Angelo Vassallo
Angelo Vassallo
📍 Pollica

10 Luglio 2026

Martina Sarracino

Salerno, omicidio Vassallo: la verità aspetta ancora, nuovo stop al processo dopo 16 anni

Sedici anni dopo l’omicidio di Angelo Vassallo, il processo cerca ancora la strada verso la verità tra rinvii, attese e la richiesta di giustizia della famiglia

Il processo per l’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso il 5 settembre 2010, ha subito un nuovo rinvio. La prima udienza davanti alla Seconda Sezione della Corte d’Assise di Salerno non è entrata nel vivo a causa della dichiarazione di incompatibilità di un giudice a latere. Aveva, inoltre, già adottato alcuni provvedimenti durante la fase delle indagini preliminari. Una questione tecnica, dunque, che ha portato all’aggiornamento del procedimento al prossimo 2 novembre. Il rinvio non modifica il percorso giudiziario. Aggiunge, però, un ulteriore passaggio a una vicenda che da sedici anni attende una risposta definitiva.

Gli imputati e le accuse contestate

Sul banco degli imputati siedono Lazzaro Cioffi, ex carabiniere di Casagiove, Giuseppe Cipriano e Giovanni Cafiero. I tre sono accusati di concorso nell’omicidio di Angelo Vassallo e, con ruoli differenti, anche di reati collegati al traffico di droga che gli inquirenti ritengono possano essere all’origine del delitto. La figura di Angelo Vassallo, conosciuto come il “sindaco pescatore”, è diventata negli anni simbolo di legalità e tutela del territorio. La sua uccisione ha lasciato una ferita profonda nella comunità di Pollica e nell’intero Paese. Questo ha alimentato la richiesta di fare piena luce su mandanti, responsabilità e motivazioni.

La posizione della Fondazione Vassallo

Dopo l’udienza, il presidente della Fondazione Angelo Vassallo, Dario Vassallo, ha sottolineato l’importanza della prosecuzione del procedimento, nonostante le difficoltà incontrate nel percorso giudiziario. “Per quanto riguarda l’udienza di ieri, ritengo che il risultato sia comunque importante. Dopo il non luogo a procedere nei confronti di Cagnazzo e l’assoluzione di Ridosso, arrivati in questi ultimi mesi, il fatto che il processo vada avanti rappresenta un elemento significativo.

È chiaro che il contesto in cui ci muoviamo resta difficile e che ogni passaggio viene inevitabilmente letto anche alla luce di ciò che è accaduto finora, ma continuiamo a ritenere fondamentale che questo procedimento arrivi finalmente al suo cuore, perché la famiglia Vassallo e il Paese intero hanno diritto a conoscere la verità sull’omicidio di Angelo. Noi continueremo a seguire ogni fase con attenzione, nel rispetto del lavoro della magistratura, ma con la stessa determinazione che ci accompagna da sedici anni”.

Angelo Vassallo

La richiesta di un percorso trasparente

Anche il vicepresidente della Fondazione, Massimo Vassallo, ha espresso amarezza per un nuovo rallentamento. Ha comunque ribadito la fiducia nelle istituzioni. “Dopo sedici anni di battaglia siamo profondamente stanchi e anche oggi ci siamo trovati di fronte a un rinvio che, pur motivato da una questione tecnica, avrebbe forse potuto essere evitato con un’organizzazione diversa. Continuano a verificarsi episodi che rendono questo percorso sempre più difficile da comprendere e da accettare, soprattutto per una famiglia che da anni attende giustizia.

Nonostante tutto, la nostra fiducia nel lavoro di magistrati, investigatori e uomini dello Stato non è mai venuta meno, perché sappiamo quanti sforzi siano stati compiuti per arrivare a questo processo. Proprio per questo chiediamo che da ora in avanti venga garantito uno svolgimento lineare, trasparente e privo di ulteriori anomalie. Le istituzioni hanno il dovere di assicurare che un procedimento così delicato si celebri nel pieno rispetto della vittima, della sua famiglia e dell’opinione pubblica. Noi vogliamo soltanto arrivare alla verità e alla giustizia per Angelo Vassallo”.

Una vicenda che attende ancora una risposta definitiva

L’omicidio di Angelo Vassallo resta uno dei casi più complessi della cronaca giudiziaria italiana. Il rinvio del processo rappresenta un ulteriore passaggio in un cammino lungo e difficile, ma l’obiettivo dichiarato dalla famiglia e dalla Fondazione rimane quello di arrivare all’accertamento della verità. Il prossimo 2 novembre sarà una nuova tappa importante per un procedimento che non riguarda soltanto una famiglia, ma una comunità intera che da anni attende giustizia.

La vicenda dell’omicidio Vassallo pone una domanda centrale: quanto può essere lungo il percorso necessario per arrivare alla verità senza indebolire la fiducia dei cittadini nella giustizia? Sedici anni di attesa raccontano la complessità delle indagini, ma anche il peso umano che ricade sulle famiglie delle vittime. Garantire un processo corretto, trasparente e rispettoso significa non solo individuare eventuali responsabilità, ma restituire alla società la certezza che la ricerca della verità rimane un valore fondamentale dello Stato di diritto.

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