I clienti che avevano prenotato giorni di vacanza al villaggio Dream a Capaccio Paestum hanno trovato le porte sbarrate: il locale è stato sequestrato
Dovevano essere giorni di relax e vacanza, ma per molti turisti arrivati a Capaccio Paestum la realtà si è rivelata ben diversa. Nella mattinata del 12 giugno, numerosi clienti che avevano prenotato un soggiorno presso il villaggio turistico Dream si sono trovati davanti a una scena inattesa: cancelli chiusi, accessi sbarrati e un avviso che comunicava il sequestro della struttura. Una situazione che ha generato disagi, proteste e richieste di chiarimenti da parte di famiglie e vacanzieri che non erano stati informati preventivamente della vicenda.
L’intervento delle forze dell’ordine
Per gestire l’afflusso di clienti e le inevitabili tensioni create dalla situazione, sul posto sono intervenute diverse pattuglie delle forze dell’ordine. Il sequestro è stato eseguito dalla Polizia Locale di Capaccio Paestum, con il supporto dei carabinieri della Stazione di Capaccio Scalo e del personale dell’Ufficio Urbanistica ed Edilizia Privata del Comune. L’operazione rappresenta il risultato di una serie di verifiche e controlli effettuati negli ultimi mesi sulla regolarità delle attività svolte all’interno del complesso turistico.

Le accuse: occupazione abusiva e violazione dei sigilli
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la struttura avrebbe continuato a operare nonostante precedenti provvedimenti amministrativi che ne disponevano la chiusura. Le ipotesi di reato contestate sono occupazione demaniale abusiva e violazione dei sigilli. La titolare della società che gestisce il villaggio è stata denunciata all’autorità giudiziaria. Le indagini hanno evidenziato che alcune attività sarebbero proseguite nonostante la perdita delle autorizzazioni necessarie e i provvedimenti di sgombero già notificati.
I precedenti provvedimenti ignorati
La vicenda affonda le sue radici in una serie di atti amministrativi adottati negli ultimi anni. Già nel settembre 2024 era decaduta la concessione demaniale intestata alla società ex concessionaria. Successivamente, nel maggio 2025, il SUAP del Comune aveva disposto la revoca delle licenze d’esercizio e la chiusura immediata delle attività di campeggio e stabilimento balneare. Nonostante ciò, secondo gli investigatori, la struttura avrebbe continuato a svolgere regolarmente le proprie attività, accogliendo clienti e offrendo servizi turistici.
Le verifiche effettuate hanno accertato che il complesso turistico risultava ancora funzionante in tutte le sue principali aree. Lo stabilimento balneare occupava circa 4.500 metri quadrati di spiaggia attrezzata con ombrelloni, lettini, gazebo, area giochi, docce, bar e ristorante-pizzeria. Anche il villaggio turistico continuava a ospitare visitatori attraverso 36 moduli abitativi e varie strutture di servizio. Inoltre, risultavano attive le aree destinate a parcheggio e campeggio, estese per circa 7.000 metri quadrati.
Una vicenda che solleva interrogativi
Il caso del villaggio turistico Dream di Capaccio Paestum accende nuovamente il dibattito sulla necessità di controlli efficaci nel settore turistico e sulla tutela dei consumatori. Chi prenota una vacanza si aspetta di trovare una struttura autorizzata e pienamente operativa, senza il rischio di vedersi annullare il soggiorno all’ultimo momento. Al tempo stesso, il rispetto delle norme e delle concessioni rappresenta un requisito fondamentale per garantire legalità, sicurezza e concorrenza leale tra gli operatori del settore.


