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Controlli dei carabinieri
📍 Sirignano

26 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Sirignano, carta d’identità elettronica con microchip rimosso: 40enne denunciato dai carabinieri durante un controllo stradale

Durante un controllo stradale dei carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Baiano è emersa la manomissione del documento, poi sequestrato

Durante un controllo alla circolazione stradale a Sirignano, in provincia di Avellino, i carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Baiano hanno denunciato un uomo di 40 anni del posto. L’uomo è stato deferito in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria con l’ipotesi di reato di falsità materiale. Questo è avvenuto dopo aver esibito una carta d’identità elettronica risultata manomessa. Il documento è stato posto sotto sequestro.

Il controllo stradale e i sospetti sul documento

L’episodio si è verificato nel corso di un ordinario servizio di controllo del territorio effettuato dai militari dell’Arma. Nel momento in cui è stato richiesto l’esibizione dei documenti, la carta d’identità elettronica presentata dal conducente ha attirato l’attenzione degli operatori. Secondo quanto ricostruito, il documento presentava un’anomalia evidente. Infatti, la componente elettronica, ossia il microchip integrato nella carta d’identità elettronica (Cie), risultava asportata. Si tratta di una circostanza che ha immediatamente fatto scattare gli approfondimenti dei militari operanti. Il motivo è che si tratta di un elemento essenziale per la verifica digitale e la lettura dei dati contenuti nel documento. Il controllo si è quindi trasformato in un accertamento più approfondito. Alla fine si è arrivati alla contestazione della possibile alterazione del documento.

La manomissione della carta d’identità elettronica

La carta d’identità elettronica è un documento personale dotato di sistemi di sicurezza digitali e biometrici, tra cui un microchip che consente la lettura e la verifica dei dati anagrafici del titolare attraverso dispositivi elettronici. Nel caso specifico, la rimozione del chip ha reso il documento non conforme agli standard previsti. In aggiunta, l’asportazione della componente elettronica, secondo quanto riferito dagli investigatori, non sarebbe riconducibile a un danneggiamento accidentale. Si sarebbe trattato quindi di un’azione volontaria.

Una simile modifica incide sulla funzionalità del documento, impedendo la verifica automatizzata dei dati e alterando di fatto le caratteristiche del titolo identificativo. Per questo motivo, la carta d’identità è stata ritenuta non regolare e sottoposta a sequestro.

Carabinieri - immagine di repertorio
Carabinieri – immagine di repertorio

La denuncia e gli sviluppi giudiziari

Al termine degli accertamenti sul posto, il 40enne è stato deferito in stato di libertà per falsità materiale. L’ipotesi di reato riguarda, in linea generale, la contraffazione o l’alterazione di un documento ufficiale. Il documento manomesso è stato acquisito dai Carabinieri e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente per i successivi approfondimenti. Sarà ora la magistratura a valutare la posizione dell’indagato e a stabilire l’eventuale rilevanza penale della condotta contestata.

L’attività rientra nell’ambito dei controlli ordinari sul territorio svolti dalle forze dell’ordine, finalizzati anche alla prevenzione e al contrasto di fenomeni di falsificazione documentale.

Il tema delle manomissioni dei documenti

Negli ultimi anni, le forze dell’ordine hanno intensificato le verifiche sui documenti di identità elettronici, anche in relazione a casi di alterazione o manomissione delle componenti digitali. Episodi di questo tipo vengono trattati con particolare attenzione. Questo avviene poiché incidono sui sistemi di identificazione e sicurezza utilizzati nei controlli amministrativi e di polizia. La rimozione del microchip, in particolare, compromette le funzionalità della carta d’identità elettronica. Così può ostacolare le procedure di verifica in contesti diversi, come controlli su strada, accessi a servizi pubblici o procedure di identificazione automatizzata.

Nel caso di Sirignano, l’intervento dei carabinieri ha consentito di rilevare immediatamente l’anomalia e di procedere al sequestro del documento, evitando ulteriori utilizzi del titolo alterato.

L’episodio si inserisce nel più ampio quadro delle attività di prevenzione e contrasto alle falsificazioni documentali portate avanti quotidianamente dall’Arma sul territorio della provincia di Avellino.

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