Conclusasi oggi la terza giornata dell’edizione nata in memoria della vittima di camorra Annalisa Durante.
La città di Napoli ha ospitato la giornata conclusiva della settima edizione del Premio Nazionale Annalisa Durante, un appuntamento che trasforma il dolore per una giovane vita spezzata in un potente motore di cambiamento. La cerimonia finale ha ribadito un legame profondo tra la memoria storica e il territorio, premiando le migliori iniziative provenienti dagli istituti penitenziari e dalle biblioteche carcerarie di tutta Italia. Attraverso questo riconoscimento, la Fondazione Polis e le istituzioni campane confermano l’efficacia di un modello educativo che mette al centro la dignità umana e la lotta non violenta contro la criminalità organizzata.
“Mare dentro”: il libro simbolo della giustizia riparativa nelle carceri italiane
Durante la premiazione, i partecipanti hanno ricevuto il volume “Mare dentro. La memoria di Annalisa Durante, dentro e fuori dal carcere”, un’opera corale curata da don Tonino Palmese, Giuseppe Perna e Giannino Durante. Pubblicato da Marotta & Cafiero Edizioni, il libro vanta contributi di altissimo profilo, tra cui la prefazione di Roberto Fico, Presidente della Regione Campania, e l’introduzione di Giulia Russo, direttrice del carcere di Poggioreale. Il testo narra la metamorfosi del sacrificio di Annalisa: da tragedia di quartiere a presidio di legalità nazionale. Le pagine descrivono come il ricordo di una quattordicenne uccisa dalla camorra sia diventato uno strumento di giustizia riparativa, capace di innescare riflessioni profonde nei detenuti e di promuovere un autentico riscatto individuale e collettivo.

Dalla tragedia alla Biblioteca Sociale: l’impegno civile a Forcella
La storia di Annalisa Durante rappresenta il riscatto di un intero quartiere, Forcella, dove un tempo la lettura era un’attività marginale e la prepotenza della criminalità sembrava invincibile. Oggi, in quegli stessi luoghi, sorge una biblioteca sociale attiva e vibrante, che accoglie minori, famiglie e persone con disabilità. Questo spazio non è solo un deposito di libri, ma un centro di aggregazione che include giovani in messa alla prova e cittadini desiderosi di legalità. Il Premio Nazionale Annalisa Durante funge da ponte tra queste realtà e il sistema carcerario, dimostrando che la cultura è l’arma più potente contro il degrado. L’opera di sensibilizzazione svolta dalla Fondazione e dalla famiglia Durante trasforma il quartiere in un laboratorio di civiltà permanente.
Le istituzioni unite per il futuro di Napoli e dei giovani a rischio
La cerimonia ha visto la partecipazione delle massime cariche istituzionali e giuridiche, a testimonianza dell’importanza dell’iniziativa. Hanno portato i loro saluti Maria Rosaria Covelli, Presidente della Corte di Appello di Napoli, e il Procuratore Generale Aldo Policastro. Gli assessori Ninni Cutaia (Cultura, Regione Campania) e Antonio De Iesu (Legalità, Comune di Napoli) hanno rappresentato rispettivamente il presidente Fico e il sindaco Gaetano Manfredi, ribadendo il sostegno degli enti locali ai percorsi di inclusione sociale. Significativi anche gli interventi di Samuele Ciambriello, Garante regionale dei detenuti, e di Simona Di Monte, Avvocato generale, che hanno sottolineato come la memoria di Annalisa continui a guidare le politiche di recupero e la lotta culturale contro l’illegalità.


