Comune Salerno
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📍 Salerno

28 Marzo 2026

Chiara Imbimbo

Salerno, sei i candidati sindaci in lizza. Tramonta l’ipotesi “campo-largo”: il voto decisivo per il futuro del capoluogo

La città si prepara per il dopo-Napoli: il ritorno di De Luca frammenta i poli e ridisegna le alleanze tra spaccature civiche che trasformano Salerno in un laboratorio elettorale.

Il panorama politico di Salerno si delinea chiaramente mentre le elezioni comunali si avvicinano. I cittadini sceglieranno presto il successore di Vincenzo Napoli, chiudendo ufficialmente una lunga stagione amministrativa. I candidati sindaco presentano ora le proprie liste, sfidandosi per la guida della città. Questa competizione elettorale trasformerà il volto del governo locale, definendo il futuro dei salernitani attraverso il voto decisivo di maggio.

Sei i candidati alla guida del capoluogo

A Salerno la corsa alle elezioni comunali entra nel vivo con sei candidati pronti a sfidarsi per la guida del capoluogo. Questa tornata elettorale ridisegna profondamente gli equilibri politici campani, alternando alleanze storiche a spaccature improvvise. L’elemento centrale riguarda il ritorno di Vincenzo De Luca, il quale schiera nuovamente le sue celebri liste civiche. Il Partito Democratico sostiene l’ex governatore rinunciando però al proprio simbolo ufficiale, affiancato in questa coalizione da Psi e Verdi.

Sul fronte opposto del centrosinistra, il Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana rompono gli indugi e puntano con decisione su Franco Massimo Lanocita. L’avvocato amministrativista aggrega attorno alla sua figura anche TerraSocialista, Salerno in Comune e il Comitato Salute e Vita. Nonostante alcune iniziali incertezze comunicative, la coalizione esclude invece la partecipazione di Per, consolidando un blocco alternativo che sfida apertamente il sistema deluchiano per il controllo del governo cittadino.

ritorno Vincenzo De Luca Palazzo Guerra
Vincenzo De Luca

Sfumata l’ipotesi del campo largo

La frammentazione politica di Salerno segna il tramonto definitivo del campo largo, nonostante i precedenti successi ottenuti nelle elezioni regionali con Roberto Fico e nella vittoria di Gaetano Manfredi a Napoli. Questa rottura strategica impedisce la nascita di un fronte unico progressista, spingendo le diverse anime della coalizione verso percorsi separati e competitivi.

In questo scenario di divisione, l’area centrista compatta le proprie forze e punta con decisione su Armando Zambrano. L’ex presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri guida una coalizione eterogenea che include Azione-Oltre e Casa Riformista-Italia Viva. Al fianco di Zambrano si schierano attivamente anche Noi di Centro, Popolari e Moderati, Ali per la Città e Forza Salerno. Questi schieramenti cercano di occupare uno spazio politico mediano, proponendo un’alternativa tecnica e amministrativa capace di intercettare il voto moderato e di scardinare il tradizionale bipolarismo che ha caratterizzato la politica salernitana negli ultimi decenni.

Frammentato anche il centodestra

Il centrodestra di Salerno frammenta ulteriormente il quadro politico, rinunciando a una coalizione unitaria. Forza Italia, seguendo la linea tracciata dal leader regionale Fulvio Martusciello, sceglie la via moderata e annuncia il sostegno ufficiale ad Armando Zambrano. Questa mossa sposta l’asse dei forzisti verso il centro, isolando di fatto gli alleati storici.

In risposta, Fratelli d’Italia lancia la sfida solitaria puntando sul professore universitario Gherardo Maria Marenghi. Il giurista, già membro del Consiglio superiore dei Beni culturali, raccoglie il consenso di Lega e Noi Moderati, consolidando un blocco di destra tradizionale. Completano la lista dei pretendenti Mimmo Ventura, consigliere comunale uscente, che corre per Dimensione Bandecchi, e Alessandro Turchi. L’ex dirigente scolastico guida il movimento civico Salerno Migliore, proponendo una visione alternativa e slegata dai partiti nazionali. Questa spaccatura trasforma le comunali in una competizione a sei, dove ogni schieramento cerca di intercettare il dissenso interno.

L’attenzione politica su Salerno, trasformata in un laboratorio elettorale dai risvolti imprevedibili, resta alta. Il ritorno di Vincenzo De Luca e la frammentazione dei poli tradizionali mettono alla prova la tenuta dei partiti. Questo voto non deciderà solo il nuovo sindaco, ma sancirà i futuri rapporti di forza tra leader e movimenti campani.

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