L’iniziativa dell’Azienda Ospedaliera dei Colli per ricordare il bimbo morto dopo il trapianto di un cuore danneggiato e rinnovare l’impegno della struttura
Un ulivo secolare sarà piantato nelle aiuole dell’ospedale Monaldi di Napoli per custodire la memoria del piccolo Domenico, il bambino morto in seguito a un trapianto di cuore su un organo poi risultato danneggiato. L’iniziativa è stata promossa dall’Azienda Ospedaliera dei Colli come gesto simbolico di ricordo e responsabilità. La cerimonia è in programma per mercoledì 1 aprile, in occasione del precetto pasquale.
Un gesto simbolico nel cuore dell’ospedale
L’ulivo secolare scelto per l’ospedale Monaldi non è soltanto un elemento ornamentale. Al contrario, viene presentato dalla direzione aziendale come un segno stabile e visibile della memoria del piccolo Domenico. L’albero sarà collocato nelle aree verdi della struttura sanitaria. Così, diventerà parte del paesaggio quotidiano dell’ospedale. Secondo quanto sottolineato dall’Azienda Ospedaliera dei Colli, si tratta di “un gesto semplice ma profondamente simbolico”, pensato per trasformare il dolore in un elemento di riflessione collettiva. Inoltre, l’idea alla base dell’iniziativa è quella di associare la permanenza e la crescita dell’albero alla volontà di mantenere viva l’attenzione sulla sicurezza delle cure e sul rapporto con i pazienti. L’ulivo, tradizionalmente legato ai temi della pace e della memoria, viene così inserito in un contesto sanitario. L’obiettivo è quello di creare un segno riconoscibile e duraturo all’interno del complesso ospedaliero.
Le parole della direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli
A spiegare il significato dell’iniziativa è stata la direttrice generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino, che ha definito l’albero “una presenza simbolica del forte impegno dell’ospedale affinché nulla di simile possa ripetersi e il segno tangibile di una rinnovata alleanza con i pazienti”. Le parole della direzione si inseriscono in un contesto di attenzione istituzionale e di impegno dichiarato sul fronte della qualità dell’assistenza. L’iniziativa, secondo la nota diffusa dall’ospedale, vuole anche rappresentare un momento di vicinanza alla famiglia del bambino e alla comunità sanitaria del Monaldi. All’interno della comunicazione ufficiale viene inoltre sottolineato il coinvolgimento dell’Associazione Cardiotrapiantati Italiani, che ha espresso sostegno e partecipazione all’iniziativa. L’ulivo è stato donato dalla società incaricata della gestione e manutenzione del verde dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. Per questo, la società viene ringraziata per il contributo.

Il ricordo del piccolo Domenico e il momento di raccoglimento
Oltre alla piantumazione dell’albero, la giornata di mercoledì 1 aprile prevede anche un momento di raccoglimento all’interno della comunità ospedaliera. Alle 12.30, nella Chiesa del Crocifisso dell’ospedale Monaldi, si terrà una celebrazione con la partecipazione della famiglia del piccolo Domenico e del personale sanitario. La cerimonia sarà officiata da padre Alfredo Tortorella e si inserisce nelle iniziative legate alla Pasqua. Quest’anno, queste iniziative assumono, secondo la struttura ospedaliera, un significato particolare di riflessione e ripartenza. L’obiettivo dichiarato è quello di favorire un momento condiviso di preghiera e vicinanza, aperto a operatori sanitari e familiari.
Il ricordo del bambino è stato richiamato anche dall’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, che ha scelto parole di forte valore simbolico: “Il suo cuore non si è fermato: ha solo cambiato modo di battere. Come questo ulivo, piantato in sua memoria, continuerà a vivere e a dare vita. Ora batte in ogni cuore che sa commuoversi dinanzi al dolore di un bambino”.
Memoria, cura e responsabilità nella comunità ospedaliera
L’iniziativa dell’ulivo secolare si inserisce in un più ampio percorso di attenzione e responsabilità che l’Azienda Ospedaliera dei Colli dichiara di voler rafforzare dopo la tragedia che ha colpito la famiglia di Domenico. Il gesto simbolico viene accompagnato dall’impegno a mantenere alta l’attenzione sui percorsi di cura e sulla sicurezza dei pazienti. La presenza dell’ulivo nelle aiuole del Monaldi diventa così anche un elemento identitario per la comunità ospedaliera. In questo modo, la comunità è chiamata a confrontarsi con un evento che ha segnato profondamente il personale e la cittadinanza. In questo senso, il riferimento alla memoria si intreccia con la volontà di costruire un rapporto rinnovato tra struttura sanitaria e utenti.
Il giorno della cerimonia sarà quindi non solo un momento commemorativo, ma anche un passaggio pubblico di condivisione tra istituzioni, operatori sanitari e familiari. Infatti, tutto ciò avviene in un contesto che unisce dimensione religiosa e civile.


