Ospedale Monaldi
Ospedale Monaldi

27 Febbraio 2026

Cristina Siciliano

Monaldi: “indagini su altri due trapianti falliti”, ma la Procura smentisce tutto

Il caso del piccolo Domenico si allarga: indagini su altre morti sospette e un nuovo dossier sulla gestione del trapianto

La tragedia della morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino morto dopo un trapianto di cuore fallito, potrebbe non essere l’unico episodio. Infatti, la Procura di Napoli ha esteso il proprio fascicolo su altre due morti sospette. Anche queste morti sono legate a trapianti d’organo. A quanto riferito dal Tg1, che ha anticipato la notizia, le indagini stanno concentrandosi su un possibile errore sistemico nella gestione di queste operazioni. Inoltre, a gettare ulteriore ombra sulla vicenda è un’inchiesta interna che ha messo in luce una serie di procedure discutibili, a partire dal trasporto del cuore del piccolo Domenico. In particolare, secondo un dossier inviato al Ministero della Salute, l’ospedale Monaldi era perfettamente equipaggiato con dispositivi all’avanguardia. Tuttavia, l’équipe medica avrebbe scelto di non utilizzarli. Così, si sarebbe ricorsi a pratiche obsolete e rischiose.

Un caso che si allarga

Inizialmente considerato un tragico incidente di malasanità, il caso della morte di Domenico ha assunto una dimensione ben più complessa. Ora, i magistrati indagano su altri due trapianti sospetti. Il punto cruciale dell’indagine riguarda la gestione del trasporto dell’organo. Secondo le prime ricostruzioni, il cuore del bambino sarebbe stato trasportato all’interno di un contenitore non sterile, immerso in ghiaccio secco. Questa è una procedura che, oltre a essere antiquata, esponeva il donatore e il ricevente a rischi di contaminazione. Inoltre, poteva causare il danneggiamento dell’organo.

La questione dei dispositivi Paragonix

Uno degli aspetti più preoccupanti emersi dalle indagini è il fatto che l’ospedale Monaldi, dove è avvenuto l’intervento, fosse regolarmente dotato di dispositivi avanzati per il trasporto degli organi. Infatti, si tratta dei cosiddetti dispositivi “Paragonix”, macchinari ad alta tecnologia pensati per garantire la massima sicurezza durante il trasporto degli organi da trapianto.

A dicembre 2025, l’Azienda ospedaliera dei Colli aveva infatti acquisito ben tre di questi dispositivi. Tuttavia, sorprendentemente, l’équipe medica che si è occupata del prelievo del cuore di Domenico ha dichiarato di non essere a conoscenza della loro disponibilità. In un documento ufficiale di 295 pagine, inviate dalla Regione Campania al Ministero della Salute, si sottolinea che il Monaldi era attrezzato per garantire un trasporto sicuro e moderno degli organi. La relazione firmata dal direttore generale Anna Iervolino e dal direttore sanitario Angela Annechiarico evidenzia anche che la sala operatoria per i trapianti disponeva di almeno due dispositivi Paragonix. In più, vi era uno di riserva in farmacia.

medici reparto di Chirurgia
Medici durante un’operazione – Immagine di repertorio

Una giustificazione che non convince

A fronte di questo scenario, le giustificazioni fornite dai medici restano poco convincenti. Secondo quanto riferito dai vertici dell’ospedale, l’équipe medica ha sostenuto di non essere stata informata della disponibilità di questi dispositivi. Ora, questa risposta è al vaglio degli inquirenti. Essi dovranno stabilire se questa ignoranza possa giustificare l’adozione di pratiche rischiose come il trasporto del cuore con il ghiaccio secco. Una simile procedura potrebbe aver compromesso la riuscita del trapianto e contribuito alla morte del bambino.

L’esposto della Federconsumatori: carenze e lacune

Secondo quanto riporta Agi, l’ospedale Monaldi di Napoli è stato sottoposto a un approfondito esame a seguito della morte di Domenico Caliendo. L’inchiesta ha messo in luce carenze, lacune e errori ripetuti che avrebbero contraddistinto la gestione del reparto trapianti. Questi sviluppi giungono a pochi giorni dalla presentazione di un nuovo esposto da parte di Federconsumatori Campania APS. L’esposto punta il dito contro le carenze strutturali e organizzative dell’ospedale, con particolare riferimento al reparto di trapiantologia pediatrica. Il nuovo esposto documenta gravi criticità riscontrate anche in un trapianto di organo dall’esito infausto, avvenuto due anni fa. In particolare, l’associazione ha denunciato il fatto che, nonostante le ispezioni e le richieste di adeguamento, il reparto di trapiantologia pediatrica non fosse stato messo a norma. Così, continuava a operare in strutture non idonee. La denuncia sottolinea inoltre le mancanze di vigilanza e di controlli da parte delle autorità sanitarie competenti.

Le gravi criticità riscontrate

L’associazione ha portato alla luce numerose problematiche, tra cui l’assenza di un reparto dedicato esclusivamente alla trapiantologia pediatrica, e l’impossibilità di garantire cure adeguate ai pazienti pediatrici, che venivano ospitati in aree non adatte. Inoltre, l’esposto evidenzia la mancata attuazione di un progetto per il potenziamento della struttura. Questo progetto avrebbe dovuto essere completato entro il marzo del 2025. Infine, la Federconsumatori denuncia il fatto che dal 2019 al 2024 il reparto trapianti ha effettuato solo un intervento. Dunque, questo dato solleva seri interrogativi sulla qualità e sull’efficacia delle operazioni eseguite.

Una richiesta di giustizia

Il presidente di Federconsumatori Campania APS, Giovanni Berritto, ha sottolineato che l’azione istituzionale e burocratica nell’ambito della sanità campana sembra “sfregiare le normali procedure“. “Non si può derubricare a fatalità la morte di Domenico“, ha detto Berritto. Questa storia ha radici lontane, segnando l’inadeguatezza di un sistema sanitario che ha messo a rischio la vita dei più vulnerabili. Con il passare dei giorni, la verità sulla morte di Domenico e sulle gravi lacune del sistema ospedaliero potrebbe emergere con forza. Questo spingerebbe le autorità competenti a rispondere alle legittime richieste di giustizia e a porre fine alle gravi negligenze che sembrano aver messo in pericolo molte altre vite.

Aggiornamento delle ore 16.20: La Procura smentisce

La Procura di Napoli ha smentito le voci che parlavano di indagini su altri casi di trapianto precedenti a quello che ha coinvolto il piccolo Domenico Caliendo. Secondo quanto riferito, al momento le indagini riguardano esclusivamente la morte del bambino di due anni e mezzo, deceduto a seguito di un trapianto di cuore fallito. La causa della morte è legata al danneggiamento dell’organo, che sarebbe stato trasportato in un contenitore non idoneo e danneggiato dal contatto con ghiaccio secco. Gli accertamenti continuano, e si prevede che martedì prossimo venga conferito l’incarico per l’autopsia in incidente probatorio. Attualmente sono indagati sette medici del Monaldi, ma non ci sono accuse nei confronti dei sanitari dell’ospedale di Bolzano, dove il cuore è stato prelevato.

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