Guardia di Finanza
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12 Febbraio 2026

Cristina Siciliano

Salerno, maxi sequestro di olio extravergine: 18 tonnellate di prodotto falso

Il carico, destinato al Canada, era etichettato come extravergine ma in realtà conteneva olio vergine e miscele UE/Extra-UE

Un container contenente 18.100 chilogrammi di olio d’oliva è stato sequestrato presso il porto commerciale di Salerno dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Campania 2, insieme alla Guardia di Finanza e ai carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare. Secondo le prime ricostruzioni, il carico, del valore di circa 80.000 euro, era destinato al mercato canadese ed era presentato come olio extravergine di oliva. Tuttavia, analisi di laboratorio hanno invece confermato che si trattava di olio “vergine” e di miscele di origine UE ed extra-UE. Il titolare della ditta olearia abruzzese è stato denunciato per frode in commercio, vendita di prodotti industriali con segni mendaci e falsità ideologica commessa in atto pubblico. La Procura di Salerno ha convalidato il sequestro. Inoltre, all’azienda è stata comminata una sanzione amministrativa di 4.000 euro.

Come si scoprono queste frodi

Questo sequestro rientra in un’attività di monitoraggio attuata dalla “Cabina di Regia“. Tale iniziativa del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste è volta a rafforzare i controlli sulla qualità e l’origine dell’olio d’oliva destinato all’esportazione. In questo caso, è stato grazie alla segnalazione di un “profilo di rischio” sul carico sospetto che è stato possibile scoprire la frode prima che l’olio arrivasse ai consumatori canadesi. L’olio d’oliva, in particolare quello extravergine, è un simbolo di qualità per l’Italia. Infatti, è un marchio riconosciuto a livello globale. La tracciabilità dei prodotti e i controlli sulle spedizioni sono strumenti cruciali per evitare che simili frodi possano danneggiare la reputazione del prodotto italiano. Il prodotto rischia di essere screditato a causa di pratiche commerciali illecite.

Il danno per la credibilità del prodotto italiano

Il caso di Salerno solleva un problema più grande: la fiducia dei consumatori nei confronti dell’olio extravergine italiano è un patrimonio da tutelare. Il “falso extravergine” non solo rappresenta una violazione delle normative, ma mette in discussione l’intero sistema di qualità del settore. Ogni volta che un olio venduto come extravergine non rispetta gli standard, il rischio è che i consumatori, sia italiani che internazionali, perdano fiducia in un prodotto che è stato costruito come un simbolo di eccellenza. La falsificazione dell’etichettatura e la miscelazione di oli di qualità inferiore non sono solo dannosi per i consumatori, ma danneggiano anche le aziende che rispettano le regole. La concorrenza sleale rappresenta una sfida concreta per la filiera olivicola italiana. Pertanto, questa vede così minacciata la propria competitività sui mercati internazionali.

olio d'oliva extravergine
Olio d’oliva extravergine – Immagine di repertorio

L’importanza dei controlli e della trasparenza

Il sequestro di Salerno mette in evidenza l’importanza del monitoraggio delle spedizioni e del controllo delle merci in transito. Le autorità competenti hanno identificato un carico sospetto grazie ai sistemi di tracciamento e ai controlli in corso. La tracciabilità dei prodotti resta uno degli strumenti fondamentali per garantire la conformità alle normative. Allo stesso tempo, il continuo monitoraggio è essenziale per prevenire potenziali irregolarità nelle transazioni commerciali. Il caso di Salerno, sebbene fermato prima che il carico arrivasse ai consumatori, sottolinea come la protezione della qualità dell’olio extravergine sia cruciale per mantenere la fiducia dei mercati internazionali nel prodotto italiano.

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