L'ex direttore dello Spallanzani e attuale garante per i disabili, Francesco Vaia
L'ex direttore dello Spallanzani e attuale garante per i disabili, Francesco Vaia
📍 Napoli

24 Febbraio 2026

Chiara Imbimbo

Trapianti, l’appello di Vaia: “Miglioriamo il sistema per onorare la memoria di Domenico”

Il Garante nazionale Francesco Vaia interviene sulla tragedia del Monaldi: “Onorare il piccolo Domenico significa potenziare i controlli e diffondere la cultura della donazione in tutta Italia.”

L’ex direttore dello Spallanzani e attuale garante per i disabili, Francesco Vaia, interviene su Libero riguardo alla tragedia del Monaldi di Napoli. Vaia lancia un monito affinché la morte di Domenico sia un’occasione di miglioramento co protocolli perfezionati e una cultura della donazione diffusa per impedire il ripetersi di tragedie simili.

Tratte insegnamenti dalla morte di Domenico

Francesco Vaia esorta a trarre insegnamenti concreti dalla tragica scomparsa del piccolo Domenico per potenziare la sicurezza sanitaria. Il Garante nazionale sottolinea la necessità di migliorare le procedure di controllo, pur difendendo l’efficacia complessiva del sistema trapianti italiano. Vaia invita le istituzioni a trasformare questo drammatico errore in un’opportunità di evoluzione tecnologica e organizzativa. Secondo l’esperto, l’Italia deve onorare la memoria della giovane vittima garantendo standard di eccellenza sempre più elevati per tutelare ogni paziente.

“Dagli errori fatti bisogna imparare, ma in Italia il sistema funziona bene. La morte di Domenico serva a capire in che modo possiamo migliorare”, afferma Vaia.

Un monito che interpella l’intera società

Francesco Vaia esprime profonda ammirazione per il coraggio della madre della giovane vittima, sottolineando la sua volontà di trasformare un dolore privato in una risorsa collettiva per l’Italia. Il Garante evidenzia come l’atroce vicenda del Monaldi di Napoli richieda un’attenzione che superi il singolo caso giudiziario, nonostante spetti alla magistratura accertare le responsabilità legali.

L’ex direttore dello Spallanzani definisce l’evento come un monito che interpella l’intera società e le istituzioni sanitarie, invitando a non restare indifferenti davanti a simili tragedie. Secondo Vaia, la forza dimostrata dai familiari deve spingere il Paese a una riflessione profonda sui diritti dei pazienti e sulla sicurezza dei protocolli medici. Egli ribadisce che la morte del bambino non deve restare un numero in un fascicolo, ma deve generare un cambiamento etico e organizzativo capace di proteggere ogni cittadino, onorando così il sacrificio di una famiglia distrutta ma determinata a migliorare il sistema.

L'ex direttore dello Spallanzani e attuale garante per i disabili, Francesco Vaia
L’ex direttore dello Spallanzani e attuale garante per i disabili, Francesco Vaia

Onorare Domenico con un perfezionamento dei protocolli

Francesco Vaia osserva come sia naturale cercare un colpevole in un momento di dolore, ma ritiene più utile analizzare criticamente il sistema sanitario. Il Garante sottolinea che la tragica scomparsa del bambino deve spingere le istituzioni a compiere un esame sereno per identificare i margini di miglioramento nelle procedure. Nonostante il dramma, Vaia rivendica l’eccellenza dell’Italia, che si posiziona ai vertici in Europa per l’efficacia dei trapianti.

“È umano e quasi fisiologico – prosegue – cercare un responsabile, è meno facile (ma credo più utile) interrogare il sistema. La morte di questo bambino è tragica e ci ha scosso tutti, però dico: non dimentichiamolo, utilizziamo anche questa storia per fare un esame sereno, per capire a che punto stiamo e in che modo possiamo migliorare”. “In Europa siamo tra i primi – continua Vaia –, tra l’altro abbiamo un alto tasso di sopravvivenza a cinque anni dopo un trapianto cardiaco. Si tratta di un quadro che testimonia un’ottima qualità chirurgica e professionale.

L’esperto evidenzia con orgoglio l’alto tasso di sopravvivenza a cinque anni dopo un intervento cardiaco, dato che testimonia l’elevata qualità chirurgica e la professionalità dei medici italiani. Egli invita a non dimenticare questa storia, ma a usarla come motore per un’evoluzione che garantisca standard ancora più sicuri. Secondo Vaia, l’obiettivo resta quello di onorare la vittima attraverso un costante perfezionamento dei protocolli, mantenendo alta la fiducia in un settore che resta un fiore all’occhiello della nostra medicina.

Rinnovare la cultura della donazione

Francesco Vaia individua nella carenza di organi il principale ostacolo per le migliaia di pazienti ancora bloccati nelle liste d’attesa nazionali. Il Garante chiarisce che il problema non risiede nella perizia tecnica dei chirurghi, ma nella scarsa disponibilità di donazioni. Per risolvere questa criticità, Vaia sollecita un potenziamento drastico dell’organizzazione logistica e del coordinamento tra i centri ospedalieri, con l’obiettivo prioritario di salvare più vite umane.

L’esperto promuove con forza la diffusione di una rinnovata cultura della donazione, considerata lo strumento fondamentale per alimentare il sistema. Onorare la memoria del piccolo Domenico significa, secondo Vaia, rifiutare la caccia al capro espiatorio per concentrarsi sulla costruzione di un modello sanitario più solido, equo e consapevole.

 “Onorare la memoria di Domenico non significa cercare un capro espiatorio ma costruire un sistema ancora più forte e consapevole ed equo capace di non ripetere più quegli stessi, drammatici, errori” conclude Vaia.

Arriva dal garante, dunque, l’esortazione alle istituzioni a perfezionare i protocolli per impedire la ripetizione di simili errori drammatici, garantendo che la tragedia di Napoli diventi il punto di partenza per una sanità più sicura per tutti.

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