Caso Caliendo: l’avvocato Petruzzi replica alle polemiche sul risarcimento e nega quote sul compenso. La madre del piccolo Domenico lo difende pubblicamente.
Il caso resta aperto sul piano giudiziario, ma intanto si sposta anche su quello pubblico. Attorno alla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto dopo un trapianto di cuore al Monaldi, si accende ora lo scontro sulla gestione della vicenda e sul ruolo del legale della famiglia. L’avvocato Francesco Petruzzi interviene per chiarire la propria posizione, mentre la madre del bambino prende apertamente le sue difese.
La replica dell’avvocato alle polemiche
A innescare la presa di posizione è stata una crescente esposizione mediatica, accompagnata da critiche e reazioni sui social, ma anche da osservazioni arrivate dall’interno del mondo forense. Petruzzi ha scelto di intervenire direttamente, chiarendo un punto preciso: “Non ho mai fatto ricorso a pattuizioni di quota lite, né nel caso in esame né in altri procedimenti”.
Un riferimento diretto alla pratica, diffusa in alcuni ambiti, di legare il compenso dell’avvocato a una percentuale sul risarcimento ottenuto.

Il tema della deontologia e le “critiche strumentali”
Nel suo intervento, il legale ha richiamato il tema della deontologia professionale, definendolo centrale soprattutto in casi di responsabilità sanitaria. “Il tema del risarcimento del danno è materia di assoluta delicatezza”, ha sottolineato, criticando però il modo in cui il dibattito si è sviluppato.
Secondo Petruzzi, il richiamo alla deontologia sarebbe stato in alcuni casi “improprio” e “strumentale”, trasformandosi da principio professionale a elemento di polemica. Un passaggio che sposta lo scontro dal piano tecnico a quello pubblico.
Il caso Caliendo tra inchiesta e richiesta di risarcimento
La vicenda resta al centro di un’inchiesta della Procura di Napoli, con sette persone indagate, mentre sul piano civile la famiglia ha avanzato una richiesta di risarcimento pari a 3 milioni di euro. Il piccolo Domenico, di appena 2 anni e 4 mesi, era stato sottoposto a trapianto di cuore al Monaldi, intervento dopo il quale sono emerse criticità rilevanti che hanno portato al decesso dopo circa due mesi.
Un caso che ha sollevato interrogativi profondi sulla gestione sanitaria e che continua a svilupparsi su più livelli.

La madre: “Lo ringrazio per l’umanità”
Accanto alla difesa tecnica, emerge anche quella personale. La madre del bambino, Patrizia Mercolino, ha scelto di intervenire pubblicamente con una lettera per ribadire la propria fiducia nel legale. “È stato la prima persona che mi ha creduta, che mi ha ascoltata e che mi ha sostenuta senza condizioni”, ha scritto, sottolineando non solo l’aspetto professionale, ma anche quello umano.
Parole che raccontano un rapporto costruito nel corso della vicenda, fatto di presenza costante e condivisione delle decisioni.
Una vicenda sempre più esposta
Il caso Caliendo, già complesso sul piano sanitario e giudiziario, si trova ora esposto anche a una dimensione pubblica sempre più ampia. Tra dichiarazioni, ospitate televisive e confronto mediatico, la gestione della vicenda diventa parte stessa della notizia.
Un elemento che contribuisce ad amplificare tensioni e posizioni, mentre restano ancora da chiarire i nodi centrali dell’inchiesta.
Mentre la vicenda giudiziaria prosegue, il caso Caliendo si muove anche sul terreno della percezione pubblica. E in questo spazio, tra difese, polemiche e prese di posizione, si aggiunge un livello ulteriore a una storia che resta ancora tutta da definire.


