Nino D’Angelo diventa cittadino onorario della città di Sarno, in provincia di Salerno, per la canzone sulla frana del 1998 che colpì l’intera comunità
Da martedì 5 maggio, Nino D’Angelo diventa ufficialmente cittadino onorario di Sarno, in provincia di Salerno, un gesto simbolico ma profondamente sentito dalla comunità intera. L’onorificenza sarà conferita dal sindaco Francesco Squillante alle ore 17 nell’aula del consiglio comunale. Non si tratta solo di un riconoscimento artistico, ma anche un tributo a un legame umano e civile nato dal dolore condiviso. La giornata proseguirà con una celebrazione eucaristica nel duomo cittadino e un corteo commemorativo fino al monumento dedicato alle vittime della frana del 1998.
Il ricordo della tragedia
Il conferimento al celebre artista Nino D’Angelo cade in una data profondamente simbolica: il 5 maggio, anniversario della devastante frana che nel 1998 colpì Sarno e alcuni comuni limitrofi, tra cui Siano, Bracigliano, Quindici e San Felice Cancello. In quella tragedia persero la vita 160 persone, di cui 137 solo a Sarno. Le colate di fango si staccarono dal Monte Pizzo d’Alvano dopo giorni di piogge incessanti e travolsero case e strade. Oggi, dopo anni, quell’evento è ancora una ferita aperta nella memoria collettiva del territorio di Sarno, in provincia di Salerno.
L’artista partenopeo, colpito da quanto accaduto, ha voluto trasformare il dolore in arte. Ha infatti scritto la canzone ‘A muntagna caduta’, brano intenso con profonde riflessioni di denuncia. Fu incluso nell’album ‘Stella e’ matina’ del 1999, interamente dedicato alle vittime della tragedia. Con la sua musica, Nino D’Angelo ha voluto dare voce a un’intera comunità ferita, parlando anche delle responsabilità ignorate e mai chiarite.
Le parole di Nino D’Angelo
In merito al tragico evento, Nino D’Angelo ha dichiarato: “Mi colpì profondamente. So che quando si verificano eventi del genere tutti vogliono fare qualcosa nell’immediato. Però molto dipende anche dal luogo in cui avvengono. Come dicevo nel brano, i colpevoli spesso non emergono quando manca l’attenzione. È difficile individuarlo se non si vuole farlo davvero, se non c’è un potere forte o qualcuno che ne parli con insistenza”.
Poi, ancora, sul suo lavoro artistico e musicale: “Io sono stato una piccola voce che ha cercato di dire la sua mentre lavoravo a un disco. Ancora oggi penso di aver fatto la cosa giusta: quella tragedia mi colpì. Mi colpirono le vittime, ma anche quel ragazzo rimasto per giorni sotto la terra ancora vivo: fu come un miracolo, una preghiera”.

Il ricordo di Roberto Robustelli
Il riferimento di Nino D’Angelo è al giovane Roberto Robustelli, fotografo di 22 anni che, in un primo momento, fu dato disperso. In seguito, venne trovato immerso nel fango dopo tre giorni di ricerche effettuate dai Vigili urbani e dalla Protezione civile. Fu trovato immerso nel fango fino al collo, trascinato dall’impeto della frana in una cantina. “Sono fiero di avere scritto quella canzone e lo rifarei. Sarno rappresenta il simbolo di tante ingiustizie, passate e future”, conclude D’Angelo.
Le parole del suo brano restano profondamente attuali: denunciano l’assenza di colpevoli quando manca la volontà di cercarli. Il conferimento della cittadinanza onoraria rappresenta non solo un riconoscimento artistico, ma anche un ringraziamento profondo per aver contribuito a mantenere viva la memoria e a stimolare una coscienza collettiva. Solo in questo modo musica e memoria possono intrecciarsi, affinché tragedie simili non vengano mai dimenticate.


