Sharon Maccanico
Sharon Maccanico

23 Giugno 2026

Cristina Siciliano

Sharon Maccanico, la salma della 15enne morta in Nuova Zelanda torna in Italia dopo cinque mesi: veglia di preghiera ad Avellino

Dopo cinque mesi dalla tragedia avvenuta a Mount Maunganui, la comunità di Picarelli ha accolto il ritorno della giovane irpina con una veglia di preghiera

Il rientro in Italia della salma di Sharon Maccanico segna un nuovo passaggio, a cinque mesi dalla sua morte in Nuova Zelanda. La 15enne originaria di Avellino è stata accolta nella frazione di Picarelli, dove vive la famiglia, tra la presenza di amici, conoscenti e rappresentanti della comunità locale. Nelle ore successive si è tenuto un momento di preghiera nella Chiesa del Santissimo Salvatore.

Il rientro della salma dopo cinque mesi

Dopo un lungo iter durato cinque mesi, secondo quanto riporta Fanpage, la salma di Sharon Maccanico è tornata in Italia, nella giornata di lunedì 22 giugno 2026. Il rientro rappresenta l’epilogo di una fase complessa seguita alla morte della giovane, avvenuta all’estero e segnata dalle operazioni di recupero e identificazione svolte in Nuova Zelanda. L’arrivo del feretro nella frazione di Picarelli, ad Avellino, ha visto la partecipazione discreta della comunità locale, che ha voluto stringersi attorno alla famiglia. La cerimonia non ha avuto carattere pubblico, ma si è svolta in un clima di raccoglimento, secondo le volontà espresse dai genitori. La famiglia della ragazza, da anni residente in Nuova Zelanda, ha scelto di riportare la salma in Irpinia per consentire l’ultimo saluto nel territorio d’origine.

La tragedia al campeggio Beachside a Mount Maunganui

La morte di Sharon Maccanico risale al 21 gennaio 2026, quando una frana ha colpito il campeggio Beachside a Mount Maunganui, nel Nord della Nuova Zelanda. L’evento, improvviso e violento, ha travolto l’area dove si trovavano diversi giovani. Tra i dispersi, fin da subito, risultavano Sharon Maccanico e il fidanzato Max Furse-Kee, studente del Pakuranga College. Le operazioni di ricerca si sono protratte per giorni in condizioni difficili, rese complesse dalla natura dello smottamento e dall’instabilità del terreno.

Il corpo del ragazzo era stato recuperato per primo, mentre quello della giovane irpina è stato rinvenuto successivamente e identificato dalle autorità locali. La notizia aveva profondamente colpito sia la comunità italiana di origine della famiglia sia quella neozelandese, dove la ragazza viveva da anni. Sharon si era trasferita in Nuova Zelanda in giovane età con i genitori, stabilendosi ad Auckland. Frequentava la scuola e coltivava la passione per la danza hip-hop, disciplina nella quale era conosciuta come atleta promettente.

Sharon Maccanico
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Il ritorno a Picarelli e la veglia di preghiera

Con il rientro della salma, la comunità di Picarelli ha organizzato un momento di raccoglimento nella Chiesa del Santissimo Salvatore. La veglia di preghiera si è svolta su richiesta della famiglia e ha visto la partecipazione di amici, conoscenti e rappresentanti locali.

Il clima è stato di silenzio e partecipazione composta. Il paese, che fin dai primi giorni della scomparsa aveva seguito con apprensione la vicenda, si è nuovamente stretto attorno ai genitori della ragazza. Nei mesi successivi alla tragedia, la comunità irpina aveva promosso iniziative di solidarietà e raccolte fondi per sostenere la famiglia nelle spese legate alle ricerche e alla gestione dell’emergenza all’estero. Un sostegno che non si è interrotto nel tempo e che ha accompagnato anche il rientro in Italia.

Il cordoglio della comunità irpina e il legame con la Nuova Zelanda

La vicenda di Sharon Maccanico ha lasciato un segno profondo sia in Italia sia in Nuova Zelanda. La giovane, pur essendosi trasferita da bambina, manteneva un forte legame con le proprie origini irpine, condiviso anche dalla famiglia. La tragedia ha unito due comunità distanti geograficamente, ma vicine nel dolore. Ad Avellino, e in particolare a Picarelli, il nome della 15enne è rimasto al centro di un sentimento diffuso di partecipazione e cordoglio. Il rientro della salma chiude ora un lungo percorso umano e logistico, riportando Sharon nella terra d’origine della sua famiglia, dove potrà essere salutata per l’ultima volta.

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