Domenico Caliendo e Guido Oppido
Domenico Caliendo e Guido Oppido
📍 Napoli

23 Aprile 2026

Cristina Siciliano

Domenico Caliendo, le ombre sul trapianto: nuovo interrogatorio per i chirurghi Oppido e Bergonzoni, il nodo delle tempistiche

Il gip Sorrentino indaga sulle tempistiche del trapianto del piccolo Domenico: nuovi accertamenti medico-legali sul cuore espiantato e trapiantato

La vicenda del trapianto di cuore fallito al Monaldi di Napoli, che ha coinvolto il piccolo Domenico Caliendo, è ancora sotto indagine. Il 28 aprile a Bari inizieranno gli accertamenti medico-legali sui due cuori coinvolti. Inoltre, l’8 maggio si terrà un nuovo interrogatorio per i chirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, accusati di omicidio colposo.

L’inizio dell’indagine

Il 23 dicembre scorso, il piccolo Domenico Caliendo ha ricevuto un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli. L’intervento, purtroppo, si è concluso tragicamente con la morte del bambino il 21 febbraio successivo. La Procura di Napoli, guidata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci e dal sostituto Giuseppe Tittaferrante, ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e falso. Sette professionisti sono coinvolti, tra cui i chirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni. Le indagini si concentrano sul nodo cruciale delle tempistiche del trapianto, in particolare sull’orario di inizio dell’intervento e sulla gestione del cuore donato da Bolzano.

Alcuni documenti sanitari confermano che l’espianto del cuore malato di Domenico è avvenuto alle 14:18. Tuttavia, i chirurghi Oppido e Bergonzoni sostengono che l’operazione sia iniziata solo dopo l’arrivo del cuore trapiantato, intorno alle 14:30. Questa discrepanza potrebbe rivelarsi fondamentale per chiarire le responsabilità.

Il dubbio sul cuore danneggiato

Secondo le ricostruzioni, dopo l’espianto del cuore malato, i chirurghi si sono accorti che il cuore trapiantato, arrivato in un contenitore isotermico, era ormai danneggiato irreparabilmente. Si ipotizza che il cuore possa essere stato esposto a temperature sbagliate durante il trasporto. Le tempistiche potrebbero anche essere state gestite in modo errato, compromettendo la possibilità di un esito positivo. A supporto di questi dubbi, un video girato alle 14:34 mostra il cuore malato, ancora pulsante, sul tavolo operatorio, con il nuovo cuore visibilmente danneggiato nel contenitore. Pochi minuti dopo, è stato chiaro che il cuore non era più idoneo per il trapianto. Il quesito centrale è se l’espianto fosse stato effettuato troppo presto, aspettando il cuore del donatore, o se ci fosse stato un errore nella gestione del tempo.

Gli accertamenti medico-legali e il ruolo dei consulenti

Il 28 aprile, a Bari, inizieranno gli accertamenti medico-legali sui cuori espiantato e trapiantato. Il giudice Sorrentino ha nominato un collegio di periti, composto dal medico legale, dall’anatomopatologo e dal cardiochirurgo Paolo Centofanti. I consulenti della famiglia Caliendo, tra cui il professor Gianni Angelini (cardiochirurgo), i dottori Alessandro Iacobelli (anatomia patologica) e Maria D’Amico (anestesia), parteciperanno agli accertamenti, con la possibilità di seguire l’operazione da remoto. Questi accertamenti potrebbero fornire nuovi elementi per chiarire le cause della morte di Domenico, in particolare per quanto riguarda le tempistiche e la gestione del cuore trapiantato. I consulenti della famiglia hanno già richiesto di partecipare da remoto tramite videocollegamenti, per seguire da vicino il lavoro dei periti.

peluche Domenico Caliendo Monaldi
I peluche per Domenico Caliendo all’esterno dell’ospedale Monaldi

La responsabilità e la difesa

Nonostante le indagini siano ancora in corso, i legali dei chirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni difendono con forza la loro posizione. Gli avvocati sostengono che i dati riportati nella cartella clinica e quelli provenienti dalla circolazione extracorporea e anestesiologica siano corretti, contrariamente a quanto sostenuto dalla Procura. Durante l’interrogatorio preventivo del 31 marzo, i difensori di Oppido hanno presentato prove, tra cui video e fotografie, per dimostrare la legittimità delle azioni dei loro assistiti. La difesa ritiene che l’espianto e l’inizio del trapianto siano stati eseguiti correttamente, contestando però la tesi della Procura, che ipotizza un errore nel calcolo delle tempistiche. Un altro punto controverso riguarda la gestione del cuore trapiantato, che secondo la difesa sarebbe stato danneggiato prima dell’arrivo in sala operatoria.

La tragica morte del piccolo Domenico continua a sollevare interrogativi e tensioni. Il nuovo interrogatorio per i chirurghi e gli accertamenti medico-legali previsti potrebbero chiarire uno degli aspetti più controversi della vicenda: la gestione del cuore del donatore e le tempistiche precedenti all’intervento. Le indagini stabiliranno se vi siano responsabilità professionali e se una serie di minuti cruciali abbia determinato la sorte del bambino.

Le indagini proseguiranno, e solo nel tempo si saprà se le colpe, qualora accertate, ricadranno sui medici coinvolti, o se la tragedia sia il frutto di un tragico concatenarsi di eventi fuori dal loro controllo.

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