Un ulivo secolare è stato piantato nell’ospedale Monaldi di Napoli in memoria di Domenico Caliendo. Il bambino è tragicamente scomparso dopo aver ricevuto un trapianto di cuore con un organo danneggiato
La cerimonia, “semplice ma profondamente simbolica“, è stata voluta dalla Direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. Si è svolta in concomitanza con la tradizionale celebrazione del precetto pasquale. Tuttavia, la famiglia Caliendo ha scelto di non partecipare. Lo ha fatto facendo un passo indietro a causa del dolore che ancora avvolge la perdita. La direttrice generale dell’Azienda dei Colli, Anna Iervolino, ha commentato l’assenza della famiglia con parole di comprensione. C’è stato anche un accenno di rammarico. “La signora Patrizia ha deciso di non partecipare, ma io la comprendo. Umanamente posso immaginare che varcare i cancelli di questo ospedale rappresenti un dolore molto forte e capisco che non fosse pronta. È passato ancora troppo poco tempo, ma è pur vero che l’abbraccio di tante persone, di tutto l’ospedale, avrebbe potuto rappresentare un momento di riappacificazione“, ha dichiarato visibilmente commossa Iervolino.
La cerimonia al Monaldi
L’ulivo, simbolo di speranza e di vita che continua, è stato donato dalla società che si occupa della gestione e della manutenzione del verde per l’Azienda. Prima della piantumazione, nella chiesa dell’ospedale Monaldi, Iervolino ha dedicato un pensiero ai medici. Inoltre lo ha rivolto al personale sanitario e non, coinvolto nel difficile caso del piccolo Domenico. “Quest’anno, dopo la tragedia che ha coinvolto e travolto la famiglia di Domenico, questa celebrazione ha un significato completamente diverso“, ha detto. “È un dolore fortissimo, non solo per la famiglia Caliendo, ma anche per noi, che ci siamo trovati a vivere questa situazione. Ma proprio da questo dolore dobbiamo trarre qualcosa di positivo, continuare a lavorare per una sanità pubblica migliore“.
La reazione di Patrizia: “Non mi sento rispettata”
Nonostante le parole di comprensione della Direzione, la mamma di Domenico, Patrizia, ha deciso di non partecipare alla cerimonia. Secondo quanto riporta la Repubblica, Patrizia ha spiegato le sue ragioni in una dichiarazione alla stampa. “Mi sono sentita presa in giro“, ha detto. “Quando il mio avvocato ha dovuto rincorrere l’ospedale che non rispondeva o trovava scuse, ho capito che qualcosa non andava. Inoltre, mi era stato detto che questa iniziativa sarebbe stata dedicata a mio figlio, ma vedo che non è solo per lui“. La signora Patrizia ha accusato l’ospedale di un continuo “scaricabarile“. Ha sottolineato che la sua priorità è ottenere giustizia per il piccolo Domenico e per i suoi altri due figli. Questi ora iniziano a comprendere la tragica perdita.
Patrizia ha anche ribadito la sua richiesta di risarcimento, sottolineando che non è disposta a fermarsi finché non riceverà le risposte che ritiene necessarie. Il legale della famiglia, l’avvocato Francesco Petruzzi, ha avanzato una richiesta di risarcimento di tre milioni di euro per la morte del piccolo Domenico.
L’inchiesta della Procura e il futuro legale dell’ospedale
Il caso, che ha scosso profondamente la comunità, è anche oggetto di un’inchiesta da parte della Procura di Napoli. Al momento, sono otto le persone iscritte nel registro degli indagati. La Direzione dell’ospedale, pur esprimendo vicinanza alla famiglia, ha dichiarato di essere pronta a costituirsi parte civile nel processo, non appena questo inizierà.
“Quando si verifica una tragedia del genere, non possiamo fare a meno di sentirci tutti responsabili. Non si può ignorare il dolore di una madre e delle persone coinvolte, ma allo stesso tempo siamo chiamati a fare il nostro dovere. L’ospedale è una comunità, e in questo momento difficile siamo tutti uniti per il bene dei pazienti e per cercare di prevenire simili errori in futuro“, ha dichiarato Iervolino, pur evitando di entrare nel merito delle indagini in corso. Il prossimo incontro tra la famiglia Caliendo e l’ospedale è fissato per l’8 aprile. In quell’occasione sarà discussa la richiesta di risarcimento. La speranza della Direzione del Monaldi è che, nonostante il dolore e le tensioni, si possa giungere a un dialogo costruttivo per il bene di tutti.
Il risarcimento: trattativa ufficialmente avviata
Per quanto riguarda la questione del risarcimento, dopo un periodo di stallo, le trattative sembrano finalmente in fase di avvio. Dopo le dure accuse reciproche di violazione degli accordi, che hanno caratterizzato il periodo precedente, l’ospedale ha confermato che la trattativa si è ufficialmente sbloccata. Secondo quanto riporta Fanpage, il prossimo incontro tra l’avvocato della famiglia Caliendo e l’avvocatura dell’ospedale è fissato per la prossima settimana. “Sono stata informata che la settimana prossima si terrà un incontro che darà il via alle trattative“, ha dichiarato Iervolino. “Sono fiduciosa, anzi certa, che il confronto si svolgerà in maniera serena e, soprattutto, nel rispetto reciproco. In ogni caso, l’Azienda è civilmente responsabile e dovrà risarcire la famiglia. La misura, i tempi e i modi saranno stabiliti dalla legge e dai regolamenti. Da ora in poi, le trattative sono state formalizzate e saranno gestite per iscritto“.

“Un momento di riflessione per l’ospedale”
La cerimonia di piantumazione dell’ulivo, pur non vedendo la presenza della famiglia di Domenico, ha comunque rappresentato un momento di riflessione per il personale dell’ospedale. Questi ha vissuto un’esperienza devastante, ma si è trovato unito nel dovere di garantire una sanità pubblica migliore. “Abbiamo il dovere di prenderci cura dei nostri pazienti, nessuno di loro ci ha tradito“, ha concluso la Iervolino, visibilmente emozionata. Ha rivolto un pensiero alla famiglia di Domenico e a tutte le famiglie che vivono il dolore di una perdita insostenibile.
Il futuro del caso resta incerto. Tuttavia il Monaldi si prepara ad affrontare le indagini legali e a riflettere sulla propria responsabilità in un episodio che ha segnato la vita di tanti.


