Magnitudo 3.0 nella notte: residenti in strada, Coc attivato e verifiche sugli edifici pubblici. Nessun danno, ma cresce l’inquietudine dopo il nuovo ritorno dello sciame sismico.
La terra è tornata a tremare in Irpinia, riportando ansia e ricordi ancora vivi nella comunità. Una scossa di magnitudo 3.0, registrata un minuto dopo la mezzanotte con epicentro a Montefredane, ha interrotto la quiete notturna e riacceso le paure dei residenti. È lo stesso territorio già colpito dallo sciame sismico della fine di ottobre, quando un terremoto di magnitudo 4.0 aveva costretto alla chiusura delle scuole e alla predisposizione di verifiche approfondite sugli edifici pubblici.
La scossa, avvertita chiaramente dalla popolazione anche nei comuni limitrofi, non ha provocato danni né feriti, ma ha portato molte persone a riversarsi in strada in cerca di informazioni e di un punto di riferimento istituzionale. Il sindaco Ciro Aquino ha immediatamente attivato il Centro Operativo Comunale, mantenendo per tutta la notte un contatto costante con la Prefettura di Avellino.
La scossa nella notte: magnitudo 3.0 e paura tra i residenti
Erano trascorsi appena quaranta giorni dagli ultimi eventi sismici quando, allo scoccare della mezzanotte, la terra ha tremato di nuovo. La scossa, registrata dai sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia a una profondità di undici chilometri, è stata percepita distintamente dalla popolazione, sorpresa nel sonno e ancora reduce dai giorni di festa dedicati alla manifestazione “Fiano&Fuoco”.
Molti residenti sono scesi in strada, preoccupati da un ritorno del fenomeno che sembrava essersi placato dopo le scosse di fine ottobre. Il sindaco Aquino ha rassicurato i cittadini attraverso comunicazioni ufficiali, sottolineando come la risposta organizzativa sia stata immediata e coordinata.
Coc attivato e contatto continuo con la Prefettura
Il primo cittadino di Montefredane ha attivato il Centro Operativo Comunale già nelle prime ore della notte, mettendo in moto la macchina di protezione predisposta nelle scorse settimane proprio in previsione di eventuali nuove emergenze sismiche.
La presenza dei volontari della Misericordia e della Croce Rossa ha consentito un presidio tempestivo delle aree sensibili del territorio, mentre le forze istituzionali hanno monitorato in tempo reale eventuali segnalazioni di criticità.
Il sindaco ha chiarito che, nonostante la paura, non sono stati registrati danni a persone o edifici, invitando la popolazione alla prudenza ma anche alla calma.
Scuole chiuse in via precauzionale, poi la riapertura dopo le verifiche tecniche
Nella mattinata di ieri, il Comune ha disposto la chiusura delle scuole di Montefredane e della vicina Grottolella per consentire ai tecnici comunali di effettuare un sopralluogo approfondito. L’attenzione si è concentrata soprattutto sui plessi scolastici, luoghi particolarmente sensibili in caso di eventi sismici.
Gli ingegneri incaricati, intervenuti già poche ore dopo la scossa, non hanno rilevato danni né irregolarità strutturali tali da impedire il regolare svolgimento delle attività didattiche. Per questo motivo, oggi le scuole hanno riaperto normalmente, mentre il monitoraggio continuerà nei prossimi giorni.
Il Comune ha inoltre ricordato che gli edifici pubblici sono dotati di nuove centraline di monitoraggio sismico, installate proprio in seguito agli eventi di ottobre, e che ulteriori dispositivi sono in fase di posizionamento all’interno del Castello Caracciolo per garantire un controllo ancora più accurato delle vibrazioni del terreno.
Micro scosse e ritorno dello sciame: registrati altri movimenti tra Prata e Montefredane
Oltre alla scossa principale di magnitudo 3.0, l’Ingv ha registrato nella stessa notte altri due micro eventi di magnitudo 1.3 e 1.4 tra Montefredane e Prata Principato Ultra.
Si tratta di fenomeni molto frequenti nelle sequenze sismiche appenniniche, generalmente non percepiti dalla popolazione ma indicativi di un’attività che viene costantemente monitorata. La coincidenza con le scosse registrate tra il 28 e il 29 ottobre ha inevitabilmente riacceso il timore di un possibile nuovo sciame.

La voce del sindaco Aquino: “Preoccupazione naturale, ma tutto sotto controllo”
Il sindaco Ciro Aquino ha definito “naturale” la preoccupazione della comunità, soprattutto considerando il recente passato, ma ha ribadito che la situazione è pienamente sotto controllo.
«Tanta paura, è vero, ma nessun danno. Continuiamo a monitorare e a mantenere i contatti con la Prefettura. La risposta è stata immediata e continuerà nelle prossime ore» ha spiegato, sottolineando come le misure organizzative adottate di recente abbiano permesso una gestione rapida e coordinata dell’emergenza.
Il primo cittadino ha anche auspicato che la scossa resti un episodio isolato: un desiderio condiviso da tutta l’Irpinia, che da decenni convive con la memoria del sisma del 1980 e con una sensibilità particolarmente elevata verso ogni movimento tellurico.
Una comunità vigile ma provata: l’Irpinia torna a fare i conti con la sua storia
La popolazione di Montefredane e dei comuni vicini resta in allerta, nonostante l’esito rassicurante dei controlli. L’Irpinia è una delle aree sismicamente più attive del Paese e ogni scossa, anche di lieve entità, riporta alla mente fragilità e paure collettive.
Il ritorno del movimento tellurico dopo quaranta giorni di silenzio riaccende interrogativi e timori, ma conferma anche l’importanza della prevenzione: edifici monitorati, piani comunali di emergenza aggiornati, comunicazioni tempestive e formazione continua della popolazione.
Mentre la routine scolastica riprende e la vita quotidiana torna lentamente alla normalità, resta la consapevolezza che il monitoraggio non si interromperà e che la prudenza rimarrà alta. L’obiettivo, condiviso da istituzioni e cittadini, è uno solo: evitare panico, garantire sicurezza e mantenere un controllo costante della situazione.


