All'esterno dell'Ospedale Monaldi un altarino per il piccolo Domenico
All'esterno dell'Ospedale Monaldi un altarino per il piccolo Domenico (FOTO: ANSA)
📍 Napoli

4 Marzo 2026

Angela Capasso

Caso Domenico, dall’autopsia nessuna lesione evidente al cuore espiantato. Oggi l’ultimo saluto a Nola

I primi riscontri smentirebbero l’ipotesi del taglio al ventricolo. Oggi i funerali a Nola, attesa la premier Meloni

Dal primo esame autoptico sul corpo del piccolo Domenico non sarebbero emerse lesioni evidenti al cuore espiantato a Bolzano e destinato al trapianto. È questo il primo dato che filtra dall’incidente probatorio concluso oggi al Secondo Policlinico di Napoli.

Secondo quanto riferito dal medico legale della famiglia, Luca Scognamiglio, “non sembrano esserci lesioni al cuore, in particolare non risulta il taglio al ventricolo di cui si era parlato nei giorni scorsi”. Un elemento che, se confermato dagli approfondimenti successivi, ridimensionerebbe una delle ipotesi circolate nella fase iniziale dell’inchiesta.

L’incidente probatorio e i tempi

L’autopsia è stata eseguita al termine del conferimento degli incarichi ai periti nell’ambito dell’incidente probatorio. Il collegio, composto da venticinque professionisti, avrà ora 120 giorni di tempo per depositare le conclusioni definitive. Il prossimo passaggio in aula è fissato per l’11 settembre.

Un secondo accesso collegiale è già stato programmato per il 28 aprile, quando verranno effettuate ulteriori valutazioni sui campioni anatomopatologici.

L’esame odierno ha consentito lo sblocco dei funerali, che si terranno oggi alle 15 nel Duomo di Nola. Attesa la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

ospedale Monaldi di Napoli
Ospedale Monaldi di Napoli

Le posizioni dei medici indagati

Nel frattempo, dopo giorni di silenzio, emergono le prime dichiarazioni pubbliche di alcuni dei sette indagati per omicidio colposo.

Il primario del Monaldi Guido Oppido, intervistato dalla trasmissione “Lo stato delle cose” su Rai 3, ha dichiarato: “Io so solamente che le cose le ho fatte bene, quindi io sono la vittima”. Il cardiochirurgo ha rivendicato la correttezza del proprio operato, ricordando di aver eseguito migliaia di interventi pediatrici nel corso della carriera.

I legali della dottoressa Gabriella Farina – incaricata dell’espianto a Bolzano – insieme ai difensori di Anna Maria Ziccardi e Dario Gagliano, chiedono invece di approfondire la fase del trasporto dell’organo, con particolare riferimento all’utilizzo del ghiaccio secco per la refrigerazione.

Secondo la difesa, “quando sono partiti è stato utilizzato ghiaccio d’acqua” e occorrerebbe chiarire chi abbia modificato la modalità di conservazione.

Il dibattito sui centri trapianto

Sul caso è intervenuto anche l’infettivologo Matteo Bassetti, che ha richiamato il tema della concentrazione dei centri trapianto, sostenendo che una maggiore specializzazione e un numero più limitato di strutture potrebbero ridurre il rischio di errori procedurali.

Considerazioni che riaprono il dibattito sull’organizzazione della rete trapiantologica nazionale.

In attesa delle conclusioni definitive

Il primo riscontro autoptico rappresenta solo una fase preliminare dell’accertamento tecnico. Saranno le relazioni peritali e gli ulteriori approfondimenti a chiarire eventuali responsabilità e ricostruire con precisione la sequenza dei fatti.

Oggi, a Nola, il tempo sarà quello del cordoglio. Sul piano giudiziario e scientifico, invece, l’inchiesta entra ora nella sua fase più complessa.

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