violazioni di sigilli Astroni
Immagine dei carabinieri
📍 Napoli

20 Novembre 2025

Redazione Il Campano

Napoli, violazioni di sigilli all’Oasi degli Astroni: divieto di dimora e sequestro per il gestore di un ristorante di Agnano

Violazioni di sigilli agli Astroni: divieto di dimora per il gestore del ristorante di Agnano e sequestro dell’intero complesso.

Nuovi sviluppi nell’inchiesta che da oltre due anni ruota attorno alle aree sequestrate dell’Oasi degli Astroni, a Napoli. I Carabinieri Forestali del Gruppo di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare e un decreto di sequestro preventivo nei confronti di un cittadino italiano, indagato per violazione di sigilli e frode processuale. L’uomo, gestore di una struttura ricettiva della zona di Agnano, è accusato di aver continuato a utilizzare aree sottoposte a sequestro e di aver alterato le prove per ostacolare le indagini.

Le origini dell’inchiesta: l’incendio del 2022 all’Oasi degli Astroni

L’indagine nasce da un incendio boschivo avvenuto nell’agosto 2022, che devastò una parte dell’area protetta degli Astroni, riserva naturale gestita dal WWF. Secondo la prima ricostruzione, all’interno di una zona sottoposta a vincolo erano stati utilizzati fuochi pirotecnici in occasione di eventi legati alla struttura ricettiva gestita dall’indagato.

La Procura di Napoli, tramite la V Sezione Tutela ambiente e territorio, avviò una serie di approfondimenti per chiarire responsabilità, dinamiche e utilizzo illecito delle aree, in seguito sequestrate.

Le accuse: violazione dei sigilli e cancellazione dei video

Il gestore, nominato nel frattempo custode giudiziario delle aree scoperte, era incaricato di garantirne la tutela e il rispetto dei vincoli. Gli inquirenti contestano invece che abbia continuato a impiegarle durante eventi privati, attività commerciali e ricevimenti.

La svolta arriva durante un controllo della polizia giudiziaria: secondo la Procura, l’uomo avrebbe manomesso il sistema di videosorveglianza privato, cancellando deliberatamente le registrazioni che avrebbero documentato l’uso illecito delle zone sotto sequestro. Una manovra ritenuta dagli investigatori finalizzata a depistare le indagini e integrare così il reato di frode processuale.

Camorra Casalnuovo
Immagine di repertorio

Le prove raccolte dagli investigatori

Il sistema di registrazione video è stato sequestrato e affidato a un consulente tecnico. L’analisi forense ha permesso di ricostruire ciò che era accaduto e ha evidenziato, secondo gli inquirenti, più violazioni dei sigilli, commesse anche a poca distanza dall’ultimo controllo.

L’attività investigativa condotta dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale dei Carabinieri di Napoli ha documentato:

  • utilizzo ripetuto delle aree sequestrate;
  • organizzazione di eventi e attività commerciali;
  • presenza di persone e mezzi all’interno dei perimetri vincolati;
  • anomalie nella conservazione e gestione dei filmati di sorveglianza.

Il provvedimento del GIP: divieto di dimora e sequestro totale

Alla luce delle risultanze, il GIP del Tribunale di Napoli ha disposto due misure:

Divieto di dimora nelle province di Napoli e Caserta

L’indagato non potrà risiedere né transitare stabilmente nei due territori, per evitare nuove violazioni o tentativi di interferire con ulteriori accertamenti.

Sequestro dell’intero ristorante e delle aree esterne

Il decreto prevede il sequestro dell’intero compendio immobiliare, con sgombero immediato da persone e cose. Una misura finalizzata a impedire ulteriori utilizzi illeciti delle aree già vincolate e a garantirne la messa in sicurezza.

Un caso simbolico per la tutela delle aree protette

L’Oasi degli Astroni rappresenta uno dei luoghi naturalistici più preziosi del territorio flegreo, già colpito da incendi e abusi negli ultimi anni. L’inchiesta e il nuovo provvedimento giudiziario rilanciano il tema della tutela ambientale e del contrasto alle attività commerciali non autorizzate nelle aree protette.

Secondo la Procura, la gestione impropria delle aree sequestrate avrebbe potuto aggravare il rischio ambientale in un sito già fragile e soggetto a vincoli di estrema rilevanza naturalistica.

L’indagato, ora sottoposto a misura cautelare, dovrà rispondere davanti alla magistratura delle accuse di violazione dei sigilli e frode processuale. Le indagini proseguono per ricostruire ogni utilizzo illecito delle aree e verificare eventuali responsabilità ulteriori. Nel frattempo, il sequestro del ristorante di Agnano segna un nuovo capitolo nella complessa vicenda giudiziaria legata all’Oasi degli Astroni e alle opere di tutela dell’ambiente naturale.

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