Una sala operatoria - immagine di repertorio
Una sala operatoria - immagine di repertorio

9 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Forbici dimenticate nella pancia dopo l’intervento: denunciato un chirurgo a Napoli

La donna, 53 anni, si era sottoposta a un intervento di addominoplastica in una clinica privata del capoluogo campano nell’ottobre 2025

Una donna di 53 anni, originaria di Casandrino e residente in provincia di Piacenza, ha denunciato alla Polizia di Stato un chirurgo dopo che, a distanza di mesi da un intervento di addominoplastica, una Tac avrebbe evidenziato la presenza di una forbice chirurgica dimenticata nel suo addome. La vicenda è emersa a Napoli ed è stata resa nota attraverso la denuncia presentata dalla paziente e riportata dall’Ansa. L’intervento chirurgico era stato eseguito il 25 ottobre 2025 in una clinica privata napoletana. Dopo le dimissioni, però, la donna avrebbe iniziato ad accusare forti dolori addominali, malori e anche episodi di perdita di coscienza. Solo dopo ulteriori controlli diagnostici, effettuati nei giorni scorsi, sarebbe stata scoperta la presenza dell’oggetto metallico all’interno dell’addome.

I dolori dopo l’intervento

Secondo le prime ricostruzioni, la 53enne, una volta rientrata a casa dei genitori dopo l’operazione, avrebbe iniziato a sentirsi male quasi immediatamente. I sintomi descritti comprendono dolori lancinanti, stati di malessere diffuso e svenimenti. Preoccupata per il peggioramento delle sue condizioni, la donna avrebbe contattato il 118. I sanitari intervenuti le avrebbero consigliato un ricovero ospedaliero immediato. La paziente, tuttavia, avrebbe scelto inizialmente di ricontattare il chirurgo che l’aveva operata. Stando a quanto riferito nella denuncia, il medico avrebbe attribuito i sintomi a normali conseguenze post-operatorie, prescrivendo ulteriori analisi cliniche. Gli esami avrebbero evidenziato un’infezione, trattata successivamente con una terapia antibiotica. Nonostante la cura, però, le condizioni della donna non sarebbero migliorate in modo significativo.

La Tac e la scoperta della forbice chirurgica

La svolta sarebbe arrivata soltanto dopo l’intervento del medico curante della paziente, che avrebbe deciso di approfondire il quadro clinico prescrivendo una Tac addominale. L’esame diagnostico, effettuato il 7 maggio 2026 in un centro di Napoli, avrebbe evidenziato la presenza di un oggetto metallico nell’addome della donna. Secondo quanto riportato dall’Ansa e contenuto nella denuncia, si tratterebbe di una forbice chirurgica rimasta all’interno del corpo dopo l’operazione di addominoplastica.

La scoperta avrebbe spinto la 53enne a rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare quanto accaduto. Nei prossimi giorni, secondo quanto riferito dal legale della donna, dovrebbe essere eseguito un nuovo intervento chirurgico per la rimozione dell’oggetto.

Ospedale - immagine di repertorio
Ospedale – immagine di repertorio

Le accuse contenute nella denuncia

Nella denuncia presentata alla Polizia di Stato, la donna riferisce anche ulteriori particolari relativi alle fasi successive alla scoperta della forbice. Secondo il suo racconto, la dottoressa del centro diagnostico che aveva eseguito la Tac avrebbe informato il chirurgo dell’accaduto invece di indirizzarla immediatamente verso un pronto soccorso. Il medico, sempre secondo la denuncia, avrebbe quindi contattato la paziente proponendole di sottoporsi all’intervento di rimozione nella stessa clinica in cui era stata operata mesi prima. La donna avrebbe però rifiutato questa soluzione, decidendo invece di affidarsi all’ospedale Fatebenefratelli di Napoli. Nella denuncia si sostiene inoltre che la moglie del chirurgo avrebbe contattato più volte la paziente per convincerla a effettuare l’operazione nella struttura privata originaria.

Ad assistere la 53enne è l’avvocato Francesco Petruzzi. La donna riceverà anche supporto dalla fondazione dedicata a Domenico Caliendo, il bambino morto a Napoli dopo un trapianto di cuore fallito. Lo stesso legale ha annunciato l’intenzione di presentare un’integrazione alla denuncia in relazione al comportamento della dipendente del centro diagnostico.

Gli accertamenti in corso

Al momento non risultano dichiarazioni pubbliche da parte del chirurgo o della clinica coinvolta nella vicenda. Saranno gli eventuali accertamenti investigativi e sanitari a chiarire responsabilità e dinamica dei fatti denunciati. Il caso riporta l’attenzione sulla sicurezza negli interventi chirurgici e sulle procedure di controllo previste nelle sale operatorie per evitare che strumenti medici possano essere accidentalmente lasciati all’interno dei pazienti dopo un’operazione.

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