Comune Marano
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23 Giugno 2026

Cristina Siciliano

Marano, indagine sulle autocertificazioni: la Procura di Napoli Nord iscrive sette ex amministratori nel registro degli indagati

Al centro dell’inchiesta della Procura di Napoli Nord presunte irregolarità nelle autocertificazioni e nelle posizioni tributarie degli ex amministratori comunali

Sarebbero sette, al momento, gli ex amministratori del Comune di Marano iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Napoli Nord nell’ambito di un’indagine su presunte anomalie nelle dichiarazioni e nelle autocertificazioni presentate in occasione della candidatura e dell’insediamento negli organi comunali. Le verifiche riguardano, secondo quanto emerge dagli atti, la posizione tributaria di alcuni ex amministratori nei confronti dell’ente e la corrispondenza al vero delle autocertificazioni rese per l’accesso alle cariche pubbliche. L’attenzione degli inquirenti si concentra sulla correttezza della documentazione prodotta e sul rispetto dei requisiti previsti dalla normativa vigente per la partecipazione alla vita amministrativa dell’ente locale. L’indagine è coordinata dal pubblico ministero Corona della Procura di Napoli Nord e si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Gli accertamenti sono ancora in corso e non si escludono ulteriori sviluppi investigativi, così come eventuali ampliamenti del perimetro dell’inchiesta.

Gli ex amministratori coinvolti e le notifiche

Secondo quanto riporta Terranostranews, starebbero ricevendo in queste ore o avrebbero già ricevuto l’elezione di domicilio sette ex consiglieri comunali ed ex assessori del Comune di Marano. Le notifiche risultano tuttora in corso e, secondo quanto filtra dagli ambienti investigativi, non si esclude che nei prossimi giorni possano emergere ulteriori posizioni oggetto di verifica. Gli indagati, come previsto dalla legge, avranno la possibilità di prendere visione degli atti e di esercitare le proprie difese nelle forme consentite durante la fase preliminare del procedimento. Al momento non risultano contestazioni definitive né richieste di rinvio a giudizio. L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta infatti un atto dovuto nell’ambito degli approfondimenti investigativi avviati dalla magistratura.

Procura della Repubblica
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli

Il ruolo della Commissione d’accesso e lo scioglimento del Comune

Il filone investigativo affonda le proprie radici nel lavoro della Commissione d’accesso agli atti insediata presso il Comune di Marano, incaricata di verificare la presenza di eventuali criticità amministrative e gestionali all’interno dell’ente. L’attività ispettiva, secondo quanto ricostruito, aveva contribuito successivamente allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. Nel corso degli accertamenti sarebbero emerse anche alcune anomalie riconducibili a posizioni di amministratori locali, poi segnalate agli organi competenti. Gli atti dell’indagine amministrativa furono successivamente trasmessi alla Procura dall’allora segretaria generale del Comune, a seguito delle richieste avanzate dai carabinieri della Compagnia di Marano. Da tali documenti e approfondimenti sarebbero scaturite le verifiche oggi al vaglio della magistratura inquirente.

Secondo quanto si apprende, nella relazione originaria predisposta dagli uffici comunali figuravano ulteriori nominativi. Alcune posizioni sarebbero state successivamente regolarizzate prima della trasmissione degli atti alla Procura di Napoli Nord e non risulterebbero quindi tra quelle attualmente oggetto di contestazione.

Indagini preliminari e garanzie degli indagati

L’inchiesta resta, come detto, nella fase preliminare. Gli investigatori stanno procedendo all’analisi della documentazione acquisita e alla verifica delle singole posizioni amministrative e tributarie. Solo al termine di tali accertamenti la Procura potrà eventualmente valutare richieste di archiviazione oppure avanzare ulteriori ipotesi procedurali.Le posizioni degli ex amministratori coinvolti sono dunque ancora al vaglio della magistratura e non risultano conclusioni definitive. Tutti gli indagati, in base al principio di presunzione di innocenza, devono considerarsi non colpevoli fino a sentenza definitiva passata in giudicato. L’attività investigativa prosegue con l’obiettivo di chiarire la completezza e la veridicità delle autocertificazioni presentate nel tempo dagli amministratori comunali e di verificare eventuali irregolarità rispetto ai requisiti richiesti per l’assunzione delle cariche pubbliche.

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