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📍 Arzano

15 Giugno 2026

Martina Sarracino

Blitz anti-camorra ad Arzano, colpito il clan della “167”: 17 misure cautelari contro estorsioni e violenze

Blitz anti-camorra ad Arzano: 17 misure cautelari contro il clan della “167”, l’operazione dei carabinieri all’alba

Nuovo colpo alla criminalità organizzata nell’area nord di Napoli. Nella mattinata di lunedì 15 giugno, i carabinieri hanno eseguito un’importante operazione ad Arzano, dove sono state notificate 17 misure cautelari nei confronti di presunti appartenenti al clan della “167”. L’ordinanza è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. L’organizzazione criminale è considerata una diretta espressione territoriale del clan Amato-Pagano, storicamente radicato nell’area settentrionale del capoluogo campano.

Le accuse contestate agli indagati

Gli indagati sono ritenuti gravemente sospettati, a vario titolo, di reati particolarmente rilevanti sotto il profilo penale. Le accuse comprendono associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata e continuata e usura. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna, che hanno dato seguito alle risultanze investigative raccolte negli ultimi anni.

Le indagini si sono concentrate sul periodo compreso tra il 2021 e il 2022, gli anni segnati dall’emergenza sanitaria legata al Covid-19. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il gruppo criminale avrebbe mantenuto una forte presenza sul territorio di Arzano e nei comuni limitrofi. La consorteria, conosciuta come “clan della 167” dal nome delle palazzine popolari che richiamano la legge del 1962, avrebbe esercitato un controllo capillare su diverse attività illecite, consolidando il proprio potere nel tessuto economico e sociale dell’area.

Direzione Distrettuale Antimafia (DDA)
Direzione Distrettuale Antimafia (DDA)

Estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori

Uno degli aspetti più rilevanti dell’inchiesta riguarda il presunto sistema estorsivo messo in atto dal gruppo. Gli investigatori ritengono che alcuni degli indagati si siano resi protagonisti di numerose richieste indebite di denaro rivolte a commercianti e imprenditori locali. Un fenomeno che, se confermato, avrebbe avuto un impatto significativo sull’economia del territorio, costringendo numerose attività a operare sotto la pressione costante della criminalità organizzata.

Le indagini hanno inoltre restituito il quadro di un’organizzazione particolarmente aggressiva e incline all’uso della forza. Secondo gli investigatori, la violenza non sarebbe stata rivolta esclusivamente verso l’esterno, ma anche nei confronti degli stessi affiliati. È emerso infatti che alcuni sodali potevano essere brutalmente percossi per risolvere contrasti interni o problematiche sorte all’interno del gruppo criminale. Un elemento che mostra la rigidità delle regole imposte dal clan e il clima di intimidazione che avrebbe caratterizzato i rapporti tra i suoi membri.

Il principio di presunzione di innocenza

Come previsto dall’ordinamento italiano, il provvedimento eseguito rappresenta una misura cautelare adottata nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati restano pertanto presunti innocenti fino all’eventuale pronuncia di una sentenza definitiva di condanna. Nei loro confronti sono inoltre previsti tutti gli strumenti di impugnazione riconosciuti dalla legge.

Operazioni di questo tipo mostrano quanto sia importante il costante lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura nel contrasto alle mafie e alle organizzazioni criminali. Al tempo stesso, episodi del genere, ricordano come la camorra continui ad essere presente e a rappresentare un ostacolo allo sviluppo economico e sociale di molti territori in Campania. La vera soluzione non dovrebbe essere solo la repressione ai reati, ma la costruzione di opportunità, legatìlità e fiducia nelle istituzioni. In questo modo anche i cittadini e gli imprenditori possono vivere e lavorare senza il peso delle intimidazioni criminali.

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