L’ospedale smentisce la famiglia: il file con il tracciato extracorporeo non è mancante ma allegato e acquisito anche dai carabinieri del Nas
Nella cartella clinica del piccolo Domenico, il bambino di due anni e quattro mesi morto dopo un trapianto di cuore, è presente il tracciato di circolazione extracorporea. Lo comunica l’Azienda ospedaliera dei Colli, che comprende l’ospedale Monaldi di Napoli. Ciò replica alle affermazioni della famiglia secondo cui il documento sarebbe mancante. Secondo l’ospedale, il file è stato consegnato all’autorità giudiziaria. In seguito alle procedure, è stato consegnato successivamente alla famiglia. Poi è stato acquisito dai Nas.
La polemica sulla “cartellina” e il diario di perfusione
Nei giorni scorsi, l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della mamma di Domenico, aveva reso pubbliche dichiarazioni secondo cui dalla documentazione clinica fornita dall’ospedale Monaldi “mancava il diario di perfusione”, ovvero il tracciato di circolazione extracorporea. Secondo la versione della famiglia, questo documento sarebbe cruciale per capire quale sia stato il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il proprio cuore durante la procedura medica. Inoltre, sarebbe importante per verificare la corretta esecuzione dell’intervento. Questa accusa aveva suscitato reazioni e richieste di chiarimenti, anche da parte di associazioni e opinione pubblica. Ciò è accaduto perché tocca aspetti sensibili legati alla gestione di un evento medico di gravità estrema. Allo stesso tempo riguarda la trasparenza nella comunicazione tra strutture sanitarie e pazienti o loro famiglie.
La replica dell’Azienda ospedaliera dei Colli
In serata, però, l’Azienda ospedaliera dei Colli ha diffuso una nota ufficiale in cui definisce “infondate” le dichiarazioni dell’avvocato Petruzzi. Nel comunicato si precisa che il tracciato di circolazione extracorporea non è mancante dalla documentazione clinica del piccolo. Esso costituisce un allegato della cartella clinica, contrariamente a quanto sostenuto dal legale. L’azienda sottolinea di aver consegnato l’intero fascicolo, comprensivo del tracciato, all’autorità giudiziaria il 20 gennaio 2026, come previsto dalle procedure di indagine. In seguito il fascicolo è stato consegnato successivamente alla famiglia il 19 febbraio 2026. Inoltre, il documento è stato nuovamente acquisito in data 23 febbraio 2026 dai carabinieri del Nas. Questi ultimi hanno confermato la presenza del tracciato all’interno della cartella clinica già consegnata.

La funzione del tracciato
Il tracciato di circolazione extracorporea è un documento tecnico che registra i parametri durante una procedura in cui il sangue del paziente viene temporaneamente gestito da una macchina cuore-polmone. In interventi complessi come alcuni trapianti, questo strumento permette ai medici di monitorare in tempo reale la perfusione degli organi e le condizioni emodinamiche del paziente. Per le famiglie e per gli inquirenti, il diario di perfusione può costituire un elemento importante per ricostruire esattamente le fasi di un intervento quando si verifica un esito avverso. Questo può essere rilevante come nel tragico caso del piccolo Domenico.
Perché il documento è al centro della disputa
La disputa odierna verte non sulla natura tecnica del tracciato, ma sulla sua presenza o meno nella documentazione consegnata all’esterno dell’ospedale. Per la famiglia, l’assenza di questo elemento avrebbe potuto costituire un ostacolo alla comprensione della dinamica dell’intervento. Per l’Azienda ospedaliera dei Colli, al contrario, il documento è sempre stato parte integrante della cartella clinica, correttamente consegnato e acquisito dalle autorità. Al momento non risultano aggiornamenti ufficiali sulle indagini in corso. Tuttavia, la conferma da parte dei Nas dell’acquisizione del tracciato di circolazione extracorporea potrebbe avere rilevanza per l’istruttoria.
Trasparenza e fiducia nella sanità
Il caso ha portato alla luce anche un tema più ampio: quello della trasparenza nella comunicazione tra strutture sanitarie e utenti. In situazioni di criticità, soprattutto quando riguarda minori e procedure invasive, la chiarezza nella consegna dei documenti e nella spiegazione delle fasi mediche è essenziale per mantenere la fiducia delle famiglie.
L’Azienda ospedaliera dei Colli ha voluto ribadire che la documentazione è stata gestita secondo norme e che, laddove richiesto, è stata messa a disposizione delle parti coinvolte.


