Alla presentazione dell’evento benefico, la famiglia ribadisce il sostegno al legale coinvolto in procedimenti disciplinari mentre proseguono gli accertamenti giudiziari sul caso del bambino
A Napoli è stato presentato un concerto di beneficenza dedicato al piccolo Domenico Caliendo, morto a due anni dopo un trapianto di cuore fallito. L’evento si terrà il 4 maggio al Teatro Totò. Il ricavato sarà destinato alla Fondazione intitolata al bambino. Intanto proseguono le indagini giudiziarie sul caso.
Il concerto benefico al Teatro Totò con oltre quaranta artisti
Il concerto si intitola «I figli so’ pezzi ’e core. Tutti uniti per Domenico». Sul palco saliranno oltre quaranta artisti. Tra loro ci sono Andrea Sannino, Monica Sarnelli, Rosario Miraggio, Ste e il rapper Le One. Partecipano anche Marco Zurzolo e altri musicisti. La direzione artistica è affidata a Francesco Merola. L’obiettivo è raccogliere fondi per la Fondazione Domenico Caliendo. La Fondazione porta avanti progetti di solidarietà e memoria. Gli organizzatori hanno spiegato che l’intero incasso sarà devoluto alla Fondazione. L’iniziativa unisce musica e beneficenza.
Le parole della madre e il sostegno all’avvocato della famiglia
Secondo il Corriere, nel corso della conferenza di presentazione dell’evento, la madre del piccolo, Patrizia Mercolino, è intervenuta insieme all’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi. Il legale è anche vicepresidente della Fondazione. La donna ha espresso vicinanza al professionista, al centro di tre esposti presentati all’Ordine degli avvocati nell’ambito di procedimenti disciplinari che ipotizzano possibili violazioni deontologiche. «Mi dispiace per quello che sta accadendo al nostro avvocato, ma senza di lui non avremmo potuto portare avanti questa battaglia», ha dichiarato in sintesi la madre, sottolineando il ruolo centrale del legale nel percorso giudiziario intrapreso dalla famiglia. Secondo la sua ricostruzione, il rapporto con l’avvocato è stato determinante per avviare la ricerca di giustizia sul caso del figlio. Ha inoltre ribadito che il sostegno al professionista resta totale, definendo la vicenda giudiziaria che lo riguarda come un elemento doloroso all’interno di un percorso già complesso.

L’inchiesta e gli accertamenti tecnici tra Napoli e Bari
Sul fronte giudiziario prosegue l’incidente probatorio collegato all’inchiesta che coinvolge sette persone. Le attività sono iniziate a Napoli il 3 marzo e proseguono a Bari, dove è previsto un nuovo accesso del collegio peritale. I consulenti sono chiamati a chiarire le varie fasi del trapianto eseguito dall’équipe guidata dal chirurgo coinvolto nel procedimento e quanto accaduto successivamente fino al decesso del bambino. Tra gli aspetti centrali dell’indagine figura la ricostruzione dei tempi dell’espianto e del trapianto del cuore. È stata disposta anche l’autopsia sul corpo del piccolo, eseguita alla presenza di numerosi consulenti di parte. Il giudice per le indagini preliminari ha nominato un pool di esperti coordinato da un medico legale del Policlinico di Bari.
La difesa dei genitori ha nominato propri consulenti tecnici, tra cui specialisti in medicina legale, cardiochirurgia e anestesia. Alcune richieste di partecipazione in videocollegamento a ulteriori esperti non sono state accolte per motivi tecnici.
La Fondazione, la donazione degli organi e la rete di solidarietà
Sempre secondo Il Corriere, accanto al momento di commemorazione, la Fondazione Domenico Caliendo continua a promuovere iniziative legate alla cultura della donazione degli organi. L’avvocato Petruzzi ha sottolineato pubblicamente che l’attività della Fondazione non si pone in contrasto con il sistema sanitario, ma intende contribuire a evidenziare eventuali criticità e prevenire casi analoghi.
Nel programma delle attività è prevista anche la partecipazione della madre del bambino a un incontro a Roma promosso dall’Aido, dedicato proprio al tema della donazione e dell’efficienza del sistema trapiantologico italiano. All’evento di presentazione hanno partecipato anche rappresentanti istituzionali e dell’associazionismo, tra cui esponenti parlamentari e figure del mondo sanitario e del volontariato.
In tale occasione è stato consegnato alla madre un ritratto del piccolo Domenico realizzato come segno di vicinanza e memoria condivisa. La serata benefica del 4 maggio si inserisce dunque in un contesto più ampio, in cui il ricordo del bambino si intreccia con il percorso giudiziario ancora in corso e con le attività di sensibilizzazione portate avanti dalla Fondazione.


