Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega potrebbero aver raggiunto l’accordo sul nome del viceministro agli Esteri. Dopo settimane di trattative, arriva oggi l’investituta ufficiale: Edmondo Cirielli guiderà la coalizione alle regionali del 23 e 24 novembre salvo imprevisti dell’ultimo minuto
Dopo settimane di attesa e trattative serrate, il centrodestra campano trova la sua sintesi: Edmondo Cirielli sarà il candidato presidente della coalizione alle elezioni regionali del 23 e 24 novembre 2025.
La fumata bianca è arrivata ieri sera dopo un confronto tra i vertici di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, suggellando un accordo che sancisce l’unità del centrodestra e la piena fiducia nel viceministro degli Esteri come figura in grado di guidare la sfida contro Roberto Fico, candidato del centrosinistra.
Il giorno della fumata bianca
Secondo quanto riportato da Il Roma, la decisione è maturata al termine di un weekend di contatti costanti tra Roma e Napoli. La premier Giorgia Meloni, il vicepremier Antonio Tajani e il leader della Lega Matteo Salvini hanno dato il via libera al cosiddetto “lodo Cirielli”, formula che mette fine alle tensioni interne e consente alla coalizione di presentarsi unita.
Nelle prossime ore è attesa la presentazione ufficiale, che avverrà a Caivano, nel cuore dell’area metropolitana di Napoli, luogo simbolico scelto non a caso per lanciare un messaggio chiaro: il centrodestra vuole parlare anche alle periferie e ai territori dove il disagio sociale è più acuto.

Chi è Edmondo Cirielli
Salernitano, classe 1964, Edmondo Cirielli è uno dei volti storici della destra campana.
Ufficiale dei Carabinieri in congedo, inizia la carriera politica con Alleanza Nazionale, di cui diventa dirigente provinciale e parlamentare. Dal 2009 al 2012 è presidente della Provincia di Salerno, incarico durante il quale promuove il piano di riorganizzazione delle scuole e la razionalizzazione dei costi degli enti locali.
Attualmente ricopre il ruolo di viceministro degli Esteri nel governo Meloni e fa parte del gruppo dirigente nazionale di Fratelli d’Italia. La sua candidatura è stata fortemente sostenuta da Giovanni Donzelli e Gennaro Sangiuliano, in un’ottica di consolidamento dell’asse tra la Campania e la leadership nazionale del partito.
L’accordo con gli alleati: il “lodo Cirielli”
La candidatura è il frutto di un delicato equilibrio interno.
Il cosiddetto lodo Cirielli prevede che, in caso di sconfitta elettorale, il viceministro mantenga un ruolo di primo piano nel governo o in Parlamento, evitando così tensioni con i vertici nazionali.
Per Forza Italia e Lega, la scelta di sostenere Cirielli significa blindare l’unità del centrodestra in una regione chiave e scongiurare il rischio di candidature parallele.
Il coordinatore regionale di Forza Italia, Fulvio Martusciello, ha dichiarato:
«È una candidatura che tiene insieme la coalizione e dà forza al nostro progetto. Cirielli ha l’esperienza, la credibilità e la visione necessarie per riportare il centrodestra alla guida della Campania».
La presentazione al Parco Verde di Caivano
La prima uscita ufficiale di Cirielli è attesa nelle prossime ore al Parco Verde di Caivano, un luogo fortemente simbolico dopo gli interventi di rigenerazione promossi dal Governo Meloni.
La scelta della location non è casuale: vuole rappresentare l’impegno della coalizione verso la lotta al degrado, la sicurezza urbana e la legalità, temi centrali della campagna elettorale.
Sul palco con lui ci saranno i principali riferimenti della coalizione campana:
- Fulvio Martusciello (Forza Italia);
- Pina Castiello (Lega);
- Clemente Mastella per i centristi;
- rappresentanti della Democrazia Cristiana e di altre liste civiche.

L’avversario: Roberto Fico
Sul fronte opposto, il centrosinistra ha già scelto da settimane Roberto Fico, ex presidente della Camera e volto storico del Movimento 5 Stelle, come candidato unitario.
Fico guida una coalizione ampia, che comprende Pd, M5S, Sinistra Italiana, Verdi, +Europa e Avanti Campania, sostenuto da Valeria Ciarambino e Enzo Maraio (Psi).
Le prime mosse del candidato progressista hanno messo al centro i temi della sanità pubblica, della legalità e della trasparenza, con la proposta di depoliticizzare le nomine negli ospedali.
Una linea che ha suscitato la reazione del governatore uscente Vincenzo De Luca, che ha difeso l’operato della sua giunta.
La sfida con Cirielli si preannuncia dunque come un duello diretto tra due personalità forti, simboli di due modelli opposti di governo.

Il centrodestra punta su sicurezza, infrastrutture e lavoro
Il programma che il centrodestra presenterà nei prossimi giorni ruoterà attorno a tre assi principali:
- Sicurezza e legalità, con l’obiettivo di rafforzare la presenza delle forze dell’ordine e combattere l’illegalità diffusa nelle aree urbane e rurali.
- Infrastrutture e trasporti, con un piano per potenziare la mobilità tra le province e completare i progetti PNRR.
- Lavoro e impresa, attraverso incentivi alla reindustrializzazione delle aree interne e sostegno all’imprenditoria giovanile.
Il tutto accompagnato da un messaggio politico chiaro: “Riportare la Campania a un governo di efficienza e concretezza, dopo dieci anni di deluchismo”.
Un campo largo anche nel centrodestra
L’alleanza che sostiene Cirielli sarà ampia e articolata.
Oltre a Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, si prevede il coinvolgimento di liste civiche territoriali, movimenti cattolici e moderati, oltre a sigle storiche del centro democratico.
La Democrazia Cristiana di Totò Ciriaco e Noi Moderati sono già al lavoro per la raccolta firme e la costruzione delle liste provinciali.
Secondo le fonti interne, la strategia è replicare il modello vincente di molte regioni del Nord, con liste civiche di appoggio e un coordinamento centralizzato per la comunicazione.
L’ombra lunga di Vincenzo De Luca
Sullo sfondo, resta il ruolo del governatore uscente Vincenzo De Luca, che pur non ricandidandosi formalmente, continua a esercitare un’influenza rilevante nel dibattito politico regionale.
La sua contrapposizione a Fico e ai vertici nazionali del Pd rischia di indebolire il fronte progressista, proprio mentre il centrodestra appare compatto.
Fonti interne del Pd parlano di un “effetto boomerang” della polemica deluchiana, che potrebbe spingere parte dell’elettorato moderato verso Cirielli

Un voto decisivo per gli equilibri nazionali
La sfida campana non è solo locale.
Per Fratelli d’Italia, vincere in Campania significherebbe rompere l’ultimo bastione del centrosinistra nel Sud.
La premier Meloni festeggerebbe un successo politico di rilievo, utile anche in vista delle elezioni europee del 2026.
Per il centrosinistra, invece, perdere la Campania significherebbe un colpo pesantissimo all’asse Schlein–Fico, che punta proprio sul Mezzogiorno per rilanciare l’identità del campo progressista.
Con la fumata bianca su Edmondo Cirielli, il centrodestra chiude la partita delle candidature e apre ufficialmente la corsa elettorale per la Regione Campania.
La sfida con Roberto Fico si preannuncia serrata, tra due modelli di governo e due visioni del futuro della regione: da un lato la promessa di efficienza e sicurezza del centrodestra, dall’altro la spinta alla trasparenza e ai diritti sociali del campo progressista.
Nel mezzo, un elettorato campano sempre più esigente, che attende risposte concrete su lavoro, sanità e sviluppo.
A decidere, il 23 e 24 novembre, sarà proprio lui: il voto dei cittadini che potrebbe riscrivere gli equilibri politici del Sud Italia.


