Carmine Alfano
Carmine Alfano
📍 Salerno

15 Ottobre 2025

Redazione Il Campano

Sospeso per un anno il professor Carmine Alfano: accuse di vessazioni e interventi estetici rimborsati dal Servizio sanitario

Il docente dell’Università di Salerno Carmine Alfano è stato sospeso per dodici mesi: secondo la Procura avrebbe vessato studenti e fatto rimborsare al Servizio sanitario interventi estetici privi dei requisiti.

La Procura della Repubblica di Salerno ha disposto un provvedimento di interdizione di dodici mesi nei confronti del professor Carmine Alfano, docente ordinario di Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica presso l’Università degli Studi di Salerno.
Il provvedimento, notificato ieri, comporta la sospensione dall’esercizio della professione medica e da tutti gli incarichi pubblici, inclusi quelli di coordinatore della Scuola di specializzazione in chirurgia plastica della “Scuola Medica Salernitana”.

La bufera scoppiata dopo le frasi omofobe e le denunce degli studenti

Il nome del professore Alfano era già salito agli onori della cronaca nel giugno 2024, quando una serie di registrazioni diffuse dagli studenti aveva fatto emergere presunti comportamenti vessatori e frasi omofobe durante le lezioni e i tirocini universitari.
La vicenda scatenò una forte ondata mediatica e portò l’Ateneo di Salerno a sospendere temporaneamente il docente, oltre al suo ritiro dalla campagna elettorale per la carica di sindaco di Torre Annunziata, dove era candidato per il centrodestra e dato tra i favoriti.

L’inchiesta della Procura: vessazioni e favoritismi tra gli specializzandi

L’indagine, coordinata dalla pm Elena Cosentino, è nata da una segnalazione formale dell’Ufficio legale dell’Università di Salerno, dopo le denunce di alcuni specializzandi e i risultati di un’indagine interna dell’ateneo.
Secondo quanto reso noto dalla Procura, «dalle acquisizioni documentali e dai successivi approfondimenti investigativi emergeva un clima di sopraffazione psicologica e paura instaurato dal professor Alfano a danno degli studenti».

Il docente avrebbe inoltre favorito alcuni specializzandi a scapito di altri, imponendo nomi e coautorie in pubblicazioni scientifiche senza reale contributo da parte dei beneficiari.

Carmine Alfano
Carmine Alfano

L’accusa di interventi estetici a carico del Servizio sanitario

Le indagini della Procura hanno portato alla luce un ulteriore fronte giudiziario: interventi di chirurgia estetica “pura” che sarebbero stati addebitati al Servizio sanitario nazionale in assenza dei presupposti di legge.
Gli inquirenti ipotizzano che alcuni pazienti, amici e conoscenti del professore, abbiano beneficiato di interventi estetici classificati come “urgenti”, grazie a ricette mediche contrassegnate con la sigla U, che ne permettevano l’esecuzione in tempi brevi e con costi coperti dallo Stato.

I reati contestati e la posizione della difesa

Alfano, difeso dall’avvocato Massimo Lanfranco, è accusato di stalking, concussione, falso ideologico e truffa aggravata ai danni dello Stato.
La difesa ha dichiarato l’intenzione di chiarire ogni addebito e di dimostrare l’infondatezza delle accuse, sottolineando la lunga carriera accademica del professore e il suo contributo alla ricerca scientifica.

Le misure adottate da Università e Azienda ospedaliera Ruggi

Dopo la notifica del provvedimento, l’Università degli Studi di Salerno ha diffuso una nota ufficiale:

«L’Ateneo ha ricevuto notifica delle misure adottate nei confronti del professore Alfano da parte della Procura di Salerno e procederà pertanto agli atti consequenziali».

Anche l’Azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona ha annunciato di aver preso atto della sospensione, confermando che adotterà i provvedimenti di competenza.

Un caso che scuote il mondo accademico salernitano

Il caso Alfano rappresenta una delle vicende più delicate per l’ambiente universitario salernitano degli ultimi anni, non solo per la gravità delle accuse, ma anche per il ruolo di rilievo ricoperto dal professore all’interno della facoltà di Medicina.
Il provvedimento di interdizione si aggiunge a quello già disposto nel 2024 dall’ateneo, poi revocato a giugno 2025.
Ora, la nuova misura cautelare imposta dal Tribunale di Salerno apre una fase giudiziaria che si preannuncia lunga e complessa.

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