri (CPR) a Castel Volturno. Il provvedimento impegna la Giunta regionale ad avviare interlocuzioni con il governo e il ministero dell’Interno e a promuovere un percorso di rigenerazione territoriale per l’area del litorale domizio. Il centrodestra ha votato contro, mentre è stata respinta la mozione alternativa presentata dalle opposizioni.

La posizione della Regione e l’intervento del presidente Fico

Nel corso della seduta, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha ribadito la posizione dell’esecutivo regionale, sottolineando la necessità di orientare le politiche pubbliche verso il rilancio del territorio piuttosto che verso la realizzazione del CPR. Fico ha definito la collocazione del centro a Castel Volturno “assolutamente sbagliata”, evidenziando come l’area necessiti di investimenti strutturali e di un rafforzamento complessivo dei servizi. Secondo il presidente, il territorio non può essere considerato idoneo a ospitare una struttura di questo tipo, soprattutto alla luce delle fragilità sociali ed economiche già presenti. Pur riconoscendo che la materia dell’immigrazione non rientra nelle competenze della Regione, Fico ha rivendicato il ruolo politico dell’assemblea legislativa nel formulare indirizzi e orientamenti nei confronti della Giunta e del Governo nazionale.

Il contenuto della mozione approvata

La mozione approvata dal Consiglio regionale della Campania impegna la Giunta a esprimere formalmente contrarietà alla realizzazione del CPR a Castel Volturno e ad attivare ogni interlocuzione utile per chiedere una revisione della scelta localizzativa. Il documento non si limita alla posizione di opposizione al progetto, ma indica anche una strategia alternativa centrata sulla rigenerazione del territorio. Tra i punti principali figurano il rafforzamento dei servizi pubblici, il miglioramento della sicurezza urbana, interventi di inclusione sociale e politiche di sviluppo sostenibile. L’impostazione della maggioranza punta a definire un percorso di lungo periodo, finalizzato a superare condizioni di marginalità e a favorire una maggiore integrazione del territorio con il resto della regione.

Il confronto politico in Aula e le posizioni delle opposizioni

Tra i promotori della mozione figura il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Raffaele Aveta, che ha sottolineato come il voto rappresenti un passaggio politico chiaro sulla posizione della Regione rispetto al CPR. Aveta ha evidenziato che l’approvazione dell’atto impegna formalmente la Giunta a opporsi alla realizzazione del centro e ad aprire un confronto istituzionale con il governo. Ha inoltre ribadito che il documento approvato non si limita a una contrarietà, ma individua una prospettiva alternativa basata su rigenerazione urbana, rafforzamento dei servizi e sviluppo sostenibile. Di diverso avviso il centrodestra, che ha votato contro la mozione della maggioranza. Le opposizioni avevano inoltre presentato un proprio testo, a prima firma di Gennaro Sangiuliano e Angela Parente, poi respinto dall’Aula. Il documento proponeva un piano straordinario di risanamento e rigenerazione del territorio, includendo anche eventuali misure compensative nel caso di realizzazione del CPR.

Gennaro Sangiuliano
Gennaro Sangiuliano

Rigenerazione territoriale e prospettive per il litorale domizio

Al centro del dibattito consiliare vi è il futuro del litorale domizio e, in particolare, del territorio di Castel Volturno. La mozione approvata dalla maggioranza punta a rafforzare il ruolo della Regione nella definizione di un piano di interventi strutturali, in grado di incidere sulle criticità storiche dell’area. Tra gli obiettivi indicati figurano il potenziamento dei servizi pubblici, il miglioramento delle condizioni di sicurezza urbana e il rilancio economico e sociale del territorio. L’orientamento espresso in Aula è quello di evitare interventi percepiti come non coerenti con le esigenze locali, privilegiando invece politiche di sviluppo e inclusione. La decisione del Consiglio regionale apre ora una fase di confronto istituzionale con il Governo, chiamato a valutare le indicazioni provenienti dall’assemblea campana e le prospettive di localizzazione del CPR, in un contesto politico che si conferma divisivo.

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