Continua il dibattito sul caso Trasnova, con la richiesta urgente dei sindacati per un vertice urgente alla Regione Campania
La vertenza Trasnova torna al centro del dibattito sindacale e istituzionale. La Fiom Cgil nazionale e territoriale ha chiesto un vertice urgente alla Regione Campania dopo l’esito dell’incontro con le società coinvolte nel progetto di ricollocazione dei lavoratori. Secondo quanto riportato in una nota sindacale diffusa da Napoli nella giornata del 10 giugno, le risposte finora emerse non sarebbero sufficienti a garantire certezze occupazionali. La situazione riguarda centinaia di lavoratrici e lavoratori coinvolti in una crisi industriale che si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà del settore automotive e della logistica industriale in Italia.
Il contesto industriale e sociale della crisi
La vicenda si inserisce in una fase delicata per molte realtà produttive del Paese, dove processi di ristrutturazione, delocalizzazione e transizione industriale stanno generando numerose vertenze aperte. Nel caso Trasnova, il nodo principale riguarda la ricollocazione del personale e la capacità del territorio campano di attrarre nuovi insediamenti industriali in grado di assorbire la forza lavoro espulsa dai cicli produttivi precedenti. In questo quadro, il ruolo delle istituzioni locali e nazionali diventa determinante per evitare che le crisi si traducano in perdita definitiva di posti di lavoro.
Le criticità dell’incontro in Regione Campania
Secondo la Fiom Cgil, l’incontro tra Regione Campania e le società Napoli Uno e Sia non ha prodotto risultati soddisfacenti. Il sindacato denuncia la mancanza di risposte concrete sulle prospettive occupazionali. In una nota si legge: “Le informazioni relative all’incontro tenutosi oggi tra la Regione Campania con le società Napoli Uno e Sia, nell’ambito del progetto di insediamento industriale che prevede la conseguente ricollocazione dei lavoratori della Trasnova, non sono positive. Ancora non sono arrivate le risposte che le lavoratrici e lavoratori attendono. Come Fiom più volte abbiamo sollecitato la Regione Campania a mettere a disposizione delle società che intendono insediarsi e riassorbire tutti i lavoratori della Trasnova gli spazi utili alla buona riuscita dei progetti industriali”.
L’appello alle istituzioni e il rischio di stallo
La preoccupazione dei sindacati si concentra anche sul rischio che il tempo giochi a sfavore dei lavoratori, compromettendo le uniche soluzioni oggi sul tavolo. La Fiom richiama la necessità di un intervento coordinato tra Regione e ministeri competenti, per evitare un ulteriore aggravamento della crisi. Nel comunicato si sottolinea: “In tutto il Paese, attraversato da centinaia di crisi come quelle della Trasnova, le Istituzioni a tutti i livelli stanno mettendo in campo ogni forma di strumento necessario per favorire nuovi insediamenti”.
“Sarebbe inaccettabile vedere sfumare le uniche soluzioni concrete di ricollocazione dei lavoratori della Trasnova. È urgente che la Regione convochi le organizzazioni sindacali per discutere nel merito di quali soluzioni intende adottare, inoltre è necessario farlo anche coinvolgendo il Mimit, che sin dall’inizio si è detto disponibile a intervenire con tutti gli strumenti utili alla risoluzione della vertenza”.
L’urgenza di una soluzione strutturale
La gestione temporanea attraverso gli ammortizzatori sociali viene considerata insufficiente se non accompagnata da una reale prospettiva industriale. La Fiom sottolinea infatti il carattere non risolutivo della cassa integrazione, che può solo tamponare una fase di crisi. Nel testo sindacale si legge: “La cassa integrazione straordinaria sta dando una tutela alle lavoratrici e ai lavoratori. Ma la cassa integrazione chiaramente ha una scadenza: nessuno degli attori interessati alla risoluzione della vertenza Trasnova, a partire dai livelli istituzionali può permettersi di tergiversare con l’unico risultato di perdere tempo. Bisogna accelerare e mettere in campo tutto ciò che è necessario per dare futuro alle lavoratrici e ai lavoratori”.
Il rischio attuale è che le vertenze si prolunghino senza approdi concreti, generando incertezza sociale e impoverimento territoriale. La richiesta di accelerazione da parte dei sindacati non riguarda solo un singolo caso, ma chiama in causa la capacità complessiva delle istituzioni di governare le transizioni economiche senza scaricare i costi sui lavoratori.


