Protagonista assoluto della giornata del 22 luglio 2026 al Giffoni Film Festival. Fabio Balsamo ha letteralmente lasciato il segno.
Il contesto che ogni anno accoglie il Giffoni Film Festival, può dirsi letteralmente a se stante. Una sorta di cittadella indipendente dove periodicamente la magia del cinema, della tv, dello spettacolo, travolge ogni cosa, riempendo di vibrazioni ed intense sensazioni tutta l’area interessata. Un’atmosfera per l’appunto intensa, carica di elettricità, viva e gradevole più che mai allo sguardo.
Fabio Balsamo
In alcuni casi, però, le cose sono diverse, il contesto in qualche modo cambia. La routine legata all’arrivo ed alla permanenza della “star” di turno, si completa di qualcosa di inizialmente inspiegabile. I tratti di quella stessa armonia cambiano. Non c’è apparente vibrazione, frastuono, gioia spontanea e a volta quasi ingiustificata. I tratti cambiano. Con Fabio Balsamo, ieri, è successo qualcosa di particolarmente significativo.

Attore istrionico e dalla tecnica sopraffina, star del web e idolo per milioni e milioni di ragazzi (e non solo), Fabio Balsamo arriva alla “cittadella del cinema”, in silenzio, quasi a non voler disturbare. Nessun annuncio, nessuna voce in lontananza che vuole annunciarne l’immediata presenza. Pochi sguardi, tanta essenza. Poche parole scambiate con addetti ai lavori, qualche giornalista o amico di vecchia data, ed un sorriso che sembra abbracciare chiunque.
Poi, di colpo, la magia prende il sopravvento. Iniziano i primi scambi di battute ufficiali, le dichiarazioni alla stampa, alle tv, alle radio. Il contesto inizia a comprendere il momento, e tra una risata spontanea ed un momento di profonda riflessione, a tratti malinconico, Fabio è in grado di prendere letteralmente la scena. Il suo itinerario del giorno è più che mai intenso. Incontri con giornalisti, poi i ragazzi del festival, poi gli eventi speciali e poi ancora i giornalisti. Lui, sereno, tranquillo, sorridente, sembra trasmettere a tutti i presenti una serenità ed una tenacia nel concedersi al confronto che in molti potrebbero non considerare possibile.
La presenza al Giffoni Film Festival
Non solo semplici interviste, scambi di opinioni, confronti, per l’appunto, con FabIo Balsamo. Il suo libro “Non è quello che ci aspettavamo”, è qualcosa in cui crede fermamente, e li a Giffoni, è venuto a parlarne con i ragazzi, con coloro che spesso appaiono come i naturali destinatari dei suoi pensieri, dei suo momenti di estrema condivisione, di quella speranza che sembra professare in ogni suo intimo momento di dialogo.
“A 37 anni avevo l’esigenza di maturare alcune consapevolezze – ha dichiarato Fabio Balsamo in occasione del tanto atteso incontro con i giovani del festival – Volevo scrivere una lettera al pubblico per mostrarmi davvero. Ci sono molte parti di me più riflessive e malinconiche che non riesco sempre a raccontare attraverso i video. Condividere e acquisire consapevolezza spesso vanno di pari passo. Il libro mi ha aiutato molto da questo punto di vista. Ai lettori volevo raccontare che la disillusione fa parte della vita“.
“La scrittura comica – continua – necessita di una filosofia molto profonda. È un linguaggio complesso, che richiede sensibilità e precisione. Spesso sono gli stessi comici a scrivere i propri testi perché conoscono perfettamente i meccanismi della comicità“. Un altro momento più che mai intenso, insomma. Un leggero velo di malinconia, è vero, ma anche in questo caso, una consapevolezza profonda, e l’esigenza di mostrarsi, di essere, concretamente onesto con il pubblico e con chi da te, sostanzialmente, spesso cerca risposte.
Il valore di una presenza piacevolmente anomala
Niente di prevedibile, in ogni caso, nessun elemento che si possa in qualche modo immaginare ancor prima di vivere il confronto con un’artista simile. L’incontro con un uomo semplice, incredibilmente vivo intellettualmente e spesso segnato da un velo di malinconia. Non il classico confronto con la “star”, ma più che altro un momento di intensa rivelazione.
Un contesto chiaro, vivo, sincero, quello del Giffoni Film Festival. Un ambiente incredibilmente rispondente, spesso, alla concreta realtà. Il suoi protagonisti ed il relativo peso artistico. Ogni cosa, attraverso la semplice osservazione, appare più netta che mai. Dalla grandezza di chi, in punta di piedi, sorridendo, arriva, per poi travolgere tutti, all’isterico fare di chi, immaginandosi altro, molto altro, “scende” tra pubblico e addetti ai lavori, immaginandoli specchi, elementi attraverso i quali riguardare la propria immagine e goderne, per chissà poi quale motivo.

