Bandi deserti e accuse di “bassa cucina elettorale”: Sangiuliano scava dietro la chiusura del Mac³ e chiede trasparenza sui costi e sulla pianta organica del polo culturale.
Secondo quanto riportato da Il Mattino, scoppia il caso a Torre del Greco per il museo Mac. Nonostante l’inaugurazione a ottobre, la struttura resta chiusa. Il capogruppo Fdi Sangiuliano denuncia la situazione e presenta un’interrogazione a Fico e Curtaia, pretendendo massima chiarezza sulla gestione di un polo culturale che nega ancora l’accesso ai cittadini.
Le polemiche approdano in Regione
Le polemiche sulla mancata apertura del museo virtuale del corallo di Torre del Greco travalicano i confini cittadini e approdano in Regione Campania. Dopo le pesanti critiche del professor Franco Battiloro, artista e scultore di fama internazionale che su Il Mattino ha definito l’iniziativa un «progetto già fallito», la politica muove i primi passi ufficiali.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Gennaro Sangiuliano, ha depositato un’interrogazione a risposta scritta per fare piena luce sulla gestione della struttura. L’esponente del centrodestra punta a ottenere chiarimenti immediati sulle motivazioni che impediscono la fruizione pubblica di un polo inaugurato in pompa magna ma rimasto inaccessibile. Sangiuliano sposa le preoccupazioni del mondo dell’arte, trasformando la denuncia di Battiloro in un atto ispettivo formale. Questa iniziativa mira a tutelare l’investimento culturale e l’immagine di un territorio che fonda la propria identità proprio sulla lavorazione del corallo.
Sangiuliano presenta un’interrogazione formale a Fico
L’ex ministro Gennaro Sangiuliano ha rotto il silenzio sul caso del Mac³ di Torre del Greco, indirizzando un’interrogazione formale al presidente Roberto Fico e all’assessore Onofrio Cutaia. Il capogruppo di Fratelli d’Italia contesta duramente lo stallo del museo virtuale del corallo, finanziato con circa 1,5 milioni di euro provenienti dai fondi regionali Pics.
“Finanziato con i fondi regionali dei Pics per un ammontare di circa 1,5 milioni di euro», scrive Gennaro Sangiuliano. «Il museo è stato inaugurato, con grande clamore mediatico, il 13 ottobre 2025, dal sindaco Luigi Mennella, presenti l’assessore regionale al turismo, Felice Casucci, la vicepresidente del consiglio regionale, Loredana Raia ed altri esponenti politici regionali e nazionali del centrosinistra e, incredibilmente, chiuso al pubblico per mancanza di personale e di un modello efficiente di gestione“.
Sangiuliano ricorda come il sindaco Luigi Mennella abbia inaugurato la struttura il 13 ottobre 2025. Il tutto in un clima di grande clamore mediatico, alla presenza di esponenti di spicco del centrosinistra come l’assessore Felice Casucci e la vicepresidente Loredana Raia. Nonostante i riflettori accesi e le promesse istituzionali, il polo culturale resta paradossalmente sbarrato. L’esponente del centrodestra punta il dito contro l’assenza di un modello di gestione efficiente e la carenza di personale, definendo inaccettabile che un investimento di tale portata rimanga sottratto alla fruizione dei cittadini per motivi puramente organizzativi.

L’inaugurazione di ottobre “una manovra di bassa cucina elettorale”
Gennaro Sangiuliano ha indirizzato una serie di quesiti sferzanti ai vertici della Regione Campania, Roberto Fico e Onofrio Cutaia, per smascherare le criticità dietro la chiusura del Mac³. L’ex ministro chiede formalmente se l’amministrazione abbia realizzato la struttura senza aver mai predisposto un solido modello di gestione. E se l’inaugurazione del 13 ottobre sia stata solo una manovra di bassa cucina elettorale in vista delle regionali.
Trasparenza sulla pianta organica
L’interrogazione dovrà « rispondere al fatto che la struttura è stata realizzata senza provvedere a predisporre ed organizzare un modello di gestione; se il procedimento amministrativo per la realizzazione dell’opera sia stato concluso ovvero si sia affrettata l’inaugurazione solo per bassa cucina elettorale, in vista delle elezioni regionali del 23 novembre, senza completare tutto il relativo iter; se risponde al vero il fatto che il Museo è chiuso per mancanza di personale. Nel caso perché nelle more della realizzazione dell’opera non si è provveduto a reclutare personale da utilizzare nel museo; se è stata mai adottata una pianta organica del personale da impiegare nella struttura. Quanto è costata l’opera e se nel programma finanziario di essa sia stata appostata la voce personale e per quale importo di spesa previsto. Se risulta che vi sia personale da utilizzare quantomeno di custodia da destinare alla struttura al fine di evitare atti di vandalismo», conclude Sangiuliano.
L’interrogazione mira a chiarire se il museo resti sbarrato per la totale mancanza di personale e perché non si sia provveduto al reclutamento durante i lavori. Sangiuliano esige inoltre trasparenza sulla pianta organica e sui costi complessivi dell’opera, domandando se il piano finanziario prevedesse fondi specifici per gli stipendi. Infine, l’esponente di Fratelli d’Italia interroga la giunta sulla presenza di personale di custodia. Necessario per scongiurare atti di vandalismo in un immobile costato 1,5 milioni di euro e attualmente abbandonato a se stesso.
Due bandi e una manifestazione sotto accusa
Il fallimento dei tentativi di gestione per il Mac³ di Torre del Greco finisce sotto la lente d’ingrandimento della critica. L’amministrazione comunale ha cercato di affidare la struttura a fondazioni o associazioni private per un periodo di nove anni. Ma gli operatori del settore hanno ignorato sia i due bandi ufficiali che la successiva manifestazione d’interesse.
Il maestro Franco Battiloro ha duramente contestato questa strategia, definendo i documenti prodotti come palesemente “sbagliati”.
«Non si può redigere un documento così importante senza consultare e senza affidarsi ad un pool di tecnici esperti anche in economia. La stesura del bando, così come la manifestazione d’interesse andata deserta, doveva essere seguita da figure di riferimento con profili altissimi nei diversi settori. Non si può improvvisare, altrimenti questi sono i risultati», afferma l’artista.
L’artista accusa il Comune di aver agito con improvvisazione, omettendo di consultare un pool di tecnici esperti in economia e gestione culturale. Secondo Battiloro, la stesura di bandi così complessi richiedeva figure di altissimo profilo professionale, capaci di rendere l’investimento appetibile per il mercato. La scelta di non coinvolgere esperti ha prodotto, come risultato, il deserto nelle adesioni, bloccando di fatto la fruizione del museo virtuale del corallo. Questa carenza nella pianificazione dirigenziale ha trasformato un’opportunità di sviluppo territoriale in un caso di stallo burocrativo.
Intanto il museo resta chiuso trasformando un’eccellenza legata al corallo in un guscio vuoto che tradisce la vocazione turistica di Torre del Greco.


