truffa Salerno Napoli

24 Settembre 2025

Angela Capasso

Truffa da oltre 6mila euro: denunciati un salernitano e una napoletana

Due persone, un uomo di Salerno e una donna di Napoli, denunciati con un complice per una truffa da oltre 6mila euro a Porto Mantovano

Una truffa ingegnosa e crudele ha visto come protagonisti tre presunti responsabili, tra cui un uomo della provincia di Salerno e una donna di Napoli. I Carabinieri di Porto Mantovano hanno denunciato i tre dopo settimane di indagini che hanno permesso di ricostruire un raggiro da oltre 6mila euro.

La falsa assicurazione online

La vicenda inizia quando un cittadino mantovano, alla ricerca di un’assicurazione per la propria motocicletta, si imbatte in un sito internet che riportava loghi e simboli simili a quelli di una nota compagnia assicurativa. Convinto della regolarità della proposta, l’uomo effettua un bonifico istantaneo da 600 euro. Solo dopo si rende conto di essere caduto in una trappola.

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Il finto carabiniere e la seconda trappola

Non passano molte ore che la vittima riceve una telefonata. A chiamare è un uomo che si presenta come carabiniere in servizio a Mantova. Con tono autorevole, lo convince che per proteggere i suoi soldi dalle truffe deve trasferirli su un “conto sicuro” predisposto proprio per indagini sotto copertura. Fidandosi della voce dall’altro capo del telefono, l’uomo esegue un secondo bonifico, questa volta da 6mila euro.

La scoperta della maxi truffa

Solo dopo essersi recato presso la stazione dei Carabinieri di Porto Mantovano, il cittadino scopre l’amara verità: nessuna indagine era in corso e nessun conto protetto esisteva. I soldi erano già finiti nelle mani dei truffatori.

Le indagini e i responsabili

Attraverso l’analisi delle utenze telefoniche, dei conti correnti e dei flussi bancari, i militari sono riusciti a risalire ai presunti autori della truffa. Si tratta di un 23enne catanese, di un 41enne residente nella provincia di Salerno e di una 20enne di Napoli. Tutti e tre sono stati denunciati per truffa aggravata in concorso, sostituzione di persona e uso di atto falso.

Un fenomeno che coinvolge anche la Campania

Il caso ha destato scalpore non solo per l’entità economica del raggiro, ma anche per l’origine di due dei tre denunciati, provenienti da Salerno e Napoli. Un dettaglio che conferma come le reti delle truffe digitali siano sempre più interregionali e capaci di colpire vittime lontane centinaia di chilometri.

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L’appello dei Carabinieri

Il Comando provinciale di Mantova ha ribadito un messaggio chiaro alla cittadinanza: nessun appartenente all’Arma o ad altre forze dell’ordine chiederà mai di trasferire denaro su conti “sicuri”. Chiunque riceva comunicazioni di questo tipo deve interrompere la conversazione e contattare subito il numero di emergenza 112.

La vicenda di Porto Mantovano evidenzia quanto sia importante mantenere alta la guardia di fronte a telefonate e messaggi sospetti. Il raggiro ha dimostrato quanto possa essere facile, attraverso l’inganno e il tono autoritario, convincere una persona a cedere somme ingenti di denaro.

Massima attenzione ai tentativi di truffa

La presenza di due truffatori provenienti dalla Campania – un uomo della provincia di Salerno e una donna di Napoli – sottolinea inoltre come questo tipo di reati non conosca confini territoriali: i gruppi criminali si muovono con rapidità e sfruttano internet e le reti telefoniche per colpire in ogni parte d’Italia.

Il caso diventa così un monito per tutti i cittadini: la prudenza resta la prima forma di difesa. Non basta riconoscere i loghi di una compagnia o la voce apparentemente rassicurante di un sedicente carabiniere per avere garanzie di sicurezza. Al contrario, proprio i dettagli che sembrano più credibili vengono sfruttati dai truffatori per accrescere l’inganno.

Le autorità invitano quindi a diffidare sempre di chi chiede denaro con urgenza, anche quando si presenta come appartenente alle forze dell’ordine, e a verificare immediatamente la veridicità delle richieste. Solo così sarà possibile ridurre il rischio di cadere vittima di reati che, come in questo caso, possono comportare la perdita di risparmi accumulati in anni di lavoro e sacrifici.

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