Piero De Luca
Piero De Luca

24 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Referendum, boom del No, De Luca: “Campania traino importante per la mobilitazione del Paese”

Il segretario regionale del Pd rivendica il risultato e legge il voto come un segnale politico dal Mezzogiorno

Il risultato del referendum continua a essere al centro del dibattito politico in Campania. Il segretario regionale del Partito Democratico, Piero De Luca, ha commentato l’esito della consultazione rivendicando il ruolo della regione come “traino” della mobilitazione per il No. Secondo De Luca, la Campania avrebbe registrato la percentuale più alta in Italia a favore del No. Inoltre, la città di Napoli avrebbe raggiunto il 75% di voti contrari alla riforma. Le dichiarazioni sono state rilasciate a margine di un commento politico diffuso oggi, 24 marzo. Esse si inseriscono nella lettura complessiva che il dirigente dem dà del voto. Secondo De Luca, si tratta di un risultato che avrebbe una forte valenza territoriale e politica.

Il risultato in Campania e il dato di Napoli

Nel commentare l’esito del referendum, Piero De Luca ha sottolineato il ruolo della regione nel quadro nazionale. La Campania, ha affermato, sarebbe la prima in Italia in termini percentuali per il No. Napoli si distingue come la principale città per consenso contrario alla riforma. Essa arriva, secondo quanto dichiarato, al 75%. Il dirigente del Pd ha letto questi numeri come un segnale politico significativo. Ha evidenziato una partecipazione che, a suo dire, ha coinvolto in modo particolare i giovani. L’interpretazione proposta è quella di una mobilitazione ampia. Tale mobilitazione avrebbe attraversato diversi livelli territoriali, dai centri urbani alle realtà locali. Il dato viene inoltre inserito in una narrazione più ampia che riguarda il ruolo del Sud nel voto referendario. La Campania non sarebbe soltanto un contesto regionale. Essa diventerebbe, in questa lettura, un punto di riferimento per l’orientamento complessivo del Mezzogiorno.

Il ruolo del Partito Democratico regionale nella campagna referendaria

De Luca ha dedicato una parte delle sue dichiarazioni al lavoro svolto dal Partito Democratico in Campania nelle settimane precedenti al voto. Il segretario regionale ha ringraziato dirigenti, amministratori locali, segretari di circolo, consiglieri e assessori per l’impegno nella campagna referendaria. Secondo quanto affermato, la struttura del partito sul territorio avrebbe avuto un ruolo centrale nel “spiegare le ragioni di merito” della posizione contraria alla riforma. Un’attività che, sempre secondo De Luca, avrebbe contribuito a costruire una mobilitazione diffusa e capillare. Particolare attenzione viene riservata al coinvolgimento delle nuove generazioni. Il voto dei giovani viene descritto come uno degli elementi più rilevanti del risultato. Esso è considerato dal segretario regionale un fattore di rilievo per la prospettiva politica futura del partito. Inoltre, è importante anche per la coalizione di centrosinistra.

Referendum giustizia del 22 e 23 marzo. Urne.
Referendum giustizia del 22 e 23 marzo. Urne.

Il significato politico del voto secondo De Luca

Oltre al dato elettorale, le dichiarazioni di Piero De Luca si concentrano sull’interpretazione politica del referendum. Il segretario regionale del Pd legge il risultato come un segnale rivolto al governo nazionale. Esso accusa l’esecutivo di aver portato avanti la riforma senza un adeguato confronto parlamentare. Nel suo intervento, De Luca parla esplicitamente di “arroganza” dell’esecutivo.

Collega inoltre il risultato del voto a un giudizio politico più ampio sull’azione di governo. In questa prospettiva, il No assumerebbe il significato di una critica non solo al contenuto della riforma. Diventa una critica anche al metodo con cui sarebbe stata gestita.

Un ulteriore elemento messo in evidenza riguarda il rapporto tra il Mezzogiorno e le politiche nazionali. Secondo De Luca, il risultato del referendum rappresenterebbe anche un segnale contro quelle che definisce “politiche antimeridionaliste”. A tal proposito, fa riferimento a tagli di risorse e al dibattito sull’autonomia differenziata, tema su cui la Corte costituzionale si è recentemente espressa.

Le prospettive politiche dopo il referendum

Nella parte finale delle sue dichiarazioni, il segretario del Pd campano collega l’esito del referendum alle prospettive future del centrosinistra. Il risultato viene interpretato come una base politica da cui avviare un lavoro di costruzione alternativa di governo nei prossimi mesi. Secondo questa lettura, la mobilitazione registrata in Campania e nel Mezzogiorno potrebbe rappresentare un punto di partenza per un percorso politico più ampio. Questo andrebbe sviluppato insieme alle altre forze della coalizione di centrosinistra. Il voto referendario viene così inserito in una cornice che va oltre il dato immediato. Esso diventa elemento di posizionamento politico, con la Campania indicata come uno dei territori chiave per la fase successiva del dibattito nazionale.

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