La direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli parla di “tradimento” dopo il trapianto fallito sul piccolo Domenico Caliendo
La direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli, Anna Iervolino, ha chiarito di non avere intenzione di dimettersi dopo la vicenda del trapianto fallito sul piccolo Domenico Caliendo, avvenuto il 23 dicembre 2025. In un’intervista rilasciata a Mattino, Repubblica e Corriere del Mezzogiorno, Iervolino ha spiegato di sentirsi “tradita” dal primario Guido Oppido e di aver agito sempre con responsabilità nella gestione dell’ospedale.
“Non dimettermi sarebbe un atto inutile”
Secondo Iervolino, le eventuali responsabilità penali e civili spettano esclusivamente alla magistratura, mentre sul piano gestionale e organizzativo lei ha sempre cercato di bilanciare la sicurezza dei pazienti con l’interesse collettivo. “Dimettermi? Non credo di doverlo fare. Sarebbe un atto inutile e deresponsabilizzante. Ho ponderato ogni decisione con attenzione massima”, ha detto. La direttrice generale ha raccontato di aver seguito l’intera vicenda del trapianto, convocando una riunione urgente il 30 dicembre e chiedendo al primario Oppido una relazione completa sull’espianto e il trasporto dell’organo. La documentazione ufficiale, protocollata l’8 gennaio, evidenziava per la prima volta che il cuore destinato al piccolo Domenico era compromesso dal ghiaccio secco durante il trasporto da Bolzano.
Il ruolo del primario Oppido
Iervolino ha spiegato che il problema con l’organo non era un generico inconveniente tecnico, ma un cuore effettivamente congelato. “Ho dovuto mettere a fuoco progressivamente la gravità dell’accaduto. Nei primi giorni ero preoccupata ma speranzosa, pensando a situazioni simili di trapianti difficili che poi si risolvono positivamente. Poi ho preso piena coscienza della realtà e del dramma che si stava profilando per il piccolo e i suoi genitori”, ha dichiarato. Il primario Oppido, secondo Iervolino, non avrebbe fornito tempestivamente informazioni complete: “Mi sono sentita tradita. Ho avuto notizie ufficiali solo con il documento protocollato l’8 gennaio, che chiariva la reale condizione del cuore trapiantato”.

Collaborazione con le autorità e ispezioni
In seguito alla vicenda, la Regione Campania ha disposto una nuova ispezione straordinaria negli ospedali dell’Azienda dei Colli. La dg ha assicurato la massima collaborazione: “Continuerò a collaborare come ho fatto sin dal primo giorno, con i carabinieri, poi con gli ispettori regionali e ministeriali”. Iervolino ha sottolineato come, durante le settimane successive all’accaduto, abbia preso ogni decisione con spirito di servizio e attenzione ai pazienti, partecipando anche emotivamente al dolore della famiglia del piccolo Domenico.
Il bilancio della vicenda e le prossime mosse
La vicenda del trapianto fallito ha acceso un dibattito sulle procedure di sicurezza negli ospedali napoletani e sulle responsabilità dei primari e della dirigenza sanitaria. La direttrice generale ha ribadito di aver agito sempre nell’interesse della comunità e di non aver alcuna intenzione di dimettersi. La magistratura, intanto, continua le indagini sulle circostanze del trapianto. Secondo Iervolino, il caso evidenzia la necessità di maggiore trasparenza e di protocolli più rigidi nella gestione degli organi destinati ai trapianti. “Ogni decisione è stata presa con responsabilità e coscienza, e continuerò a garantire la piena collaborazione con tutte le autorità”, ha concluso.


