I numeri presentati oggi dalla Cisl Napoli durante la manifestazione degli “Stati Generali della Sanità” tracciano un quadro di sofferenza strutturale: le ultime
L’analisi dei dati è impietosa. Nell‘area metropolitana di Napoli la situazione è tutt’altro che idilliaca dal punto di vista sanitario. Cifre decisamente lontane da quella che sarebbe la prospettiva ideale e che cozzano con le necessità. Una vera e propria crisi che non passa solo dalle eredità del passato, ma che secondo quanto riferito dalla Cisl si articola nelle scelte del presente.
Sanità campana, i numeri del disagio
Come sottolineato anche dall’Ansa le cifre della sanità campana rappresentano un disagio non da poco che si sviluppa attraverso una serie di deficit tutti da provare a risolvere quanto prima. La Cisl Napoli e le categorie affini hanno elencatonumeri terribili nel corso della manifestazione v/s gli stati generali della Sanità.
Duemila posti letto in meno rispetto a un fabbisogno di oltre diecimila, per una città metropolitana di tre milioni di abitanti. Diciottomila addetti che mancano. Settecento precari ancora in attesa di stabilizzazione. E dei 143 presidi di prossimità previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza — tra Case di Comunità, Centrali Operative e Ospedali di Comunità — appena cinquanta risultano completati, mentre degli hospice attesi ne è stato realizzato uno solo su dieci. Ogni anno inoltre vengono spesi 400 milioni di euro per cure fuori regione, e il 70% di questa spesa proviene proprio dai cittadini napoletani.
Cisl Napoli, Comberiati: “Aprire alla programmazione”
È tempo quindi di rimboccarsi le maniche e agire nel presente per risolvere le criticità attraverso una giusta programmazione. A riferirlo è Melicia Comberiati, segretaria generale della Cisl partenopea alla presenza dei Consigli Generali di tutte le categorie. “Non una passerella ma luogo di elaborazione e proposta. Occorre superare la logica dell’emergenza permanente e aprire alla programmazione“.

“Un fatto nuovo nel panorama sindacale napoletano. Questa è la differenza tra chi protesta e chi governa i processi. Noi vogliamo governarli costruendo una piattaforma unitaria con il coinvolgimento delle istituzioni, del mondo delle professioni, università, terzo settore perché Napoli – ha continuato – ha bisogno di una sanità pubblica forte, non residuale, non privatizzata nei fatti e non disuguale”.
Sanità come priorità strategica
Il reggente della Cisl Campania Mattia Pirulli ha quindi sottolineato come la sanità sia “una priorità strategica regionale e rappresenta anche il primo tassello del patto sociale proposto dalla Cisl”. Pirulli ha aggiunto che “per questo chiediamo con forza il valore delle relazioni sindacali come elemento strutturale della governance del sistema sanitario e sociosanitario, interventi strutturali, tutela dei servizi essenziali, il rafforzamento della prevenzione”. Si tratta di punti contenuti anche nel documento conclusivo approvato dall’assemblea.
Luigi D’Emilio, segretario generale della Fp Napoli ha quindi chiesto: “Chiediamo case di comunità che siano intercapedine tra i bisogni individuali ed i pronto soccorso per evitare il sovraffollamento e non edifici ex novo o poliambulatori ristrutturati e con vecchie funzioni”.
Le categorie più colpite ed uno sguardo al futuro
A pagare il prezzo più alto in tale sistema poco efficiente sono i pensionati. Lorenzo Medici (Fnp Cisl Napoli) ha evidenziato come la mancanza di una medicina di prossimità funzionante costringa molti anziani a rinunciare del tutto alle cure, incapaci di orientarsi in un sistema che sembra attivarsi solo quando il bisogno diventa emergenza acuta.
“Più ospedali di comunità con un piano straordinario per l’ assunzione di medici”, è invece la richiesta del segretario generale dei Medici Pasquale Gallo. Un quadro tutto da definire quindi per un futuro che ad oggi appare nebuloso e che dovrà passare da nuove decisioni e cambiamenti radicali per lasciarsi un recente passato burrascoso alle spalle.


