Elezioni Campania 2025, Fico rilancia il tema dell’acqua come bene pubblico. Cirielli replica: “Sì alla gestione pubblica, ma va liberata dalle mani del Pd”.
È sull’acqua pubblica che si accende il primo vero confronto tra i candidati alla presidenza della Regione Campania.
Da una parte Roberto Fico, espressione del campo progressista, che rilancia la necessità di mantenere il controllo pubblico sul servizio idrico integrato; dall’altra Edmondo Cirielli, candidato del centrodestra, che condivide il principio ma accusa la sinistra di aver trasformato la gestione dell’acqua in un “bacino di clientelismo e inefficienza”.
Lo scontro segna il primo banco di prova della campagna elettorale per le elezioni regionali del 23 e 24 novembre 2025, con l’acqua che torna al centro del dibattito politico campano.

Fico: “L’acqua resti pubblica, nel rispetto del referendum”
Intervenendo a Cusano Mutri, in provincia di Benevento, Roberto Fico ha richiamato il principio espresso dal referendum del 2011, chiedendo che l’acqua resti “bene comune sotto gestione pubblica”.
“Le linee guida devono essere il rispetto del referendum che tanti cittadini hanno portato a vittoria. Il disegno generale è che l’acqua deve essere sempre saldamente nelle mani pubbliche, a partire dalla grande adduzione che è la cosa principale”.
Il candidato del centrosinistra ha poi allargato il discorso alla riorganizzazione amministrativa delle aree interne, proponendo una cabina di regia più efficiente:
“Non vogliamo mettere una bandierina, ma creare una struttura unitaria, con direzioni generali accorpate sotto il gabinetto del presidente della Regione. È il modo migliore per dare valore strategico e continuità a una nuova visione delle aree interne, in coprogrammazione con gli amministratori locali”.
Cirielli: “L’acqua è pubblica, ma oggi è gestita dal Pd”
La risposta del centrodestra non si è fatta attendere.
Edmondo Cirielli ha riconosciuto la necessità di mantenere pubblica la gestione del servizio idrico, ma ha accusato la sinistra di averne fatto un terreno di potere politico.
“L’acqua deve restare saldamente in mano pubblica, come già avviene oggi per capitale e maggioranza dei soci. Il vero problema in Campania non è la forma giuridica, ma chi ha gestito e provocato il disastro odierno. Oggi l’acqua non è in mani pubbliche ma nelle mani del Pd”.
Secondo Cirielli, la gestione idrica regionale è segnata da sprechi, inefficienza e mancate riforme:
“In questi dieci anni la sinistra ha trasformato il sistema idrico in un bacino di clientelismo. Le reti sono vecchie, veri colabrodo; i territori interni abbandonati. Le promesse di riforma sono rimaste propaganda”.
Il candidato ha poi rilanciato il tema della trasparenza:
“Noi garantiremo un sistema idrico a controllo pubblico, moderno, trasparente e finalmente al servizio dei cittadini, libero dalle logiche di potere delle sinistre”.

Fico controreplica: “La destra difende i privati”
A stretto giro, è arrivata la controreplica di Roberto Fico, che ha accusato Fratelli d’Italia di ambiguità sul ruolo del pubblico:
“Cirielli interviene in maniera confusa, ma una cosa è chiara: per Fratelli d’Italia la privatizzazione dei beni comuni è una scelta naturale. La destra meloniana e leghista mette i privati al primo posto e non è interessata al ruolo del pubblico. La nostra visione è alternativa e progressista”.
Il candidato del centrosinistra ha ribadito che la sua coalizione vuole “tutelare il diritto all’acqua come servizio essenziale e garantire investimenti pubblici per la manutenzione e la distribuzione”.

Iannone (FdI): “Fico dimentica che il Pd ha governato dieci anni”
La replica di Antonio Iannone, senatore di Fratelli d’Italia e commissario regionale del partito, ha ulteriormente alzato i toni:
“Fico si chiede perché la sua coalizione non ha fatto la sua politica nei dieci anni che ha governato? Quindi il Pd non è progressista e ha messo al primo posto i privati?”.
Iannone ha citato l’esempio di Roma e Acea, società a capitale misto che gestisce l’acqua nella Capitale:
“Gualtieri fa gestire l’acqua a una società quotata in Borsa: allora anche lui mette i privati al primo posto? Fico ignora che la governance dell’acqua in Campania è già pubblica, ma agisce in regime di diritto privato, come previsto dalla legge”.
Il senatore ha chiuso con una provocazione politica:
“Fico non condivide il Pd, e a questo punto è legittimo chiedersi se il Pd condivide Fico”.
Il nodo della gestione e le sfide irrisolte
Al di là delle schermaglie elettorali, il tema dell’acqua pubblica resta uno dei più sensibili in Campania.
Le criticità del sistema idrico regionale – reti obsolete, perdite superiori al 40%, carenze infrastrutturali e ritardi nei progetti PNRR – sono problemi strutturali che da anni penalizzano la qualità del servizio, soprattutto nelle aree interne.
Con l’avvicinarsi del voto, l’acqua si conferma dunque un terreno di confronto strategico, dove si intrecciano questioni ambientali, economiche e politiche.
Il primo duello tra Roberto Fico ed Edmondo Cirielli apre ufficialmente la fase calda della campagna per le Regionali Campania 2025.
L’acqua pubblica diventa così simbolo e sintesi di due visioni opposte: quella progressista, che invoca una governance pubblica e partecipata, e quella del centrodestra, che punta sulla trasparenza e sull’efficienza dopo anni di gestione politicizzata.
Un tema destinato a restare al centro del dibattito fino al voto di novembre.


